Profondo rosso del patrimonio Inps: Corte dei Conti in contrasto con Boeri

16 febbraio 2017 ore 11:18, Luca Lippi
La Corte dei Conti, in uno dei suoi rapporti, evidenzia alcune gravi carenze nell'azione dell'Istituto,a partire dal flop nelle ispezioni sul lavoro, che non riescono più a intercettare con efficacia il lavoro nero, soprattutto al Sud.
Dalla Riforma delle pensioni alla Riforma dell’Inps? Si sta manifestando una sorta di ‘contrappasso’, un paradosso che è strettamente legato al rosso di bilancio dell’Istituto che pure c’è, ma sostanzialmente è determinato al fatto che lo Stato non paga i suoi debiti all’Inps, oltre l’organizzazione interna. 
Boeri, sottolinea la magistratura contabile, ha scritto un Regolamento di organizzazione che ha incontrato “ampio dissenso” da parte del direttore generale (che si è dimesso) ed è stato “ripetutamente oggetto di rilievi da parte del Collegio dei Sindaci” e del Civ ( Comitato di indirizzo e vigilanza) dell'Inps, un organo che, all'opposto del monocratico presidente, è composto da troppi membri (ben 22) per essere efficace. 
Anche il ministero del Lavoro ha contestato diversi punti del Regolamento Boeri, il quale però ha proseguito sulla sua strada “in più evidente contrasto” con gli indirizzi espressi dal governo.
Una sorta di attacco diretto all’economista Boeri? In sostanza si contesta al presidente di aver inventato una commissione di tre esperti (due nominati dal presidente e uno dal direttore generale) per esaminare le candidature dei dirigenti di prima fascia. Lo stesso Boeri, sottolinea la Corte dei Conti, ha poi nominato a fine novembre, subito dopo le dimissioni del direttore generale, cinque manager per “consulenza, studio e ricerca” su temi di interesse dell'Inps “ma indefiniti nell'oggetto”. 

Profondo rosso del patrimonio Inps: Corte dei Conti in contrasto con Boeri

La preoccupazione della Corte dei Conti è esplicita: “Si è, in definitiva, venuta a determinare una situazione di contrasto tra gli organi nel cui ambito (prosegue il Rapporto) si collocano le dimissioni del direttore generale intervenute nel novembre del 2016) che, anche a prescindere da una verifica di merito sull'assetto organizzativo funzionale adottato, non ha recato giovamento all'efficacia e all'efficienza dell'attività dell'Istituto”.
Una delle attività tipiche dell'Inps in marcato peggioramento è, come si diceva, quella ispettiva. Con la riforma del Jobs Act è nato un Ispettorato unico che unisce le attività finora svolte dal ministero del Lavoro, dall'Inail e appunto dall'Inps. Osserva poi la Corte dei Conti:Tuttavia nell'attuale fase di avvio del nuovo soggetto si è determinata una situazione di incertezza, con un rallentamento delle attività ispettive dell'Inps che, soprattutto in termini di lotta al lavoro nero e irregolare, potrebbe produrre effetti negativi”. 
La magistratura contabile sottolinea che nel 2016 c'è stato un calo dei controlli (ne sono stati effettuati appena la metà di quelli preventivati) in tre regioni del Sud: Puglia, Basilicata e Calabria. Ma, spulciando i dati, appare che la crisi dell'attività di vigilanza dell'Inps viene da lontano. Se nel 2013 erano stati scovati 33.490 lavoratori totalmente in nero, nel 2014 si è scesi a 28.627 e nel 2015 si è precipitati a 16.644.
La Corte dei Conti valuta anche i conti dell'Inps in senso stretto e il risultato economico negativo registrato dall'Inps nel 2016 ha azzerato il patrimonio dell'Istituto mandandolo, per la prima volta dalla nascita dell'ente, in rosso. 
Scrive la Magistratura contabile: “È da rilevare come, per effetto di un peggioramento dei risultati previsionali assestati del 2016 (con un risultato economico negativo che si attesta su 7,65 miliardi) il patrimonio netto passi, per la prima volta dall'istituzione dell'ente, in territorio negativo per 1,73 miliardi”. 
Il presidente Inps, Boeri, ha sottolineato che “la Corte non lancia alcun allarme sui bilanci. Si tratta di una questione contabile”. Soprattutto, “le prestazioni sono garantite dallo Stato” e che “ciò che conta non è il bilancio dell’Inps, ma dello Stato”. 
Il disavanzo è determinato, ha spiegato, da ritardi nei trasferimenti dello Stato che vengono anticipati dall'Inps e poi ripianati. Quanto ai rilievi della Corte che lo toccano direttamente, Boeri è stato diplomatico: “Il rapporto con la Corte dei è molto ricco e pieno di indicazioni e di stimoli. Lo stiamo leggendo con cura e recepiremo molti dei suggerimenti che vengono proposti. La Corte ha ribadito che non lancia alcun allarme sui bilanci. Si tratta di una questione contabile. Bisogna sempre ricordare ai cittadini italiani che l'Inps opera per conto dello Stato. Le prestazioni che garantisce vengono infatti decise dal Parlamento italiano, dal governo e noi, semplicemente, ci limitiamo ad attuarle. Le prestazioni sono garantite dallo Stato”.

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autore / Luca Lippi
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