Mps, sos di Padoan a Esm smentito. Né intervento pubblico né Troika

07 dicembre 2016 ore 16:31, intelligo
Mentre i bancari proseguono il rally in Borsa, cominciano a circolare delle voci, in ogni caso smentite, di un ricorso all’Esm per contrarre un prestito finalizzato a ripianare gli aumenti di capitale delle banche italiane in crisi.
Si parla solo di indiscrezioni, niente di concreto.

Mps, sos di Padoan a Esm smentito. Né intervento pubblico né Troika
Le voci riportano di un prestito da 15 miliardi di euro per sostenere Banca Mps (+10,5%) in primis e anche altri istituti in difficoltà, al fine di stabilizzare definitivamente tutto il sistema bancario italiano. Il prestito sarebbe erogato dall’ European Stability Mechanism.
Smentita
Tuttavia, “non c'è nessuna richiesta da parte del ministro dell'Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, al fondo salva-Stati European stability mechanism (Esm) per un prestito da 15 miliardi di euro a sostegno di Banca Mps e del settore bancario”. 
più chiaro di così non poteva essere la dichiarazione di un portavoce del ministero dell'Economia che smentisce ogni ipotesi riportate dal quotidiano La Stampa che citava “due fonti concordanti del Tesoro”.
La smentita è arrivata anche dall’Esm: “non ci sono discussioni con le autorità italiane nè richieste per un prestito”, ha specificato il fondo salva-Stati.


Proviamo a fare qualche ipotesi, prendendo per buone le smentite, in concreto il problema di far passare la Legge di Bilancio anche al vaglio della Commissione Europea (nonostante la forzatura di diverse operazioni in extra deficit), potrebbe avere indotto l’Ue a mandare sotto la Troika per cercare di ottenere quello che non ha potuto durante il governo Monti.
Facendo un passo indietro, la manovra lacrime e sangue del 2012 è stata una manovra necessaria all’Italia per uscire dallo stallo senza ricorrere alla Troika, così come era invece successo alla Grecia.
Di fatto si è evitato di cedere ogni barlume di sovranità, oggi la Ue ritenta, e comprensibilmente Padoan avrebbe deciso di intraprendere la medesima strada di Monti, quella di concentrare ogni sforzo per salvare capra e cavoli senza ricorrere all’aiuto del’Esm.
Rimane aperta la strada di Draghi, che potendo comprare anche obbligazioni ‘private’, potrebbe far finanziare lo stato italiano con Btp pari a un importo di 15 miliardi completamente sottoscritti dalla Bce, il controvalore servirà allo Stato per comprare dai privati le obbligazioni subordinate indirettamente finanziando l’aumento di capitale delle banche in difficoltà.
Insomma una soluzione di mercato, anche alla luce del possibile sovvertimento del piano Mps dopo la caduta di Renzi. 
Milano Finanza riporta che l'Ad Morelli "avrebbe ottenuto da Francoforte un mese di tempo in più oltre il 31 dicembre per attendere la formazione del nuovo governo in Italia e poter delineare un piano di salvataggio per la banca", il fatto che la pressione in Borsa sui bancari sia improvvisamente sbloccata significa che la soluzione è alle porte, ma significa anche che non sarà ‘europea’, la Borsa non ama la Troika soprattutto quando non c’è troppo da speculare.

di Gianfranco Librandi
autore / intelligo
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