Il destino di Mps, dopo la fuga di 6 mld di depositi, è la nazionalizzazione

23 dicembre 2016 ore 23:59, Luca Lippi
Le carte sono tutte in tavola e non è complicato prevedere il futuro di Banca Monte Paschi. 
Vedremo i risultati fra un paio di anni (sono tempi tecnici assolutamente adeguati), ma in linea di massima possiamo affermare che la scelta del Salva-Risparmio è molto più importante di quello che letteralmente contiene il decreto stesso.
Che rischio ha corso Mps e l’Italia?
Grazie al “grimaldello Montepaschi” si è perpetrato il tentativo di spalancare la porta d’Italia (e d’Europa) alle maggiori banche statunitensi dedite alle attività speculative, cioè Goldman Sachs, Chase Bank, Merryl Lynch (gruppo Bank of America), ecc.
Non è una “rivelazione”: Banca Monte Paschi è sempre stata al centro del mirino della grande speculazione finanziaria proprio perché “fiore all’occhiello” del sistema italiano e anche d’Europa (dopo l’entrata nell’Ue).
Le attività delle banche statunitensi sono sempre state speculative; la grande crisi del 29 e quella del 2008 hanno avuto origine dalle loro spericolate acrobazie, ma almeno prima lo facevano rischiando soldi loro (americani), adesso invece vogliono farlo coi soldi nostri (europei, e nello specifico di Mps, degli italiani) di correntisti e risparmiatori.
Per chi non sa come funziona la moderna attività delle banche, occorre spiegare che, fino agli anni 80 l’attività delle banche era divisa in due: 
1) banche ordinarie, che gestivano conti correnti e normali attività di breve termine;
2) banche speciali, quelle che gestivano attività a rischio e di maggiore durata (oltre i 18 mesi). 
Questa divisione era molto importante perché impediva alle banche (memori del disastro di Wall Sreet 1929) di usare i soldi degli ordinari correntisti e risparmiatori per produrre le attività speculative a rischio elevato. Quella normativa (ispirata anche in Italia alla legge Glass-Steagall del 1933) fu superata negli anni 90 da nuove leggi e norme che consentirono di fatto a tutti di fare tutto.
Se la legge Glass-Steagall fosse stata ancora in vigore, non ci sarebbe stata la crisi dei “subprime mortgages” (2007) che ha incendiato tutto il mercato con i ripetuti crolli di borsa del 2008 e l’inizio della Grande Recessione. E non ci sarebbe ora bisogno dei ridicoli “stress test” che, sostanzialmente, nel sistema bancario, hanno lo stesso valore di misurare la temperatura a un malato terminale.

Il salvataggio di Monte Paschi nei desiderata degli speculatori
Ricostruiamo la vicenda.
Un pool di banche (in Italia è il Fondo Atlante con i capofila Goldman e Chase) avrebbe dovuto comprare a prezzo stracciato i crediti “incagliati” di Montepaschi, trasformandoli in nuovi prodotti finanziari da rivendere (grazie ad alti rendimenti) a risparmiatori (in gran parte italiani) poco o nulla informati. Lo stesso pool di banche, poi, avrebbe partecipato all’indispensabile e contemporaneo aumento di capitale (i famosi 5 miliardi di euro) attraverso il quale sarebbe diventato proprietario a tutti gli effetti di Montepaschi, quindi trasformandolo a proprio piacimento, per fargli fare quello che finora sul nostro territorio non potevano fare per tradizione (nostra) più che per normativa.
La più vecchia banca del mondo, sarebbe diventata il fiore all’occhiello delle grandi banche americane, soprattutto il “cavallo di Troia” col quale penetrare in modo inarrestabile (grazie ai grandi capitali di cui quelle banche dispongono) nel nostro territorio, trasformando così alla radice anche il nostro sistema bancario.

Quale futuro per Mps?
Per il nostro governo, consapevole di quanto sta succedendo, l’unica carta a disposizione per salvaguardare il sistema bancario, prima ancora che l’istituto di Piazza Salimbeni, è la nazionalizzazione della Banca risanandola nel modo tradizionale (come hanno fatto gli americani nel 2009, anche se non l’hanno chiamata nazionalizzazione). Padoan concretamente sta cercando di non farsi sfilare un nostro gioiello storico dal dito, ed è quello che stava accadendo. Abbiamo corso un grosso rischio. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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