Banche venete, cda straordinari e attesa elezioni: crisi è su ogni fronte

30 maggio 2017 ore 11:23, Luca Lippi
C’è molta pressione sul comparto bancario che da tre giorni subisce perdite consistenti. Per alcuni la questione della difficile risoluzione della messa in sicurezza delle banche venete è uno dei motivi ma in concreto non può essere questo il motivo, il peso delle banche venete sul sitema è talmente basso che non può giustificare in nessun modo il movimento al ribasso dei bancari sui mercati. L’altra motivazione addotta dagli analisti potrebbe essere il rapido avvicinarsi delle elezioni politiche in Italia, ma anche in questo caso si intravede una forzatura. Che il governo Gentiloni non sia il massimo della solidità è un fatto, ma avere paura di una tornata elettorale fa sorgere il dubbio che da parte del mercato ci sia molto scetticismo sul futuro politico del Paese.

La situazione reale delle banche venete - Il Governo e la Commissione Europea dialoganocon l’obiettivo comune di concordare una soluzione che garantisca la stabilità delle due banche venete e salvaguardi integralmente i risparmiatori”. Il ministero dell’Economia rassicura: con Bruxelles c’è già un’intesa politica per assicurare la continuità di Veneto Banca e Popolare di Vicenza con la ricapitalizzazione preventiva dello Stato. Il negoziato riguarda le modalità dell’operazione, e in particolare l’ulteriore apporto di capitali privati che la Ue ritiene indispensabile per coprire le nuove perdite prima dell’ingresso dello Stato. In ogni caso Padoan ha escluso categoricamente ogni ipotesi di un bail-in, cioè di un salvataggio che coinvolga anche i depositanti oltre la soglia dei 100 mila euro. Da Bruxelles hanno confermato che “sono in corso contatti costruttivi”, anche se al momento la direzione antitrust non sembra disposta a recedere dalle sue posizioni. Con lo spettro di una nuova crisi bancaria alla vigilia delle elezioni, e il segretario del partito di maggioranza che continua a scagliarsi contro la burocrazia europea e la politica dei cavilli, non si può tuttavia escludere che l’esecutivo provi a forzare la mano.
Banche venete, cda straordinari e attesa elezioni: crisi è su ogni fronte
Elezioni anticipate sono un rischio per l’economia del Paese? - Negli ultimi tempi sta prendendo piede l’ipotesi di un sistema elettorale alla tedesca, che vorrebbe quindi dire tornare al proporzionale puro con soglia di sbarramento al 5%. Secondo Maurizio Ferrera dell’università statale di Milano: “Votare nel pieno della sessione di bilancio  comporterebbe gravi rischi per l’Italia. Con un sistema elettorale proporzionale, il rischio è di restare per alcuni mesi senza governo e di essere nuovamente colpiti dalla speculazione internazionale sul nostro debito, in un momento in cui il QE della Bce potrebbe iniziare a ridursi”. In concreto però tutto poggia sul fatto che andare a elezioni contemporaneamente alla Germania potrebbe significare la pianificazione di una programmazione politica ed economica in concerto con la Germania. E allora delle due una; o il mercato non desidera l’ingerenza tedesca nelle politiche economiche, oppure non gradisce questa legge elettorale.

Il mercato è concreto e fa un altro ragionamento - La congiuntura economica resta solida, ma è venuto meno il terreno della politica. I continui attacchi all’amministrazione Trump e le supposte prese di posizione di Angela Merkel a guisa di leader unico dell’Ue hanno stressato il dollaro, i mercati monetari (rischia di saltare il prossimo aumento dei tassi programmato dalla Fed) e tutte le Borse. La tempesta non ha risparmiato, infatti, alcuna piazza finanziaria, facendo passare in secondo piano qualsiasi notizia positiva. Da oltre un mese è ripresa la corsa ai beni rifugio, e questo è il segnale che gli investitori non trovano sbocchi sui mercati finanziari globali. Il sentiment negativo risiede nelle parole di Mario Draghi che avverte la Ue che una crescita debole senza inflazione non ha alcun senso. A questo punto i timori del mercato derivano dalle elezioni francesi dove si è intravisto un asse franco-germanico avverso alle politiche Usa. La guerra della Ue a voler tenere bassa la quotazione dell’Euro nei confronti del Dollaro determina un deterioramento delle politiche economiche dei Paesi dell’Europa del sud. Fra questi c’è l’Italia che è molto indebolita dalla zavorra di un debito stratosferico e l’Italia, se ne faccia una ragione sia Merkel che Macron, ha un piede in due staffe, l’Ue e gli Usa. Indebolire irrimediabilmente l’economia di un Paese come l’Italia determina un rischio economico sia per gli Usa sia per la Ue. Questo è il motivo che mette i mercati in allarme. Una crisi politica ed economica dell’area Ue e un’accelerazione delle politiche protezionistiche negli Usa che inevitabilmente troverebbero consenso riconducendo i flussi finanziari in Uk (che da arbitro imparziale tornerebbe a trovare il suo ruolo di hub finanziario globale dettando le regole) determinerebbe una tempesta economica senza precedenti. Dobbiamo farcene una ragione, sarà un autunno molto caldo.

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autore / Luca Lippi
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