Rottamazione cartelle, come procede la proroga: è corsa

20 marzo 2017 ore 11:05, Gianfranco Librandi
Passa la proroga all’interno del decreto terremoto. Dopo che la commissione Ambiente alla camera, ha dichiarato inammissibile l’emendamento su un altro decreto.
Il viceministro dell'Economia, Luigi Casero, settimana scorsa aveva preannunciato in commissione Finanze alla Camera parere favorevole a un emendamento per spostare la scadenza dal 31 marzo al 21 aprile della presentazione di istanza di rottamazione delle cartelle Equitalia.  Il tutto facendolo rientrare nell’emendamento  presentato al decreto terremoto.
La commissione Ambiente della Camera aveva ritenuto inammissibile la proposta di modifica perché non attinente alla materia del provvedimento.
Per prorogare dal 31 marzo al 21 aprile il termine ultimo entro cui può essere presentata la domanda di rottamazione delle cartelle fiscali servirà un decreto ad hoc. 
La commissione Ambiente trova la squadra giusta e propone la proroga, su un altro emendamento, così è arrivato il via libera tra giovedì sera e venerdì della proroga al 21 aprile 2017. Viene riscritto il calendario per l’adesione all’agevolazione alla rottamazione. Ora è una vera corsa contro il tempo per rendere operativo il differimento. 
E’ necessario che il testo di legge sia pubblicato in Gazzetta Ufficiale prima della scadenza di fine mese.
Con il “SI” alla Camera, adesso il testo passa a Montecitorio e solo dopo arriverà al Senato. 
In ultima analisi, se l’iter non si dovesse concludere favorevolmente resta in piedi l’ipotesi del decreto legge.

Rottamazione cartelle, come procede la proroga: è corsa
 

L’esecutivo, punta a incrementare ulteriormente gli introiti attesi alla luce del gran numero di richieste arrivate finora. Rimane uguale per tutto il resto. Ricordiamo quali cartelle si possono rottamare e come rottamarle. Possono essere rottamate le cartelle che abbiano data compresa tra il 2000 e il 2016, nonché le multe stradali (anche il bollo auto). La rottamazione concede il beneficio fiscale per il quale il contribuente moroso è risollevato dal pagamento di sanzioni e interessi di mora. 

COME ADERIRE
Il contribuente può aderire alla rottamazione utilizzando il Modulo DA1, per via telematica (Fisconline o Entratel) o tramite intermediario abilitato (anche i Caf). La data di scadenza entro la quale presentare la richiesta di rottamazione è il 31 marzo 2017, in proroga fino al 21 aprile secondo quanto ipotizzato in apertura.
Per chi ha già in corso una procedura di rimborso agevolata, come per ogni atto giuridico, è possibile effettuare la rinuncia alla definizione agevolata per cui si è proposta istanza. Tuttavia, ciò è possibile solo nel caso in cui la dichiarazione di rinuncia pervenga in sostituzione della richiesta di adesione in ogni caso entro il 31 marzo 2017: dopo la scadenza per la presentazione dell’istanza, non sarà più possibile rinunciare alla rottamazione cartelle.

COME INTEGRARE O CORREGGERE I DATI
Nel caso in cui si voglia integrare o correggere i dati già inviati a Equitalia ai fini della definizione agevolata dei debiti pendenti, sarà sufficiente inviare una dichiarazione integrativa dei carichi pendenti da rottamare, sempre entro il 31 marzo 2017, in proroga al 21 aprile, senza la necessità di ripresentare la formale richiesta di adesione.

COME ADERIRE ALLA ROTTAMAZIONE CON PROCESSO TRIBUTARIO IN CORSO
L’unico modo per aderire alla rottamazione cartelle esattoriali, nel caso in cui gli stessi debiti pendenti siano anche oggetto di processi tributari non ancora conclusi risiede nella rinuncia agli atti da parte del ricorrente. Tuttavia, è bene valutare attentamente la convenienza dell’azione da condurre: certamente, viste le tempistiche processuali, la definizione agevolata permetterebbe al contribuente di ottenere una pronta risoluzione della controversia fiscale.

