Le Borse dopo il raid Usa: corsa a oro e petrolio

07 aprile 2017 ore 11:55, Luca Lippi
Le conseguenze sui mercati con la Siria sotto attacco non si sono fatte attendere. C’è ‘maretta’ e i mercati se non c’è tranquillità evitano di andare in confusione rifugiandosi su ‘isole neutrali’. Come molti si aspettavano, i beni rifugio tra cui l’oro sono praticamente decollati.
Il motivo del bombardamento Usa contro la Siria è da ricercare nel terribile attacco chimico di qualche giorno fa. Le prime conseguenze sui mercati si sono fatte sentire soprattutto sui beni rifugio tra cui il l’oro, la cui quotazione è praticamente schizzata non appena le prime notizie sull’ipotesi guerra Usa-Siria sono iniziate a circolare.
Le conseguenze sui mercati potrebbero derivare anche da nuovi contrasti con la Russia, e non solo da quelli tra Usa e Siria, ma è tutto da valutare. 

MERCATI USA SU IPOTESI DI CONFLITTO CON LA SIRIA
I future sul Dow Jones sono crollati già nella tarda serata di ieri. Il future sul Dow Jones ha perso lo 0,5% ed è scivolato a 20.502, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq sono crollati rispettivamente dello 0,5% a 2.342, e dello 0,6% a 5.393. Le conseguenze di questa ipotetica guerra sono state percepite anche sui mercati asiatici e soprattutto dai beni rifugio come l’oro che ha subito un’improvvisa impennata.
Le Borse dopo il raid Usa: corsa a oro e petrolio
MERCATI ASIATICI IPOTESI CONFLITTO USA-SIARIA
A risentirne maggiormente sono state l’Australia e la Nuova Zelanda. Il Kiwi neozelandese è crollato dopo le prime notizie sull’attacco e gli investitori hanno disertato gli asset più rischiosi; dopo l’attacco l’indice NZX-50 ha perso 0,52 punti percentuali.
A risentire delle conseguenze dell’attacco è stato anche il mercato Australiano che è scivolato in modo evidente. La valuta del Paese è passata da quota 75,48 centesimi di dollaro USA a 75,33. Il mercato azionario in Corea, Singapore e Hong Kong ha subito dei ribassi dopo l’attacco, mentre Tokyo non pare aver risentito delle conseguenze di questa nuova presunta guerra Usa-Siria.

ORO
Immediate le ripercussioni sull’oro e più in generale su tutti quei beni rifugio cui gli investitori ricorrono in momenti di estrema incertezza. La prospettiva (un po’ esagerata) di una nuova guerra mondiale dopo l’attacco Usa-Siria ha incrementato a dismisura il sentiment di rischio e il prezzo dell’oro, ad esempio, è schizzato di più di un punto percentuale. Le conseguenze di questo attacco hanno portato la quotazione del metallo prezioso a salire fino a quota $1.269,30 l’oncia.

PETROLIO
A risentire dell’ipotesi guerra Usa-Siria è stato anche il prezzo del petrolio che è schizzato alle stelle. La quotazione del Brent sta attualmente viaggiando in rialzo dell’1,38% a quota 55,65 dollari a barile. Il prezzo del petrolio Wti, invece, sale dell’1,55% e riesce a rialzarsi oltre i 52 dollari a barile (ultimo aggiornamento ore 08:15).
Nonostante la Siria non sia uno dei maggiori Paesi produttori di petrolio, il Paese è comunque molto vicino ad alcuni importanti impianti e vie di trasporto del greggio, per cui, l’ipotesi di una guerra e di conseguenti difficoltà nella produzione e nella gestione del mercato hanno spinto in alto il petrolio. Le conseguenze dell’attacco e dell’ipotesi guerra Usa-Siria cominciano ad apparire piuttosto diffuse sui mercati internazionali. 

BORSE EUROPEE
Borse negative e mercato valutario piuttosto nervoso. Si continua a guardare ai temi macroeconomici con i dati sulla disoccupazione dagli Stati Uniti. Sostanzialmente c’è una tenuta, la flessione è solo di 0,29%. La corsa ai beni rifugio vede la corsa dello Yen sia sul Dollaro sia sull’Euro.
A Piazza Affari sono in ribasso le banche, mentre vanno su le azioni del comparto petrolifero, sulla scia del rialzo del prezzo del greggio. Sul fronte dei cambi l'euro rimane abbastanza stabile rispetto al biglietto verde: passa di mano a 1,0648 dollari (ieri a 1,064 dollari). Vale inoltre 117,75 yen, mentre il dollaro-yen si attesta a 110,58. In rialzo il petrolio: il wti, contratto con consegna a maggio guadagna l'1,26% attestandosi a 52,35 dollari al barile. L'oro sale dello 0,77% portandosi a 1.263 dollari l'oncia. Lo spread è poco mosso a 202 punti.

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autore / Luca Lippi
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