Scadenza Iva 2017: il Fisco batte cassa senza proroghe

27 febbraio 2017 ore 10:12, Anna Lisa Renoldi
La dichiarazione Iva 2017 ha la sua scadenza domani 28 febbraio 2017 e una sua proroga non sarebbe prevista, sarebbe dovuta arrivare col decreto Milleproroghe oppure nell’ultimo consiglio dei Ministri su temi fiscali. L’Iva è una tassa comunitaria, non ci sono possibilità per modificarne la forma e gli importi. Tuttavia la storia recente ci insegna che le proroghe all’ultimo minuto ci sono sempre state, quindi non si può escludere a priori che nelle prossime ore non verrà indicata una proroga (anche se in concreto si tenderebbe ad escluderlo per il 2017).

IMPRESE E PROFESSIONISTI CHIEDONO LA PROPROGA
Le scadenze fiscali sono sempre di più, la normativa è in continuo mutamento ed è difficile stargli dietro e, purtroppo, c’è ancora grande inefficienza negli uffici pubblici. In questo contesto è evidente che imprese e professionisti necessitino di un calendario delle scadenze fiscali più razionale di quello attuale, chiedendo spesso la proroga di scadenze fiscali imminenti.

PERCHÉ È ASSAI PROBABILE CHE NON CONCEDERANNO LA PROROGA
Nelle scorse settimane il Fisco è sembrato venire incontro alle richieste avanzate dai commercialisti. Proprio questo atteggiamento di apertura ha determinato la revoca dello sciopero annunciato lo scorso 14 dicembre 2016.
Tempi più lunghi per l’invio dello spesometro 2017 che è diventato semestrale e non più trimestrale, con conseguente riforma delle scadenze fiscali delle comunicazioni IVA di liquidazioni e fatture.
Ulteriori aperture sono poi arrivate in materia di antiriciclaggio, normariva notoriamente complessa e soprattutto eccessivamente severa in termini di sanzioni e rischi per i professionisti.
C’era attesa per la possibilità che il Decreto Milleproroghe potesse introdurre la proroga della dichiarazione IVA 2017. Invece nulla, anzi peggio.
Dopo aver blindato il Decreto Milleproroghe, il Governo si è riunito in un Cdm dove il tema della proroga della dichiarazione IVA 2017 non è stato minimamente toccato. Del Decreto Milleproroghe a dire il vero si ricorderà forse solo il brutto pasticcio del modello Intrastat acquisti 2017, o meglio il suo incredibile ritorno.

Scadenza Iva 2017: il Fisco batte cassa senza proroghe

EPPURE, POTREBBE ESSERCI LA SORPRESA DELL’ULTIMO MINUTO
Guardando indietro, c’è stato l’esempio della proroga dell’invio dati del Sistema Tessera Sanitaria. Nel 2016 la proroga arrivò esattamente una settimana prima della scadenza, peraltro con grandissimo malcontento dei contribuenti coinvolti, vittime di un sistema TS fortemente inefficiente, lento e pieno di bug fino all’ultimo giorno.
Quest’anno la situazione si è ripetuta, in esatta fotocopia rispetto all’anno precedente. Con la beffa che in entrambi i casi la proroga concessa (otto giorni in totale compresi i festivi) non ha migliorato ovviamente l’efficienza del portale del Mef attraverso il quale inviare i dati.
Altro esempio è stata la scadenza della certificazione unica degli autonomi, salvo dover attendere l’evento Telefisco per avere conferme ufficiale sul da farsi. Per la cronaca sia lo scorso anno che in questo, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la certificazione unica autonomi può essere inviata entro il termine di scadenza del modello 770 ovvero il 31 luglio (salvo proroga ovviamente).
A questo punto riteniamo che anche coloro che hanno richiesto a gran voce la proroga della dichiarazione Iva 2017 dovrebbero sperare che questa non arrivi in extremis, e sarebbe solamente una mancanza di rispetto e considerazione verso tutti i professionisti interessati.

SE NON DOVESSE ARRIVARE LA PROROGA
Ricordiamo che la dichiarazione Iva 2017 può essere inviata entro 90 giorni dalla scadenza del 28 febbraio, pagando una sanzione di 25 euro per il tardivo invio.
Qualora invece la dichiarazione Iva 2017 dovesse essere trasmessa dopo i 90 giorni questa si dovrebbe considerare a tutti gli effetti omessa.
Si tenga presente, infine, che la dichiarazione Iva 2017 può essere trasmessa esclusivamente in forma autonoma entro il 28 febbraio, non essendo più ammesso l’invio unificato con la dichiarazione dei redditi a fine settembre.

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