Decreto Banche Venete: 'fiducia' anche in Senato, è liquidazione coatta

28 luglio 2017 ore 11:52, Luca Lippi
Via libera dal Senato alla conversione in legge del decreto sulle Banche Venete. Con 148 sì e 91 no ieri (27 luglio) il Senato ha licenziato il decreto che salva Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca che ormai stanno per diventare due ex a tutti gli effetti. Indirettamente, il salvataggio delle Banche Venete significa scongiurare una crisi economica del territorio che avrebbe portato (e forse il rischio è ancora vivo) riflessi negativi non solo locali ma certamente a carattere nazionale per quello che la regione rappresenta. 
Con la procedura adottata, che tecnicamente si chiama “liquidazione coatta amministrativa” sono stati riaperti tutti gli sportelli, nessun dipendente al momento è stato licenziato e anche il rapporto con la clientela superstite è ripreso regolarmente, soprattutto con le aziende ‘affidate’.
Decreto Banche Venete: 'fiducia' anche in Senato, è liquidazione coatta
PASSAGGIO CON LA FIDUCIA
Il decreto è passato con la fiducia, così come era stato per il passaggio alla Camera, e non sono mancate scene di dissenso da parte di chi ha sempre avversato certe procedure senza che si fosse prima provveduto a sanzionare i responsabili di certe situazioni. La fiducia è stato un passaggio necessario per oltrepassare ogni emendamento che avrebbe potuto alterare anche solo un articolo dei dieci. Ricordiamo che Intesa Sanpaolo aveva preventivamente avvertito che avrebbe ritirato la disponibilità al ‘salvataggio’ se fossero state apportate modifiche al testo del decreto.
Bagarre in aula quando il senatore M5s Enrico Cappelletti attacca la maggioranza: "Vi siete presi tutto prendetevi anche questi!", dice mentre i 5Stelle lanciano banconote false e urlano "Ladri!"e "Vergogna!" al Pd. Tra i più agguerriti Barbara Lezzi che nel suo intervento si era detta certa di un accordo per "regalare le banche venete a Intesa Sanpaolo e aveva invitato la procura ad approfondire i legami Pd-Banca Intesa". Affermazioni per le quali i senatori veneti del Pd Laura Puppato e Giorgio Santini hanno annunciato querela per diffamazione. Il provvedimento, invariato rispetto al testo della Camera, si compone di 10 articoli.

A COSA SERVE IL DECRETO
Il decreto consente ai commissari liquidatori nominati dalla Banca d'Italia di cedere le attività delle due banche a un soggetto selezionato sulla base di una procedura aperta. Intesa San Paolo ha acquistato le due banche al prezzo di 1 euro. Nel contratto, diffuso in commissione Finanze, Intesa ha posto le condizioni per l'acquisizione delle banche venete, tra cui la non modifica del decreto e la totale neutralità dell'operazione sul patrimonio e la politica dei dividendi. In sostanza a Intesa San Paolo va la "good bank" e gestirà direttamente con i sindacati i circa mille esuberi. Ad occuparsi della cosiddetta "bad bank" sarà la Società gestione di attività (Sga) alla quale andranno i crediti deteriorati e altri attivi non ceduti o retrocessi.

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