Rischio collasso Inps: pensioni a 70 anni e assegni più magri

17 luglio 2017 ore 11:30, Luca Lippi
La questione all’ordine del giorno e per i prossimi giorni, questione che rimarrà preliminare ad ogni tavolo di trattativa su pensioni e altro, resta lo stop all'automatismo che aggancia aspettativa di vita ed età pensionabile: “Non è pensabile ipotizzare ulteriori aumenti, già oggi le norme italiane sono fra le più penalizzanti in Europa”, è quello che sostengono i segretari confederali di Cgil, Roberto Ghiselli, di Cisl, Maurizio Petriccioli, e Uil, Domenico Proietti.
I tre chiedonola sterilizzazione del meccanismo”, senza aspettare ottobre, quando l'Istat comunicherà il dato definitivo sui mesi in più. Intanto c'è chi vede aprirsi qualche spiraglio. “Sono stati fatti dei passi avanti” dice Barbagallo, anche se, aggiunge, “tutto deve essere ancora verificato nel confronto politico”. Certo bisognerà fare i conti con le cifre, anche perché avverte la Ragioneria, il rapporto tra spesa pensionistica e Pil risalirà, proprio dal 2019. La stretta sui requisiti di accesso, infatti, non potrà controbilanciare del tutto gli effetti demografici, il riversamento tra i pensionati delle generazioni del baby boom.
Rischio collasso Inps: pensioni a 70 anni e assegni più magri
Parte al contrattacco il presidente dell'Inps, Tito Boeri, che proprio ieri ha dichiarato in un’intervista al Sole 24 Ore che bloccare gli adeguamenti dei requisiti di pensionamento a 67 anni dal 2021 avrebbe una ricaduta di “141 miliardi di spesa in più da qui al 2035”.
La formazione di questa massa di liquidità praticamente dal nulla, è destinata a trasformarsi inevitabilmentein aumento del debito pensionistico implicito, dato che l'uscita prima del previsto non verrebbe compensata, se non in minima parte, da riduzioni dell'importo delle pensioni”.
Secondo Boeri, questo tipo di intervento avrebbe ricadute negative anche sul merito di credito dell'Italia in quanto “senza quantitative easing della Bce sarebbe legittimo aspettarsi effetti rilevanti sul costo del debito pubblico”. Questa è anche il motivo che ha indotto il presidente dell’Inps a sottolineare quanto sia potenzialmente pericoloso bloccare l'innalzamento dell'età pensionabile “senza toccare i coefficienti di trasformazione” ( che sono i parametri di conversione tra salario e assegno pensionistico) in quanto “il flusso attuale vede in uscita pensioni miste, con una quota prevalente di calcolo ancora retributivo”. 
In sostanza Boeri sta cercando di dire che il Tesoro ha già contabilizzato l’innalzamento dell’età pensionabile, e quindi se si vuole veramente mettere mano alle norme sul sistema pensionistico, si dovrà pensare a pensioni per le quali la parte contributiva abbia un peso maggiore rispetto a quello attuale. Tradotto, assegni futuri ancora più magri, ancora meglio se a dimagrire saranno anche quelli in erogazione attualmente.
L’origine del ragionamento del presidente dell’Inps emerge da questi numeri: nel 2017 la spesa per previdenza e assistenza è stimata al 20,2% del Pil. Se si aggiunge quella sanitaria, si raggiunge il 23%: si tratta di risorse destinate alla popolazione anziana, mentre “l'Istat ci ha ricordato che abbiamo 2,5 milioni di giovani con meno di 35 anni in povertà”. Pochi numeri ma estremamente chiarificatori di una situazione esplosiva a livello di contabilità.
Inutile provare ad ignorare le reazioni dei presidenti delle commissioni Lavoro di Camera e Senato Cesare Damiano e Maurizio Sacconi, secondo i quali le teorie di Boeri poggiano su “un presupposto inesistente: non abbiamo proposto la cancellazione del collegamento tra età di pensione ed aspettativa di vita ma solo la sua rimodulazione temporale per alleggerire l'allungamento dell'età lavorativa, di circa sei anni”. I due esponenti, hanno già ricevuto il gelo di Padoan che non ha alcuna intenzione di dover stanziare ulteriori 1,2 miliardi l’anno per far quadrare i conti. 
La febbre da aumento dell’età pensionabile sale, e sarà l’argomento che bloccherà nei prossimi mesi le più scomode disposizioni in materia di riforma delle pensioni. 

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autore / Luca Lippi
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