Poletti rassicura su pensioni e conti, ma il problema verrà dai sindacati

03 febbraio 2017 ore 10:13, Luca Lippi
Il ministro del #Lavoro, Giuliano #Poletti, ascoltato dalla commissione Lavoro del Senato sull’eventualità di un intervento sulla riforma delle #pensioni ha dichiarato: Sia in questa fase, con riferimento al dialogo aperto con la Commissione Ue, sia in prospettiva, per questo Governo non sono previsti interventi che segnino una modifica sostanziale di questa situazione, pericoli o richieste di andare in direzione di un ulteriore intervento sul versante della riforma o dei trattamenti previdenziali e pensionistici, non ne sono presenti in nessuna sede" ha sottolineato. 
E' previsto solo, ha aggiunto il Ministro, "lo sviluppo di un confronto" con i sindacati, cioè una "seconda fase di continuazione" del dialogo già aperto e che in parte è stato già recepito nella legge di Bilancio. E se i sindacati alzano l'asticella? "Quello che oggi abbiamo in campo è la possibilità e la volontà di continuare questo dialogo. Non abbiamo intenzioni, come Governo, non ci sono richieste a livello europeo e quindi credo di poter escludere che vi siano ipotesi interventi sul versante previdenziale in questo senso. Non credo che ci siano pericoli riferiti al tema dell'equilibrio e della stabilità dei conti pubblici e quindi anche nel dialogo con la stessa Europa".

Poletti rassicura su pensioni e conti, ma il problema verrà dai sindacati

La preoccupazione maggiore è riferibile a una correzione e soprattutto qualche taglio lineare per recuperare risorse. Tutto in ottemperanza alla lettera Ue che ha chiesto all’Italia di correggere i conti.
In concreto, la risposta più chiara è quella fornita dal ministro dell’economia Padoan: Il governo intende continuare nel percorso di consolidamento della crescita e delle riforme strutturali. Ma un ritmo di aggiustamento eccessivamente accelerato danneggerebbe l’economia, in un momento di incertezza globale economica e geopolitica"
Stando così le cose, è piuttosto chiaro che Padoan ha risposto ‘picche’ alla Ue, mettendo in atto una strategia più politica che economica per il braccio di ferro con la Commissione. E nella risposta a Valdis Dombrovskis e  Pierre Moscosvici, indirettamente fa capire che non ci sarà nessuna modifica all’impianto delle riforme in cantiere per l’Italia. 

autore / Luca Lippi
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