Nuovo 'antiriciclaggio': quali norme e quando parte

20 giugno 2017 ore 10:59, Gianfranco Librandi
Entra in vigore dal 4 luglio il D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 90 che recepisce la Direttiva 2015/849/UE sull’inasprimento delle disposizioni in materia di antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento delle attività terroristiche. Il nuovo Provvedimento è stato pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale  e sostituisce, modificandola profondamente, gran parte della disciplina contenuta nel D.Lgs. n. 231/2007.

La disciplina antiriciclaggio – in linea generale e in estrema sintesi detta le regole per la collaborazione attiva da parte dei destinatari delle disposizioni di legge, gli intermediari devono adottare idonei e appropriati sistemi e procedure in materia di obblighi di adeguata verifica della clientela, di segnalazione delle operazioni sospette, di conservazione dei documenti, di controllo interno, di valutazione e di gestione del rischio, di garanzia dell'osservanza delle disposizioni pertinenti e di comunicazione per prevenire e impedire la realizzazione di operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo. Essi adempiono gli obblighi previsti avendo riguardo alle informazioni possedute o acquisite nell'ambito della propria attività istituzionale o professionale.
-I sistemi e le procedure adottati rispettando le prescrizioni e garanzie stabilite dal decreto e dalla normativa in materia di protezione dei dati personali.
-Le misure di cui al decreto sono proporzionate al rischio di riciclaggio dei proventi di attività criminose o di finanziamento del terrorismo in relazione al tipo di cliente, al rapporto continuativo, alla prestazione professionale, al prodotto o alla transazione.
-L'applicazione delle misure previste dal decreto devono essere proporzionate alla peculiarità delle varie professioni e alle dimensioni dei destinatari della normativa.
Nuovo 'antiriciclaggio': quali norme e quando parte
Tra le novità che riguardano più da vicino i professionisti - viene dato un giro di vite alle segnalazioni sospette, rafforzando l’obbligo di segnalare prima che venga compiuta l’operazione o la prestazione professionale. Secondo le nuove norme, il sospetto è desunto dalle caratteristiche, dall’entità, dalla natura delle operazioni, dal loro collegamento o frazionamento o da qualsivoglia altra circostanza conosciuta, in ragione delle funzioni esercitate, tenuto conto anche della capacità economica e dell’attività svolta dal soggetto cui è riferita, in base agli elementi acquisiti ai sensi del presente decreto. Costituisce elemento di sospetto il ricorso frequente o ingiustificato ad operazioni in contante, anche se non eccedenti la soglia di 3 mila euro e, in particolare, il prelievo o il versamento in contante di importi non coerenti con il profilo di rischio del cliente.
 
Altra novità prevista dal Decreto - sono le comunicazioni oggettive, contenenti dati e informazioni, che i soggetti obbligati dovranno inviare con all’UIF con cadenza periodica. Future istruzioni, che verranno pubblicate in Gazzetta Ufficiale, individueranno operazioni, dati e informazioni oggetto di tali comunicazioni, definiranno le relative modalità di trasmissione e individueranno espressamente le ipotesi in cui l'invio di una comunicazione oggettiva esclude l’obbligo di segnalazione di operazione sospetta. 

Il principio fondante della normativa antiriciclaggio – è ‘la Collaborazione attiva’. Ancora oggi, ad oltre venti anni dall’uscita della legislazione antiriciclaggio presso tutti gli Intermediari finanziari ovvero i soggetti obbligati alla c.d. “Collaborazione attiva”, è convinzione diffusa che il cliente possa adoperare le risorse finanziarie sempre e comunque, salvo un provvedimento di sequestro disposto dall’Autorità giudiziaria.
Il punto 4.3 del Decalogo della banca d’Italia, a proposito della “sospensione delle operazioni”, testualmente recita:
Massima tempestività nella segnalazione è assicurata ove l’operazione preveda il rilascio al cliente di contante o di valore assimilabili, per significativo ammontare, soprattutto se la medesima è effettuata da soggetti sottoposti a indagini penali o a misure patrimoniali di prevenzione ovvero da soggetti agli stessi collegati".

Tradotto - In presenza di taluni Alert, il soggetto obbligato, a cominciare dalla banca, deve attivarsi con ogni mezzo (anche telefonico) per informare l’UIF (Unità d’Informazione Finanziaria) circa l’inoltro tempestivo di una Segnalazione di operazione sospetta.

In conclusione – aumentano i compiti di ‘vigilanza’ nell’ambito della ‘collaborazione attiva’ per tutti gli intermediari. Non che questo aumenti responsabilità di carattere giudiziario per i professionisti intermediari, ma sicuramente appesantisce gli adempimenti e le conseguenze burocratiche attive in caso di complicazioni derivanti dalla natura di operazioni presumibilmente non proprio limpide.

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