Pensioni: Gentiloni firma Ape sociale e Precoci, cosa succede a 60mila pensionati

23 maggio 2017 ore 10:35, Luca Lippi
L’ufficialità per il primo passo conclusivo (salvo intoppi dell’ultimo minuto) arriva tramite Twitter "Firmati decreti anticipo pensionistico, #apesocial #apeprecoci, operativo meccanismo di anticipo pensione per decine di migliaia di persone". A scriverlo è chi si occupa della comunicazione del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e a twittato a suo nome. 
Le domande per l’accesso all’Ape sociale con i requisiti raggiunti entro il 2017 andranno presentate entro il 15 luglio. Chi raggiunge i requisiti nel 2018 dovrà fare domanda entro il 31 marzo 2018.  
Nella norma si precisa che “le domande presentate oltre il 15 luglio 2017 e il 31 marzo 2018 e comunque non oltre il 30 novembre sono prese in considerazione esclusivamente se all’esito del monitoraggio residuano le necessarie risorse finanziarie”. Sulla seconda parte del comunicato c’è tutta la ragionevolezza per fare largo uso di condizionali.
Pensioni: Gentiloni firma Ape sociale e Precoci, cosa succede a 60mila pensionati
 
Pensioni anticipate, Ape. All’annuncio di Gentiloni si accoda quello del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi che si è occupata in queste ultime ore del processo burocratico di avvicinamento alla mini firma che ha ufficializzato l’entrata in vigore in ritardo dell’Ape sociale e del provvedimento per le pensioni dei precoci. È bene ricordare che manca circa il 90% del resto della riforma ma megli partire che rimanere immobili.
Ha affermato il sottosegretario: “Questa settimana abbiamo lavorato senza sosta su alcuni provvedimenti che vengono da #MilleGiorni e che adesso il governo sta attuando”.
Per quanto riguarda nello specifico il pacchetto pensioni incluso nella legge di bilancio 2017 ed Ape, definito come “la prima vera risposta ai pensionati dopo anni”, ha chiarito: ”Il provvedimento che permetterà ad alcune categorie di anticipare la pensione, superando i vincoli della Fornero, è finalmente pronto. Sia la cosiddetta Ape Social che l’Ape Precoce”.
I chiarimenti dell’Inps: parallelamente ai passaggi che porteranno alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale dei decreti attuativi delle nuove misure sulle pensioni, procede anche il lavoro dell’Inps che dovrà predisporre la logistica e le procedure che renderanno operativi i provvedimenti.
Il direttore generale dell’Inps, Gabriella Di Michele, ha chiarito che è in atto una collaborazione con la presidenza del Consiglio dei ministri e con il ministero del Lavoro. Il lavoro preparatorio che sta svolgendo l’Ente previdenziale è quello della costruzione di “procedure informatiche e istruzioni operative che potranno avere una struttura definitiva solo quando definitivamente si conoscerà la norma applicativa della legge”.
Per quanto riguarda la platea dei beneficiari dell’Ape agevolata sono previste 60-70mila persone. Meno chiarezza sui numeri per quanto riguarda l’Ape volontaria. "Si parla di 300mila persone per il 2017, ma credo personalmente che siano numeri un po’ alti. Ma dipenderà dalla necessità che il mondo economico avrà di rinnovare il proprio comparto occupazionale”, ha affermato il dirigente Inps.
L’Ape sociale è la norma che permette a chi ha almeno 63 anni ma non ha i requisiti necessari a ricevere l’Ape social, di andare in pensione in maniera anticipata rinunciando a parte del suo assegno pensionistico. Dovrebbe essere il 4,6% per ogni anno di pensione anticipata rispetto all’entrata in vigore naturale della pensione di vecchiaia. 
Sul sito dell’Inps è possibile vedere la lista di chi ha diritto all’APE sociale. Possono riceverla coloro che hanno compiuto 63 anni di età (i nati fino al 1954, quindi) e che non ricevono una già un’altra pensione se sono stati licenziati e sono al momento disoccupati, oppure se assistono persone in difficoltà o se hanno svolto lavori particolarmente difficili e usuranti. Grazie all’Ape sociale queste persone avrebbero un sostegno al loro reddito che potrebbe arrivare fino ai 1.500 euro lordi mensili finché non raggiungono l’età per ricevere la pensione. Come spiega l’Inps:
l’indennità è pari all’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro (se la pensione è pari o maggiore di detto importo). L’importo dell’indennità non è rivalutato.

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autore / Luca Lippi
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