Snapchat debutta a Wall Street: 24 mld di valore e 'incertezze'

02 marzo 2017 ore 11:36, Luca Lippi
Snap Inc ha già inviato da oltre un mese le pratiche (Ipo) per diventare una società pubblica cercando una valutazione di 25 miliardi di dollari. 
Allo stato dell’arte, ha fissato a 17 dollari il prezzo di collocamento per la sua Ipo, al di sopra del range indicativo compreso tra 14 e 16 dollari. Il prezzo superiore alla soglia massima della forchetta iniziale dimostra l'enorme interesse degli investitori per una delle Ipo piu' attese degli ultimi anni. A dimostrarlo sono state anche le indiscrezioni degli ultimi giorni proprio sull'intenzione dell'azienda di fissare il valore tra 17 e 18 dollari.
La società è meglio conosciuta come Snapchat, la compagnia ha avviato le pratiche per diventare una società pubblica e quotata in Borsa nonostante il co-fondatore Evan Spiegel in tempi recenti ha avvisato che la crescita degli utenti sta rallentando e le spese non faranno che salire.

I DOCUMENTI DEPOSITATI PER ENTRARE IN BORSA
Gli amministratori della società non sono mai stati generosi di dichiarazioni, soprattutto contabili, e quindi per valutare l’operazione è necessario esaminare i documenti che sono stati depositati presso la Securities and Exchange Commission. 
La società è nata nel 2011, è ufficialmente una società in perdita, nel 2015 ha registrato un passivo annuale di 372,9 milioni di dollari, cresciuto a 514,6 milioni di dollari nel 2016. Il fatturato è cresciuto esponenzialmente: dai 58,7 milioni di dollari del 2015 a 404,5 milioni di dollari dello scorso anno. Un incremento importante, garantito, come per gli altri social network, soprattutto dalla pubblicità.
C’è di più. Come si legge nel documento, disponibile online, Snap avvisa che “abbiamo avuto perdite operative in passato e prevediamo di averle in futuro e potremmo non raggiungere e mantenere mai la profittabilità”.

LA RACCOLTA DI SNAP
Snap, che ha raccolto 3,4 miliardi dall'offerta di 200 milioni di azioni (55 milioni messi a disposizione dagli azionisti e 145 milioni dalla società), ha spuntato una valutazione di ben 24 miliardi di dollari, che rende la sua Ipo la maggiore negli Stati Uniti dal debutto a Wall Street di Alibaba del 2014.
La società fondata da Evan Spiegel, Bobby Murphy e Reggie Brown durante la loro permanenza alla Stanford University, ha inoltre garantito agli underwriter, tra cui figurano Morgan Stanley e Goldman Sachs Group, un'opzione greenshoe su ulteriori 30 milioni di azioni.

Snapchat debutta a Wall Street: 24 mld di valore e 'incertezze'

IL DEBUTTO SUL NYSE
Il debutto sul New York Stock Exchange è previsto per la giornata odierna ed è attesissimo dal mercato in quanto Snap rappresenta anche un test per altre realtà high-tech pronte a sbarcare sui listini azionari come Airbnb o Uber, attualmente valutata oltre 50 miliardi di dollari, nonche' una spinta per la ripresa di un mercato delle Ipo al momento lontano dai picchi del passato e soprattutto ai minimi per il comparto high-tech dal 2009.
Non mancano comunque i timori. Gli investitori temono infatti una serie di fattori come il rallentamento della crescita degli utenti, la crescente concorrenza di Facebook, l'eccessivo controllo dei fondatori e le ripercussioni dei passati eccessi nelle valutazioni raggiunte durante i precedenti fundraising. L'Ipo di Snapchat segue infatti di pochi mesi l'ultimo fund raising dello scorso maggio che ha spinto la valutazione fino a 17,8 miliardi di dollari per una raccolta di 2,4 miliardi.

IL CONFRONTO CON GLI OMOLOGHI TWITTER E FACEBOOK
Facendo un breve confronto con Facebook e Twitter, anch’esse quotate in borsa, la società di Mark Zuckerberg era già un colosso da un miliardo di dollari di utile e un fatturato di 3,7 miliardi di dollari quando, nel 2012, venne valutata 104 miliardi di dollari; inoltre, ospitava già 483 milioni di utenti attivi ogni giorno. Snapchat si ferma invece a 158 milioni.Twitter aveva un quadro decisamente più ridimensionato (in linea con ciò che è ora in rapporto a Facebook). Ai tempi dell’offerta pubblica iniziale (IPO) del 2013, l’azienda di Jack Dorsey si presentò con un passivo di 79 milioni di dollari nell’anno precedente e un fatturato di 317 milioni di dollari. In tal senso, Snap Inc ha molte più somiglianze con Twitter di quante ne abbia con Facebook: un social network promettente, ma che ha ancora tanto da dimostrare come azienda.

IN CONCLUSIONE
In conclusione, non sembra un ottimo momento per Snap Inc. per diventare un’azienda pubblica: è in costante perdita, i suoi utenti preferiscono i concorrenti e ha messo le mani avanti dicendo che potrebbe non generare mai profitti stabili, anche se c'è da dire che c'è stata una grande crescita tra i 2015 e il 2016. Ma ciò non è mai stato un problema per alcune società: Amazon è cresciuta tantissimo negli anni, ma la profittabilità è sempre stata molto risicata. Spiegel ritiene inoltre, secondo alcuni ben informati, che la vera ambizione sia una società pubblica di successo; un'azienda privata non è sufficiente.
Snap si definisce “una società di fotocamere” e gli occhiali Spectacles sono stati il primo passo verso la sua nuova identità. In futuro Spiegel continuerà a puntare su altri prodotti che possano agevolare la creazione di video e di foto. Come al solito, però, i suoi piani restano un mistero.
L'ipo sarà gestita da Morgan Stanley, Goldman Sachs e Jp Morgan.

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autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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