Il Tar del Lazio blocca il Gasdotto Tap, ma lo stop è a tempo

06 aprile 2017 ore 23:59, intelligo
Stop all'espianto degli ulivi per la realizzazione del Gasdotto Tap. Il presidente del Tar del Lazio ha accolto con decreto l'istanza della Regione Puglia per l'annullamento, previa sospensione, delle note del Ministero dell'Ambiente con le quali veniva  autorizzato l'espianto degli ulivi nell'area del cantiere di Melendugno. Il Tar ha sospeso l'efficacia dei provvedimenti in attesa della discussione dell'istanza cautelare fissata per il 19 aprile. A dare la notizia la Regione Puglia. Nel provvedimento il presidente De Michele però fa intendere che si tratterà solo di uno stop temporaneo perché  "la questione sottoposta a giudizio investe notevoli interessi pubblici", in quanto il gasdotto è opera di "importanza strategica nazionale, le cui modalità di realizzazione debbono ritenersi definitivamente approvate, ma con puntuali misure di mitigazione dell'impatto ambientale, riferite, in particolare, ai ripristini vegetazionali, ovvero all'espianto e al successivo reimpianto di ulivi”.

Il Tar del Lazio blocca il Gasdotto Tap, ma lo stop è a tempo
Il giudice fa dei rilievi anche sulla predetta fase esecutiva che "richiede leale collaborazione fra le Autorità amministrative preposte, tenuto conto delle scadenze stagionali da rispettare per le operazioni di espianto e reimpianto di cui trattasi, nonché delle deroghe previste, per lo spostamento di piante di ulivo".
Il gasdotto, una volta ultimato, dovrebbe connettere l’Italia e la Grecia passando per l’Albania, consentendo l'afflusso di gas naturale proveniente dal Medio Oriente, dal Caucaso e dall’area del Mar Caspio.
Soddisfatto della decisione del Tar il Comitato No Tap:  "Finalmente la giustizia può dare una risposta certa sui disguidi nati su quanto dichiarato da Regione e Comune in merito alla prescrizione A.44, mai rilasciata dalla Regione e che impediva gli espianti, e quanto con arroganza e prepotenza il ministero dell'Ambiente ha fatto permettendo la mattanza degli ulivi da parte di Tap".
Un momento non proprio felice per gli ulivi del Salento, da tempo alle prese anche con la Xylella fastidiosa, batterio che provoca gravi danni alle piante. “Occorre evitare che a questa piaga endemica si aggiunga il fenomeno della speculazione per l’acquisto di nuove varietà di olivo da impiantare e resistenti al batterio" - ha spiegato ieri David Granieri, presidente Unaprol (il consorzio olivicolo italiano più rappresentativo a livello nazionale) che ha invocato una risposta immediata da parte del CNR sulla questione.

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A.B.
autore / intelligo
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