Gli ambulanti in piazza contro la Bolkestein spuntano promessa dal Pd

16 marzo 2017 ore 7:46, Adriano Scianca
Mentre l'Europa guardava con apprensione al risultato di Wilders, in Olanda, gli ambulanti italiani scendevano in piazza per contestare una direttiva europea che porta il nome del padrino politico della destra populista olandese: la direttiva Bolkenstein, dal nome del commissario europeo olandese alla cui ombra mosse i primi passi l'attuale leader del Pvv. 

Gli ambulanti in piazza contro la Bolkestein spuntano promessa dal Pd

Si tratta della norma che liberalizza il commercio ambulante. Ieri in piazza della Repubblica, a Roma, gli ambulanti sono scesi in strada per protestare e chiedere la non applicazione della direttiva da parte del Parlamento. Da Torino a Firenze, passando per la Sardegna e il Sud Italia, gli ambulanti sono arrivati da tutto il Paese. “Il nostro obiettivo è uscire da una direttiva che mette a repentaglio la nostra attività: ci vendono alle grosse distribuzioni e ai bandi le attività che ci siamo comprati, dicono che sono concessioni ma noi tra licenze e atti siamo sempre dal notaio, proprio come tutte le attività”, ha spiegato il presidente del Goia-Gruppo organizzato indipendente ambulanti, Giancarlo Nardozzi. È stata anche lanciata una petizione: "In due giorni abbiamo raccolto già 10 mila firme" spiegano gli organizzatori. 

Alla fine arriva un impegno dal gruppo del Pd alla Camera, che si impegna a “rivedere il decreto di attuazione alla Direttiva Bolkestein escludendo il commercio su aree pubbliche o stabilendone l'applicazione secondo modalità che ne contengano le ripercussioni negative sul tessuto economico e sociale, anche mediante l'individuazione di criteri per la concessione delle autorizzazioni che tengano conto delle diverse caratteristiche e dimensioni degli operatori e dei luoghi in cui si svolge il commercio ambulante”.
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