Liti pendenti per Agenzia Entrate: definizione agevolata e domande

02 agosto 2017 ore 13:27, Luca Lippi
L’Agenzia delle Entrate ha inviato un chiarimento sulla definizione agevolata delle liti pendenti con il Fisco. Intanto è importante chiarire che la definizione agevolata delle cartelle esattoriali (scaduta il 31 luglio scorso) non ha nulla a che fare con la definizione agevolata delle liti pendenti. L’istituto della definizione agevolata delle liti fiscali pendenti consente di chiudere le cause tributarie contro l’Ageniza delle Entrate, risparmiando sulle sanzioni e gli interessi dell’atto fiscale impugnato. Questo significa che il contribuente che non abbia manifestato la volontà di avvalersi della definizione delle cartelle è libero di accedere alla definizione delle liti pendenti.
Liti pendenti per Agenzia Entrate: definizione agevolata e domande
Il contribuente che abbia manifestato la volontà di avvalersi della definizione agevolata delle cartelle esattoriali, può usufruire della definizione agevolata delle controversie tributarie, ma non può rinunciare alla prima.
In altri termini, i contribuenti che hanno tempestivamente presentato l’istanza di definizione delle cartelle, pur avendo la facoltà di avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie, sono tenuti, in ogni caso, a rispettare la condizione tassativa di non rinunciare alla definizione delle cartelle (Agenzia delle Entrate, circolare n. 22/E del 28.07.2017).
La definizione agevolata delle controversie tributarie completa, infatti, la definizione dei carichi, eventualmente già richiesta.
Si pensi, per esempio, all’ipotesi in cui il contribuente abbia presentato istanza di definizione dei carichi con riferimento ad una cartella recante un’iscrizione a ruolo, scaturita da una sentenza della Commissione tributaria provinciale a lui sfavorevole, corrispondente ai due terzi dell’importo accertato.
Il medesimo contribuente che intende definire la lite tributaria è tenuto in ogni caso ad eseguire il puntuale versamento delle somme dovute per la definizione delle cartelle.
Qualora la definizione dei carichi non sia perfezionata con l’integrale pagamento degli importi dovuti, ferma restando la validità della definizione della lite correttamente perfezionata, il contribuente sarà tenuto a versare per intero gli importi contenuti nei carichi affidati all’agente della riscossione.
In altri termini, le due definizioni agevolate seguono ciascuna le proprie regole. Il debitore, per fruire dei benefici:
-della definizione delle cartelle, deve versare integralmente, in un’unica soluzione o a rate, gli importi dovuti a tal fine;
-della definizione delle liti, è sufficiente che, entro il 2 ottobre 2017, presenti la relativa domanda e versi quanto dovuto per la definizione della lite (importo netto dovuto) ovvero la prima rata oppure si limiti alla presentazione della domanda, qualora non risultino importi da versare.

COME DEFINIRE LE LITI PENDENTI
Ciascun contribuente che abbia una causa conto l’Agenzia delle Entrate può chiuderla definitivamente entro il 2 ottobre 2017 pagando un importo agevolato. Si tratta della definizione agevolata delle liti fiscali in merito alla quale il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il modello di domanda e le istruzioni per aderire.
Possono essere rottamate le controversie instaurate avverso avvisi di accertamento e atti di irrogazione delle sanzioni, avvisi di liquidazione e ruoli.
Sono escluse le liti relative al rifiuto alla restituzione di tributi, quelle di valore indeterminabile, come, ad esempio, per il classamento degli immobili e, più in generale, quelle per le quali manchino importi da versare da parte del contribuente.
È necessario che il ricorso in primo grado sia stato notificato dal contribuente entro il 24 aprile 2017 e che, alla data di presentazione della domanda, il processo non sia ancora concluso con pronuncia definitiva.
In sintesi, sono definibili le controversie tributarie in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, pendenti in ogni stato e grado di giudizio, compreso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio, oppure in pendenza del termine di impugnazione della sentenza o per la riassunzione della controversia.

QUANTO SI RISPARMIA 
Se la lite riguarda esclusivamente sanzioni non collegate ai tributi o interessi di mora, la definizione comporta l’abbattimento al 40%  degli importi in contestazione.
Sono naturalmente da sottrarre gli importi già versati in pendenza di giudizio e, chi ha già presentato entro il 21 aprile scorso la domanda di rottamazione delle cartelle, scomputa anche gli importi dovuti per detta “rottamazione” dei ruoli, dovendo usufruire unitamente delle due agevolazioni.
Scadenza 
Entro il termine del 2 ottobre 2017, per ciascuna controversia tributaria autonoma, ossia relativa al singolo atto impugnato, va presentata all’Agenzia delle entrate una distinta domanda di definizione, esente dall’imposta di bollo, esclusivamente mediante trasmissione telematica.
La domanda di definizione, debitamente sottoscritta dal richiedente e dal soggetto eventualmente incaricato della trasmissione telematica, deve essere conservata a cura del richiedente stesso fino alla definitiva estinzione della controversia, unitamente ai documenti relativi ai versamenti effettuati, sia in sede di riscossione provvisoria in pendenza di giudizio sia in sede di definizione agevolata della controversia nonché alla documentazione relativa all’eventuale rottamazione delle cartelle.
Devono considerarsi tempestive le domande trasmesse entro la scadenza prevista, ma scartate dal servizio telematico, purché ritrasmesse entro i cinque giorni lavorativi successivi alla data di emissione della comunicazione dell’Agenzia delle entrate che attesti il motivo dello scarto.

MODALITÀ DI PAGAMENTO 
Il pagamento dell’importo da versare per la definizione può avvenire in un’unica soluzione oppure in un numero massimo di tre rate. Non è ammesso il pagamento rateale se gli importi da versare non superano duemila euro.
Il limite di duemila euro si riferisce all’importo netto dovuto come specificato nelle istruzioni per la compilazione della domanda. Il termine per il pagamento dell’importo netto dovuto o della prima rata (pari al 40%dell’importo netto dovuto), scade il 2 ottobre 2017. Il pagamento rateale può essere effettuato in due o tre rate. Nel caso di pagamento in tre rate, la seconda rata, pari al 40%, deve essere versata entro il 30 novembre 2017, e la terza rata, nella misura del residuo 20%, entro il 2 luglio 2018. In caso di pagamento in due rate, la seconda ed ultima rata, pari al 60%, deve essere versata entro il 30 novembre 2017. Per le rate successive alla prima sono dovuti gli interessi legali a decorrere dal 3 ottobre 2017.
Per ciascuna controversia autonoma si deve effettuare un separato versamento.

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