Pensioni Italia, per Boeri immigrati da 38mld. I nodi: donne e rimpatri

04 luglio 2017 ore 15:24, Luca Lippi
Nella relazione annuale alla Camera tenuta dal presidente dell’Inps Tito Boeri, emerge che con meno immigrati e senza un aumento dell'occupazione femminile l'Inps soffrirebbe un consistente effetto negativo per le casse, pari a 79 miliardi, calcolati al 2040. Boeri ha anche indicato la necessità di introdurre il salario minimo e definito “troppo basso” l'importo del reddito di inclusione, che pure rappresenta un passo in avanti.

Stranieri e sistema sociale - la chiusura delle frontiere ai lavoratori extracomunitari provocherebbe 73 miliardi in meno di entrate contributive e 35 miliardi in meno di prestazioni sociali destinate agli immigrati “con un saldo netto negativo di 38 miliardi”. In sostanza Boeri vuole dimostrare che gli immigrati sono una manovrina in meno per tenere i conti sotto controllo. Allo stesso modo se il tasso di occupazione fra le donne rimanesse ai livelli attuali, ossia al 48,5%, il gettito contributivo calerebbe da qui al 2040 cumulativamente di 67 miliardi. 
Fa notare inoltre il presidente dell’Inps Ipotizzando che queste donne che non lavorano non diventino beneficiarie di assistenza sociale si potrebbe avere qualche risparmio nel corso del tempo nell'erogazione di prestazioni contributive. Questi risparmi possono essere stimati in circa 25 miliardi. Ne deriva che, nelle ipotesi più ottimistiche, il peggioramento cumulativo dei conti dell'Inps sarebbe comunque attorno ai 41 miliardi, circa due punti e mezzo di Pil”. 
Le considerazioni di Boeri sull’immigrazione - Boeri si abbandona anche in un'analisi sociale, dicendosi consapevole del fatto che l'integrazione “è un processo che richiede del tempo e comporta dei costi”. E bisogna tenere in conto le “differenze socio-culturali che devono essere affrontate e gestite”, perché il fenomeno, se mal gestito “può portare a competizione con persone a basso reddito nell'accesso a servizi sociali, piuttosto che nel mercato del lavoro”. Ma, pungola il presidente dell'Inps “una classe dirigente all'altezza deve avere il coraggio di dire la verità agli italiani: abbiamo bisogno di un numero crescente di immigrati per tenere in piedi il nostro sistema di protezione sociale”.

Il discorso fa diverse pieghe! - Sembra più impegnato a tirare la volata alla legge sullo ius soli che dimostrare matematicamente l’utilità dell’immigrato per la gestione dei conti previdenziali.
Il conto è presto fatto, ogni anno gli stranieri versano otto miliardi di euro in contributi e ne prelevano tre, lo ha afferma lo stesso Boeri, però dimentica che l’Ente che gestisce fonda i suoi conti, ormai, in larga parte su un sistema di tipo contributivo, per cui ciò che viene versato sarà prima o dopo chiesto indietro sotto forma delle varie prestazioni assistenziali (ad esempio assegni di disoccupazione) o previdenziali (pensioni). Ed è ormai noto che se oggi  il sistema si regge, sul lungo termine l’apporto degli stranieri è destinato non a puntellare, bensì a mandare gambe all’aria i conti dell’Inps.
La tesi appena esposta è confermata dallo stesso Boeri,  “È vero un giorno avranno la pensione pure loro, però molti torneranno al loro Paese d’origine. I loro versamenti saranno a fondo perduto”. In sostanza si appella alla speranza per l’Inps sul lungo termine di compiere un furto!  E come fa a dirlo il presidente dell’Inps? Con la legge sullo ius soli si sta facendo di tutto perché gli immigrati restino qui vita natural durante, e allora Boeri dice tutto e il contrario di tutto.

#Inps #Sostenibilitàconti #Immigrazione #Boeri #Iussoli #Pensioni

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...