Scade oggi Imu e Tasi 2016: tempi, conguaglio e ritardato pagamento

16 dicembre 2016 ore 10:04, Luca Lippi
Oggi 16 dicembre è il gorno ultimo per versare la seconda rata (leggi anche ‘saldo’) per l’Imu e la Tasi 2016.
In ogni caso, quest’anno il calcolo del saldo è più semplice perché in sede di acconto erano già note le aliquote 2016, considerata la scadenza al 30 aprile per l’adozione delle delibere comunali: l’importo del saldo dovrebbe quindi essere la metà esatta dell’importo annuale.
Per maggiori verifiche, il canale ufficiale per verificare tutte le delibere che quest’anno andavano trasmesse entro il termine perentorio del 14 ottobre 2016 è il portale del Dipartimento delle finanze. Rimane comunque utile e in alcuni casi necessario, consultare le istruzioni che i Comuni solitamente inseriscono nei propri siti internet.
Deve essere prestata particolare attenzione alle novità del 2016, a partire dall’esonero Tasi delle abitazioni principali, comprese quelle degli inquilini, ad eccezione delle categorie di lusso (A/1, A/8 e A/9) che continueranno a pagare.
Ulteriori elementi da controllare
La maggiorazione dello 0,8 per mille sulla Tasi eventualmente adottata dal Comune nel 2015. La legge di Stabilità 2016 impone l’adozione di un’apposita delibera di conferma nel caso in cui il Comune intenda mantenerla, ma se lo 0,8 per mille è stato usato nel 2015 per le abitazioni principali, nel 2016 questa aliquota non è più confermabile, perché è limitata “agli immobili non esentati”, né è possibile spostarla su altre fattispecie non previste nel 2015, perché in tal caso si violerebbe “indirettamente” il blocco degli aumenti. 
Un’altra novità in ordine alla Tasi riguarda il nuovo regime di favore previsto per i fabbricati “merce”, consistente nell’applicazione di un’aliquota ridotta pari all’1 per mille con possibilità di arrivare fino al 2,5 per mille o di azzerarla del tutto.
Riduzioni
Sia per l’imu sia per la Tasi, si segnala la riduzione del 50% per i comodati, che rende inefficaci le eventuali assimilazioni disposte in precedenza dai comuni. 
L’unica “convivenza” possibile nel 2016 è tra l’aliquota comunale agevolata eventualmente già prevista per i comodati e il dimezzamento della base imponibile stabilito per legge, sempreché risultino rispettate le condizioni imposte dai comuni (relativamente all’aliquota agevolata) e dalla legge (per la riduzione del 50%).
Inoltre, riduzione del 25% per gli immobili locati a canone concordato (si paga quindi il 75%), dal nuovo regime di calcolo della rendita catastale per i fabbricati produttivi con macchinari “imbullonati” e dall’esonero per gli immobili di cooperative indivise destinate a studenti universitari soci assegnatari.

Scade oggi Imu e Tasi 2016: tempi, conguaglio e ritardato pagamento

Terreni agricoli
Relativamente all’Imu è cambiato ancora una volta il regime impositivo dei terreni agricoli, con un ritorno al passato costituito dall’applicazione della circolare 9/1993 per l’individuazione dei terreni montani da esonerare. 
Sono inoltre esenti i terreni posseduti e condotti da Cd e Iap, indipendentemente dalla loro ubicazione, nonché i terreni ubicati sulle isole minori e quelli a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile.
Il calcolo
Per calcolare l’importo dovuto, nel sito internet delle amministrazioni comunali è riportata una tabella da  compilare che vi darà in automatico l’importo dovuto sia per l’Imu che per la Tasi. Nello specifico, dovrete inserire voi stessi alcuni campi richiesti, inserendo i dati reali.
La prima voce che troverete sarà il codice catastale del comune di riferimento. In seguito andrà inserita la tipologia dell’immobile a seconda della categoria di riferimento (esempio: A/3, A/4). 
Più in basso ancora dovrete scegliere se pagare due F24 distinti oppure compilarne uno unico per Imu e Tasi. 
Più in basso ancora troverete diverse voci più specifiche e fondamentali come la rendita catastale, la percentuale di possesso e informazioni opzionali sull’immobile. Una volta inseriti tutti i dati verrà fuori l’importo da trascrivere sul modulo F24.
Attenzione, in ogni caso è sempre consigliabile affidarsi a un Caf o un professionista, allo scopo di evitare errori e fastidiose correzioni in sede di rilevazione da parte di Agenzia entrate.
In caso di mancato pagamento
E’ possibile sanare la violazione di omesso, ritardato o insufficiente versamento dell'imposta municipale propria e della tassa sui costi indivisibili del Comune pagando una sanzione ridotta in percentuale diversa a seconda dei giorni di ritardo e calcolando gli interessi di mora al tasso ufficiale per ogni giorno di ritardo. Tale strumento si chiama ravvedimento operoso ed è utilizzabile da tutti i contribuenti e cioè da quelli privati a quelli titolari di partita Iva.
Attenzione però, il ravvedimento è accettato fin quando non vis sia una procedura di accertamento in corso dell’amministrazione comunale con relativa iscrizione a ruolo.
Infatti il ravvedimento operoso è stato infatti introdotto proprio per evitare la maggiore sanzione elevabile in sede di accertamento formale.
Calcolo sanzioni ridotte
Le sanzioni da calcolare per rimediare ad errori od omissioni dell'imposta municipale propria e della tassa sui costi indivisibili del Comune, sono quelle previste dal nuovo ravvedimento 2016, sono:
-Sanzione 0,1% per ogni giorno di ritardo se il versamento è eseguito entro 14 giorni dalla scadenza.
-Sanzione 1,50% da calcolare sul tributo dovuto se il pagamento avviene dal 15° giorno ma entro 30 giorni dalla scadenza.
-Sanzione 1,67% se il versamento avviene entro 90 giorni dall'omissione o dall'errore;
-Sanzione 3,75% se il pagamento acconto IMU TASI o del saldo avviene dopo 90 giorni ma entro l'anno 2015.
Attenzione le sanzioni ridotte previste con il ravvedimento lunghissimo e cioè Sanzione 4,29% per il versamento effettuato entro 2 anni dalla scadenza o sanzione 5,00% per il  versamento è eseguito oltre 2 anni dall'omissione o dall'errore, non sono applicabili ai tributi locali IMU, TASI e TARI ma solo alle violazione di competenza dell'Agenzia delle Entrate. A tale proposito, ogni Comune può fissare comunque delle sanzioni ridotte specifiche per tali tributi pagati oltre l'anno, come ad esempio Roma Capitale che ha fissato per pagamenti effettuati oltre 1 anno ma entro i 3 anni dal termine di scadenza la sanzione del 5% dell’importo da versare più gli interessi legali.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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