Imu e Tasi, fabbricati rurali e imbullonati: esenzioni e calcolo

15 giugno 2017 ore 12:11, Luca Lippi
È la vigilia della scadenza del pagamento della prima rata di Imu e Tasi (16 giugno). Dell’argomento abbiamo abbondantemente chiarito i punti principali qui , oggi faremo un focus sugli assimilati e gli imbullonati, inoltre è il caso di approfondire qualche dettaglio allo scopo di verificare definitivamente i calcoli già fatti prima di passare alla cassa per il pagamento al Fisco.
Ribadiamo che quest’anno il calcolo è piuttosto semplice, soprattutto per il fatto che è lo stesso già operato nel 2016, in sostanza per il 2017 nulla è cambiato, e se anche nella disponibilità del contribuente la situazione è cristallizzata al 2016, non si deve fare altro che copiare i dati nei quadri appositi come nel modulo F24 dello scorso annoquello che dobbiamo controllare e approfondire è la parte riguardante la Tasi.
Imu e Tasi, fabbricati rurali e imbullonati: esenzioni e calcolo
Esonero prima casa e inquilini- le abitazioni principali sono esonerate dal pagamento di Imu e Tasi e ciò vale anche per gli inquilini, che fino al 2015 hanno dovuto pagare la loro quota di Tasi. L’esonero però non si applica agli immobili rientranti nelle categorie A/1, A/8 e A/9 (abitazioni “di lusso”). Occorre poi considerare l’estensione dell’esonero per l’abitazione principale alle fattispecie “assimilate”, che in alcuni casi operano automaticamente mentre in altri necessitano di un intervento comunale.

Gli assimilati – questa particolare categoria comprende:
-le unità immobiliari delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari (dal 2016 anche gli studenti universitari); 
-gli alloggi sociali come definiti dal Dm 22/04/2008; 
-la casa coniugale assegnata al coniuge separato; 
-l’immobile posseduto dal personale del comparto sicurezza (forze armate, polizia, vigili del fuoco, prefettizi); 
-l’unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani residenti all’estero e iscritti all’Aire. 
I comuni hanno la facoltà di assimilare le abitazioni di anziani o disabili lungodegenti, non locate. È invece venuta meno, dallo scorso anno, la possibilità di assimilare le abitazioni concesse in comodato a parenti di 1° grado, che si è trasformata in riduzione del 50% della base imponibile.

Ulteriori novità – c’è il nuovo regime di tassazione dei terreni agricoli (esonero per Cd e Iap, ripristino della circolare 9/93), l’esclusione dalla determinazione della rendita catastale per i cosiddetti “imbullonati”, la riduzione per gli immobili locati a canone concordato e l’esonero per gli immobili di cooperative indivise destinate a studenti universitari soci assegnatari. Si tratta peraltro di misure applicabili anche alla Tasi, ad eccezione dei terreni agricoli che sono fuori dal campo d’imposizione del tributo.

Fabbricati rurali strumentali - sono esenti dall’Imu ma pagano la Tasi seppure in misura ridotta con aliquota massima dell’1 per mille. 
I fabbricati ‘merce’ – sono fabbricati destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati - sono esenti dall’Imu, mentre pagano la Tasi con aliquota agevolata fino al massimo del 2,5 per mille.

Le aree fabbricabili – queste sottostanno allo stesso trattamento Imu-Tasi, considerando il valore di mercato al 1° gennaio e applicando le aliquote previste dalle delibere del comune di ubicazione delle aree.
Capannoni e opifici – cosiddetti ‘immobili produttivi’ rientranti nel gruppo catastale D hanno lo stesso trattamento Imu-Tasi: per l’Imu è però previsto il versamento di una quota a favore dello Stato e una a favore del Comune, per la parte eccedente il 7,6 per mille.

In conclusione – verificata la disciplina applicabile, la procedura di calcolo è identica per Imu e Tasi. Si parte dalla stessa base imponibile (rendita catastale per i fabbricati, rivalutata del 5%) alla quale applicare i coefficienti moltiplicatori distinti per categoria catastale. Il valore ottenuto consente quindi di effettuare il calcolo applicando le aliquote Imu e Tasi decise dai comuni: l’acconto sarà pari al 50% dell’importo complessivo.

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