Manovra: su bollo auto, voucher e ‘ramini’ quali strette e tagli

16 maggio 2017 ore 12:12, Luca Lippi
Sulla Manovra correttiva da 3,4 milioni di euro richiesta dall’Ue sono stati presentati 2.517 emendamenti, di questi un terzo sono stati giudicati inammissibili (salvo eventuali ricorsi da presentare entro le 13:30 di oggi – 16 maggio). Tra le proposte emerge il ritorno dei voucher, l’abolizione delle monetine da uno e due centesimi e una necessaria stretta sugli evasori del bollo auto. Inutile sottolineare che i voucher sono usciti dalla porta per rientrare dalla finestra, quindi si conferma la tesi che tutto è stato ordito per non mettere a rischio la stabilità del Governo seriamente in pericolo a fronte del referendum della Cgil sul tema. Riguardo il bollo auto, sono anni che si parla nelle varie campagne elettorali di eliminarlo, salvo poi utilizzarlo come veicolo per recuperare risorse. Discorso a parte per quanto riguarda l’eliminazione dal conio delle monetine da 1 e 2 centesimi.
Manovra: su bollo auto, voucher e ‘ramini’ quali strette e tagli
Il bollo auto: la stretta prevista è quella sull’evasione della tassa di possesso dei veicoli a motore per utotrazione. Gli uffici del dipartimento dei Trasporti e le autofficine autorizzate a fare la revisione dovranno controllare che i proprietari dei veicoli abbiano sempre pagato tassa di proprietà e tassa di circolazione del proprio mezzo e che non sia sottoposto a fermo amministrativo. L’emendamento è stato presentato dal Pd, primo firmatario Francesco Ribaudo. In caso di mancato pagamento, non è possibile procedere con la revisione del veicolo e il proprietario è obbligato ad effettuare i pagamenti mancanti.
Reintroduzione dei voucher: arrivano poi da tutti i gruppi, come emendamenti alla manovra, le proposte per sostituire i voucher. Si va dall’introduzione dei “coupon” per il lavoro 'breve', come propone Ap, a una ‘card’ per il lavoro saltuario, come chiede la Lega, oppure un vero e proprio ‘libretto famiglia’ per pagare le prestazioni occasionali di colf, badanti ma anche insegnanti che danno ripetizioni ai figli a scuola, come chiede il Pd. Molte propongono di limitare comunque il lavoro occasionale ad alcune categorie, come studenti, pensionati o casalinghe.
Interruzione del conio delle monete da 1 e 2 centesimi: la Camera dei deputati ha approvato una mozione che impegna il Governo a sospendere il conio delle monete da 1 e 2 centesimi di euro. Le monete da 1 e 2 centesimi, sono state oggetto della mozione, su iniziativa del primo firmatario della stessa, Sergio Boccadutri del Pd (ex Sel), secondo il quale “dal 2002 ad oggi sono state emesse oltre 5,1 miliardi di monete da 1 e 2 cent. Oggi, quasi una moneta su due di quelle messe in circolazione è da 1 o 2 cent, e solo nel 2013 sono costate alle casse dello Stato ben 21 milioni di euro". Prosegue Boccadutri: "Queste monete non circolano se non esclusivamente come resto nella grande distribuzione e in pochi altri esercizi commerciali. Non sono accettati da distributori automatici, dai parcometri, dai caselli automatici delle autostrade, i consumatori che le ricevono come resto le perdono e quasi mai le riusano. Chi non ha in casa un vasetto pieno di ramini? Gestire un rotolo di 50 monete da 1 cent, costa 40 centesimi di euro, costi che si ribaltano sui consumatori". 
Qualcuno avrebbe sollevato la questione di un effetto sull’inflazione derivante dagli arrotondamenti, ma su questo Boccadutri dice: "C'è chi teme effetti sull'inflazione, ma non c'è da preoccuparsi. Potremmo, ad esempio, mutuare le regole di arrotondamento applicate nei Paesi Bassi e in Finlandia che le hanno già escluse, o quelle del Canada che sta escludendo le corrispettive monetine. Inoltre diversi studi citati da una comunicazione della commissione europea sulla questione dimostrano che l'impatto sull'inflazione sarebbe sostanzialmente nullo".
Le monetine da uno, due e cinque centesimi costano molto più di quel che valgono. Il loro costo di produzione, cioè, è maggiore del valore nominale delle monete. Per fare un centesimo si spendono 4,5 centesimi di euro; per fare la monetina da due centesimi, 5,2; solo per quella da cinque centesimi si va quasi in pari: 5,7 centesimi di costo. Ramini, si chiamano. E la loro inefficienza è dunque ben più grave del fastidio di resti impossibili, tasche piene e portamonete gonfi. Il risparmio che si potrebbe ottenere, sospendendo anche solo le monete da uno e due centesimi, è di 21 milioni di euro l’anno. 

#Manovra #Manovrina #Emendamenti #Bolloauto #ConioCentesimi #Voucher

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...