Pensioni, boom di Ape social ma attenti a non andare all'estero: 'non vale'

19 giugno 2017 ore 11:05, Anna Lisa Renoldi
Al debutto sabato (17 giugno) l’Ape sociale. Tra i vari paletti emerge quello dell’impossibilità di migrare all’estero per i percettori che ne potranno godere il beneficio. A parte i ritardi nella pubblicazione dei decreti attuativi e soprattutto il ritardo per l’adesione che era previsto per il primo maggio, ora prende luce definitivamente il provvedimento e l’Inps pubblica una circolare per allertare tutti coloro che avevano già sperato di potersi andare a godere la pensione nelle località a fiscalità agevolata.
Quindi, si può presentare domanda di Ape sociale ma per avere diritto all’assegno sarà necessario essere residente in Italia. E conservare la residenza nel nostro Paese per tutto il periodo dell’Ape social, che può durare al massimo tre anni e sette mesi. Una volta raggiunta l’età della pensione vera e propria, cioè 66 anni e sette mesi, i pensionati torneranno liberi di trasferirsi dove vorranno. Ma chi dovesse incassare l’assegno senza averne diritto dovrà restituire le somme ricevute, pagando anche gli interessi legali.
Pensioni, boom di Ape social ma attenti a non andare all'estero: 'non vale'
È il primo stop al ‘turismo previdenziale’ - quel fenomeno che ha portato diversi pensionati italiani a trasferirsi verso Paesi più convenienti. Come il Portogallo, dove per i pensionati stranieri le tasse sono azzerate per dieci anni dal momento del cambio di residenza. O in Paesi dove il costo della vita è più abbordabile.
Il vincolo della residenza in Italia è costituzionalmente legittimo perché l’Ape social non è una misura previdenziale ma assistenziale. Di fatto è un intervento a sostegno delle categorie in difficoltà: i soldi per pagare gli assegni vengono non dai contributi versati dai lavoratori interessati ma dalle casse pubbliche. Di fatto è un aiuto di Stato. Che però, in caso di trasferimento all’estero, finirebbe per diventare un aiuto agli altri Stati, visto che i soldi dell’assegno finirebbero per essere spesi a Lisbona o Bucarest.

Le scadenze - Al di là della questione residenza, la prima data da tenere a mente è il 15 luglio. Le domande potranno essere presentate anche dopo, ma quel giorno l’Inps farà un primo conteggio delle richieste. Se ne stimano 60 mila e bisognerà vedere se i 300 milioni stanziati per quest’anno saranno sufficienti o se alcuni assegni slitteranno all’anno prossimo. Ad avere la precedenza, comunque, saranno i più anziani. Il governo, però, è già al lavoro per il futuro. Marco Leonardi, consigliere economico della presidenza del consiglio ha detto: "L’Ape potrebbe essere resa strutturale, mentre ad oggi è sperimentale fino al 2018. E potrebbe essere allargata e affinata la lista dei lavori pesanti". Riguardo la platea degli aventi diritto all’Ape sociale potete trovare ogni informazione qui.

#Pensioni #Novità #ApeSociale #turismoprevidenziale #Stop

caricamento in corso...
caricamento in corso...