Nuova Equitalia da domani, ma la 'fusione' per i giudici è a rischio

30 giugno 2017 ore 14:00, Luca Lippi
Da domani esordisce la nuova Agenzia Entrate – Riscossione, prenderà il posto di Equitalia e quindi sarebbero in corso il passaggio delle consegne, tuttavia tutto cambia per non cambiare niente e dobbiamo mettere in conto che i Giudici non sono proprio dell’avviso che il passaggio sia ‘corretto. Andiamo con ordine. 

La nuova Equitalia - l’ex presidente del consiglio, era il 18 ottobre 2016, annunciava così: “Equitalia era simbolo di approccio vessatorio. La chiudiamo come detto un anno fa. Pagare meno, pagare tutti", più di qualche contribuente, preso dall'euforia dalla tanto annunciata chiusura di Equitalia (il cui funerale sarà celebrato proprio domani 1°luglio 2017), ha gioito. Ma non c’è alcun motivo per festeggiare e neanche per essere tristi.
Nei fatti, le cartelle esattoriali e, in genere, tutte le iscrizioni a ruolo e i procedimenti in corso non spariranno nel nulla: alla loro gestione ci penserà la nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione, ente pubblico che avrà dei poteri senza dubbio maggiori e più penetranti di Equitalia.
Nuova Equitalia da domani, ma la 'fusione' per i giudici è a rischio
Il tasto dolente dell'intera operazione, giudici permettendo – i maggiori poteri del nuovo ente riscossore rispetto ad Equitalia derivano dal fatto che prima Equitalia era solamente il ‘braccio operativo’ di Agenzia Entrate, da domani la riscossione entra di fatto direttamente nei poteri di Agenzia Entrate ed eredita i poteri di cui prima era priva.
L'Agenzia delle Entrate-Riscossione avrà la possibilità di accedere direttamente sui conti dei contribuenti così come Agenzia delle Entrate sin dal 2006. In altri termini, qualora il contribuente, nonostante la notifica di un avviso di accertamento esecutivo o di una cartella di pagamento decidesse di non versare le somme intimate, il nuovo organismo potrà acquisire con estrema facilità tutte le informazioni necessarie per procedere in via cautelare o esecutiva nei confronti del debitore (reperire informazioni relative ai conti bancari o postali, ai rapporti di lavoro ecc.).

Ma allora che cosa cambierebbe realmente? Qualche novità c’è. Grazie al nuovo decreto fiscale (Dl n. 193/16), il nuovo Agente della riscossione potrà accedere alle banche dati telematiche (cui già accede l’Agenzia delle Entrate e che, sino ad oggi, sono state interdette ad Equitalia) per investigare sui beni del debitore da pignorare. Si pensi alla consistenza del conto corrente e alla relativa banca di appoggio o alla presenza di redditi di lavoro dipendente o da pensione. È questa l’unica vera novità che parte da domani. In sostanza, quelli che erano i poteri esclusivamente di Agenzia Entrate diventano anche di Agenzia Entrate – Riscossione. In favore del contribuente c'è solamente un risparmio in termini economici dell'aggio di riscossione che prima Equitalia (di fatto Ente privato) percepiva come compenso sulle somme da risquotere. 
Nuova Equitalia da domani, ma la 'fusione' per i giudici è a rischio
La spada di Damocle sulla chiusura di Equitalia – in realtà, le spade di Damocle sono due, la fusione è a serio rischio poiché da un lato infatti la Corte dei Conti, ha fatto sapere al Tesoro che la nomina dell’attuale numero uno di Equitalia Ernesto Maria Ruffini a capo dell’Agenzia in cui confluirà il braccio della riscossione “desta perplessità”. Dall’altro il Consiglio di Stato lunedì ha rinviato al 27 luglio la decisione sul passaggio senza concorso dei dirigenti di Equitalia (formalmente una società privata) alle Entrate, contro cui ha presentato ricorso il sindacato dei dirigenti pubblici Dirpubblica. Secondo i giudici amministrativi, “le doglianze di merito (…) sembrano in prima facie supportate da fumus”. Sembra molto difficile, quindi, che la fusione possa davvero essere operativa tra poche ore.
La Corte dei Conti non ha registrato la nomina di Ruffini e ha chiesto chiarimenti al ministero dell’Economia in quanto la scelta presenta profili di “incompatibilità” con la legge Severino (“Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”). Che sancisce il divieto di affidare posizioni di vertice in un’amministrazione pubblica a chi nei due anni precedenti abbia svolto incarichienti di diritto privato regolati o finanziati dall’amministrazione o ente pubblico che conferisce l’incarico”. Inoltre, la “motivazione” della scelta di Ruffini è ritenuta “carente”. 
Via XX Settembre dovrà per questo fornire “chiarimenti” nel termine massimo di 30 giorni. Pena un pronunciamento dei magistrati contabili “allo stato degli atti”, che non potrebbe che essere una bocciatura. In alternativa, il ministero può ovviamente tornare sulla decisione e revocare la nomina.
Nell’attesa, non è chiaro chi firmerà gli atti della “nuova” Agenzia. Il Sole 24 Ore rileva che “in caso di impedimento temporaneo” le attribuzioni del direttore vanno esercitate dal vicario Aldo Polito, ma “almeno a guardare il sito la carica di direttore risulta ancora coperta da Rossella Orlandi, su cui nelle ultime settimane non sono mancate polemiche” per la nomina a vicedirettore con delega al Catasto.
L’altro fronte aperto riguarda i dirigenti. Dirpubblica ha presentato ricorso sostenendo che quelli di Equitalia, assunti con contratto di diritto privato, per passare alle Entrate devono sostenere un concorso. In caso contrario si configurerebbe una violazione dell’articolo 97 della Costituzione e la loro nomina risulterebbe illegittima, come è accaduto nel caso dei “dirigenti incaricati” bocciati dalla Consulta. Il giudice amministrativo d’appello non ha accolto la sospensiva immediata, non ravvisando un danno “attuale”, ma ha fissato la discussione in camera di consiglio per il prossimo 27 luglio. Indicando nelle considerazioni il fatto che “le doglianze di merito – nella parte volta a criticare l’immissione nel ruolo dirigenziale dell’Agenzia, senza alcuna selezione, di personale della ex società di riscossione – sembrano ammissibili e prima facie supportate da fumus, alla luce della consolidata giurisprudenza amministrativa e soprattutto costituzionale”. 


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autore / Luca Lippi
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