Post Camusso, Sabella: "Landini non è amatissimo in Cgil, segretario favorito ora è un altro"

21 luglio 2017 ore 12:41, Marta Moriconi
Il prossimo anno, sarà Maurizio Landini il nuovo Segretario Generale della Cgil? È la possibilità che intravede Giuseppe Sabella, direttore di Think-in e profondo conoscitore del mondo sindacale. In un articolo apparso oggi sul Sussidiario.net, Sabella scrive infatti che Landini non è in questo momento il favorito alla successione di Susanna Camusso ma che la situazione potrebbe cambiare.

Sabella, partiamo dal principio. Lei ha parlato di Landini in Cgil in tempi non sospetti...

"Sì, ne ho scritto la prima volta a marzo del 2016. Avevo percepito questa possibilità che da subito mi era parsa molto realistica. E non ho sbagliato nella mia percezione".

Oggi lei scrive che Landini può essere il prossimo segretario generale della Cgil. Quante sono queste possibilità per l'ex leader dei metalmeccanici?

"In questo momento, non mi pare lui il favorito. Landini non è amatissimo in Cgil per la sua "vivacità" che gli è certamente costata qualche errore di troppo. Vincenzo Colla, suo collega in segreteria confederale, attualmente gode di più consenso per la successione a Susanna Camusso. Ma lo scenario potrebbe cambiare".
Post Camusso, Sabella: 'Landini non è amatissimo in Cgil, segretario favorito ora è un altro'
In che senso?

"Siamo molto vicini alle prossime elezioni politiche. Il Congresso della Cgil si terrà in un momento in cui saranno noti colore e composizione del prossimo governo. Naturalmente ciò influirà sulle scelte che farà la Cgil nella sua fase congressuale. Ho la sensazione che da queste elezioni politiche possa uscirne un governo di larghe intese che avrà un rapporto tutt'altro che facile con i sindacati. La Cgil potrebbe rendersi conto di avere bisogno di Landini. Del resto - a parte i provvedimenti attuati in questa legislatura, in particolare Jobs Act e detassazione strutturale salario di produttività - negli anni della crisi nulla è stato fatto per il lavoro. Gioco vuole che ci sia bisogno di chi è capace di incalzare il decisore politico".

Come vede Landini in questo senso?

"Landini da sempre sembra un uomo di confederazione, dove l'azione politica è molto più accentuata. Guidare una categoria significa fare i contratti, cosa che lui ha fatto poco (praticamente solo questo rinnovo in quasi 8 anni). È molto bravo a fare politica, quindi lo vedo bene alla guida della Cgil. E credo anche che la cosa possa originare un effetto sull'intero mondo sindacale".

Quale?

Il "Trio Metal" - espressione cara a Dario Di Vico - potrebbe vedere crescere il proprio ruolo all'interno delle rispettive Confederazioni: Landini, Bentivogli e Palombella potrebbero ritrovarsi a parlare non soltanto più di metalmeccanica.

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