Post referendum: conseguenze sugli investimenti dopo la vittoria del No

05 dicembre 2016 ore 15:34, Luca Lippi
Nella notte la moneta europea ha toccato quota 1,0458, il minimo da 21 mesi, per poi recuperare: alle ore 7:45 viaggiava a 1,056 dollari e alle 9:00 era tornata a 1,06.
Secondo gli analisti si tratta di un calo contenuto, segno che i mercati già attendevano il risultato sfavorevole per la riforma costituzionale alle urne.
Nel frattempo anche la valuta giapponese si è rafforzata dopo l'esito del referendum. Il cambio euro-yen è sceso a 119,31 dai 121,12 di venerdì scorso a New York.
La vittoria del No, dunque, è in gran parte già stata scontata dal mercato, nel senso che i mercati erano certi della vittoria del No, e già da un mese.
Tutti gli investitori italiani, ma soprattutto quelli esteri, si sono già posizionati su una vittoria del No, un effetto che si è visto anche sul cambio euro/dollaro. Per alcuni fondi stranieri questo referendum è erroneamente considerato un po' come la Brexit, e quindi un segnale sulla tenuta dell'euro.
Ovviamente nel breve termine azioni, e soprattutto quelle delle banche, ma anche bond e spread dovrebbero perdere terreno, ma poi l'effetto panico rientra, l’analisi tecnica indica chiaramente uno spread fra 180 e 200 ma è un differenziale del tutto fisiologico, legato alle dinamiche dei tassi non del referendum.

Post referendum: conseguenze sugli investimenti dopo la vittoria del No

La vittoria del No, dovrebbe avere solo effetti temporanei perché sarà interpretata come un voto di sfiducia contro il governo Renzi. Ma agli italiani, come è stato lo scorso giungo per gli inglesi, non si chiede se restare o meno nell'euro: questo non significa che emergeranno alcune conseguenze sulla stabilità politica del Paese, l’unico pericolo è andare ad elezioni con l’attuale legge elettorale (assai improbabile) e quindi nell’immediato è scongiurato ogni contagio a livello internazionale. 
L'unica vera incognita è che l’Italia si conferma un Paese ingovernabile, e ai mercati l’incertezza nuoce.
Renzi paradossalmente non dispiaceva agli investitori stranieri, ma già in parte è stato cassato perché ormai si punta a un certissimo governo tecnico, e quindi non cambia assolutamente nulla, soprattutto allontana il pericolo di elezioni con questa legge elettorale (è il vero spauracchio). 
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...