Flop Redditometro: arriva fatturazione elettronica e controllo online

10 luglio 2017 ore 10:42, Luca Lippi
Pronto, presumibilmente, l’addio, da parte del Fisco, al redditometro. Un altro prepensionamento per gli strumenti di controllo del Fisco che in definitiva non hanno fatto emergere risultati sufficienti. Quindi al fianco degli studi di settore è pronta la rottamazione anche per il redditometro. Lo scopo del redditometro mira a definire il reddito ricostruendo il tenore di vita del contribuente. La versione, in origine assai raffazzonata, era stata sostituita da una nuova versione più puntuale. Tuttavia nemmeno l’ultima versione sembra essere adeguata. La Corte dei Conti ha recentemente bocciato il redditometro come mezzo per recuperare evasione fiscale. Le imposte accertate si concentrato per lo più sui livelli più altri. Il Fisco non starebbe preparando un’altra versione del redditometro. L'Agenzia delle Entrate punta molto sulle lettere di compliance. Cioè i tentativi del fisco di ottenere preventivamente il dovuto. Oppure i nuovi metodi di incasso dell'Iva. Lo Split Payment e il reverse charge. Insomma, il fisco invece di modernizzarsi cerca di drenare risorse più o meno alla cieca correndo il rischio di dovere affrontare copiose spese legali e solo recuperare qualche spicciolo.
Flop Redditometro: arriva fatturazione elettronica e controllo online
Secondo la Corte dei Conti - nel 2016 gli accertamenti effettuati con questo strumento sono stati solo 2.812, il 52% in meno del 2015, e si sono recuperati per questa via appena 2 milioni di euro. I dati parlano da soli, anche se i tecnici del Fisco fanno osservare che essi vanno “contestualizzati”. Secondo i magistrati contabili le aspettative riposte sul super redditometro erano eccessive perché da subito esso fu circoscritto per tanti motivi (timori politici, garanzie sulla privacy, poco personale, difficoltà tecniche). Inoltre, gli strumenti di contrasto dell’evasione più efficaci si sono rivelati altri, in particolare gli accertamenti analitici che tengono conto non solo del reddito Irpef, come fa il redditometro, ma anche di quello d’impresa (e spesso i beni acquistati sono intestati alle società). In ultimo, negli ultimi due anni circa il 40% dei dipendenti dell’Agenzia che si occupano di controlli sono stati dirottati sulla gestione delle 130 mila domande di voluntary disclosure.

La strategia futura - Per il futuro, nella lotta all’evasione si punta su fatturazione elettronica; trasmissione telematica dei corrispettivi; archivio dei conti correnti; scambio di informazioni finanziarie tra 97 Paesi. Il redditometro continuerà a vivere, spiegano, ma resterà residuale. All’inizio sul sito dell’Agenzia avevano persino messo il Redditest per consentire al contribuente una verifica preventiva di eventuali scostamenti a rischio tra spese e reddito. Ma da tempo la pagina non è più attiva.

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autore / Luca Lippi
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