COME ADERIRE IN CASO DI PIANO DI RATEIZZAZIONE IN CORSO
In caso di piano di rateizzazione in corso, è possibile ottenere la definizione agevolata delle cartelle pendenti solo dietro pagamento dei piani di dilazione in essere al 24 ottobre 2016, le cui rate abbiano avuto scadenza fino al 31 dicembre 2016. Dopo l’adesione, rimane sospeso il pagamento delle rate dell’anno 2017, fino al termine per il pagamento della prima o unica rata delle somme dovute per la definizione.

LE RATE
Le rate entro le quali è possibile dilazionare l’importo complessivo agevolato sono 5: si può pagare con i bollettini RAV precompilati inviati da Equitalia nel numero di rate richieste con il modello di dichiarazione, purché si rispettino le date di scadenza riportate sulla comunicazione. In caso di pagamento in un’unica rata, la scadenza è fissata a luglio 2017.
Si può pagare con la domiciliazione bancaria (se richiesto nel modello di dichiarazione) oppure in banca, anche con il proprio home banking, agli uffici postali, nei tabaccai, tramite i circuiti Sisal e Lottomatica, sul sito www.gruppoequitalia.it, con la App Equiclick o direttamente agli sportelli di Equitalia.
Il contribuente che non paghi anche solo una rata, o lo faccia in misura ridotta o in ritardo, perderà i benefici della definizione agevolata previsti dalla legge ed Equitalia riprenderà le attività di riscossione. Gli eventuali versamenti effettuati saranno comunque acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto.
N.B. Nonostante il contribuente perda i benefici fiscali della rottamazione, a causa del ritardo o del mancato pagamento di rata o di importo totale, è possibile riprendere i versamenti sulla base del vecchio piano di dilazione, a condizione che, prima della presentazione della dichiarazione di adesione, non vi sia stata decadenza da tale dilazione.

SCIOGLIMENTO DI EQUITALIA
Intanto arriva un nuovo tassello in vista dello scioglimento di Equitalia e l’accorpamento all’Agenzia delle Entrate. E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del presidente del Consiglio dei ministri che nomina l’ad dell’ente di riscossione Ernesto Maria Ruffini commissario straordinario “per gli adempimenti propedeutici all’istituzione dell’Agenzia delle entrate-Riscossione fino al 30 giugno 2017?. Tra i nuovi compiti e funzioni di Ruffini ci sono l’elaborazione dello Statuto dell’ente, che dovrà stabilire aspetti fondamentali come l’eventuale superamento dell’aggio di riscossione, la predisposizione di tutti gli atti, gli accordi, i contratti e le convenzioni necessari, la ricognizione delle competenze del personale Equitalia assicurando “senza soluzione di continuità” le funzioni proprie del servizio nazionale della riscossione e le competenze tecniche necessarie al loro svolgimento con la collocazione organizzativa del personale e l’attribuzione dei ruoli, “coerenti e funzionali alla missione istituzionale del nuovo ente”, anche quanto alla “garanzia della conservazione della posizione giuridica, economica e previdenziale maturata dal personale”. 

LE ADESIONI
La scelta di chiedere i cinque pagamenti è quella che va per la maggiore proprio per ammortizzare nel massimo arco temporale consentito il piano di pagamento. La fotografia scattata da Equitalia si sofferma sulle prime 400mila adesioni. Il 68% (quindi poco più di due su tre) ha come indicazione il pagamento del debito in 5 rate, mentre il 26,6% in una sola. Il resto ha optato per le 3 rate (2,2% del totale), mentre la scelta delle quattro e delle due rate fa registrare all’incirca la stessa percentuale (1,6%). Delle 63.920 adesioni arrivate dal Lazio è del 71% la percentuale di chi ha chiesto le 5 rate, mentre in Lombardia è stato il 65,4% (le adesioni lombarde al momento sono quasi 60mila). I cinque appuntamenti piacciano soprattutto in Campania dove l’opzione per il massimo delle rate possibili è stato scelto da quasi il 76% dei 42.515 contribuenti che hanno inviato la domanda di adesione.

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