Istat, Italia in deflazione dopo 57 anni: cronaca di un disastro annunciato

05 gennaio 2017 ore 13:02, Luca Lippi
Le quotazioni del petrolio ai minimi e i consumi deboli sono riusciti dove nemmeno i lunghi anni della crisi avevano potuto: a portare l'inflazione sotto zero in otto mesi su dodici. L’anno appena trascorso riporta numeri in termini di inflazione assolutamente sfavorevoli. La rilevazione dell’Istat conferma tutte le previsioni che, quindi, non alimentano stupore. Secondo i dati resi noti dall'Istat, nella media annuale i prezzi al consumo hanno registrato una variazione negativa pari allo 0,1%. L'inflazione di fondo, calcolata al netto degli alimentari freschi e dei prodotti energetici, è rimasta invece in territorio positivo (+0,5%), pur rallentando dal +0,7% del 2015. Non accadeva dal 1959.
È anche corretto rilevare che la variazione è esiziale, oltreché attesa, tuttavia il dato diventa piuttosto importante se confrontato all’area geografica di appartenenza (Eurozona) che procede a ritmi decisamente più elevati dei nostri, seppure senza alimentare entusiasmi.
Solo guardando il dato di dicembre ricavato da Milano Finanza (stima preliminare) l'indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,4% rispetto al mese precedente e dello 0,5% anno su anno. L'aumento a livello mensile è legato all'andamento dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+1,9%), degli energetici non regolamentati (+1,1%), degli alimentari non lavorati (+1%) e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,5%). L’Istat precisa anche che il delta anno su anno è dovuto principalmente alle accelerazioni della crescita dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+2,6%, da +0,9% di novembre), degli energetici non regolamentati (+2,4%, da +0,3% di novembre) e degli alimentari non lavorati (+1,8%, era +0,2% il mese precedente).

Istat, Italia in deflazione dopo 57 anni: cronaca di un disastro annunciato

In Europa
I prezzi al consumo della Zona euro sono cresciuti più del previsto a dicembre, guidati soprattutto da un aumento dei costi dell'energia oltre che da alimentari, alcool e tabacco e dai servizi. Secondo la stima diffusa da Eurostat, i prezzi nei 19 paesi della moneta unica sono saliti dell'1,1% su base annua, con una rapida accelerazione rispetto al +0,6% di novembre e al +0,5% di ottobre, la lettura più alta dal settembre 2013.
L'ufficio di statistica Ue ha stimato per i prezzi dell'energia di dicembre un balzo anno su anno del 2,5%, il primo aumento in oltre un anno. Alimentari, alcool e tabacco hanno registrato un incremento dell'1,2%, così come i servizi. Per quanto riguarda i beni industriali non energetici, i prezzi sono aumentati soltanto dello 0,3% su base annua, in linea con i quattro mesi precedenti.
A questo punto la Bce deve considerare il dato per regolare la sua politica di stimolo monetario. Dovendola regolare sulla base dei dati europei, inevitabilmente si potrebbe creare un problema per le economie dell’eurozona meno ‘mature’ in termini di crescita, Italia fra queste. 
C’è anche da considerare che la Bce dovrà confrontarsi con l’incertezza guidato dal programma di elezioni nell'Eurozona nel 2017; la Bce sarà probabilmente cauta nel trarre conclusioni su come questi dati influenzeranno il suo obiettivo di mantenimento del tasso di inflazione appena al di sotto del 2%.
L’Italia nel dettaglio
L'inflazione di fondo ha segnato un +0,6% (da +0,4% del mese precedente), mentre il dato calcolato al netto dei soli beni energetici ha riportato un +0,7% (+0,4% di novembre). Dopo trentaquattro mesi di variazioni tendenziali negative, inoltre, i prezzi dei beni sono tornati a vedere il segno più con un +0,1% dal -0,4% di novembre, mentre è accelerato il tasso di crescita dei prezzi dei servizi, portatosi a +0,9% (+0,5% a novembre).
I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona sono saliti dello 0,4% in termini congiunturali e dello 0,6% in termini tendenziali (-0,1% di novembre). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto sono aumentati dello 0,3% su base mensile e dell'1% su base annua (+0,5% a novembre). A livello armonizzato, infine, nel mese di dicembre 2016, sulla base delle stime preliminari, l'indice Ipca ha registrato un +0,4% su base congiunturale e un +0,5% tendenziale (+0,1% di novembre).
I mercati rimangono piuttosto freddi dopo la rilevazione di Eurostat e anche dell’Istat (per quanto riguarda Milano). Si segnala in contrazione lo spread Btp/Bund a 157,9 punti base, con il rendimento del decennale italiano all'1,85%, mentre sul fronte valutario il cambio euro/dollaro si mantiene intorno a quota 1,0433.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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