Via i voucher, ecco i mini jobs: nuova frontiera del precariato?

19 marzo 2017 ore 14:35, Adriano Scianca
Azzerati i voucher per scongiurare il referendum, ora c'è da capire come il governo deciderà di compensarli. Per il premier Gentiloni, i voucher erano una “risposta sbagliata a un’esigenza giusta”. Ma la risposta giusta, allora, qual è? Per l'esecutivo potrebbe una soluzione simile ai cosiddetti mini jobs tedeschi: un contratto che prevede per il lavoratore la stessa percentuale di contributi previdenziali di un normale contratto, e non minima come per i voucher, ma che avrebbe un limite massimo di ore o di giornate. 

Via i voucher, ecco i mini jobs: nuova frontiera del precariato?

Di fatto sarebbe un’evoluzione del cosiddetto lavoro a chiamata, oggi utilizzabile in Italia per non più di 400 giorni nell’arco di tre anni. Adesso il lavoro a chiamata è possibile solo per i giovani sotto i 25 anni e gli over 55. Con le nuove regole diventerebbe possibile per tutti, a prescindere dall’età, mentre resterebbe il vincolo dell’obbligo di assunzione con contratto regolare in caso di sforamento dei 400 giorni. In teoria, i mini jobs sono pensati per chi vuole arrotondare, magari con un secondo lavoro. 

Ma è un sistema che si presta ad abusi qualora divenisse la norma e non la regola: il datore, per esempio, può preferire assumere due o tre dipendenti a 450 euro, invece che uno solo ma regolare. Il timore è che il vasti mondo del lavoro irregolare e intermittente in Italia sia costretto nella gabbia di un lavoro povero e sotto-pagato, per di più in mancanza di una legge sul salario minimo orario e del reale riconoscimento delle tutele per maternità, malattia o infortuni per il lavoro occasionale. Una forma ulteriore di precariato, insomma.
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