Bonifici istantanei: opportunità e nodi per banche e aziende in 10 secondi

12 settembre 2017 ore 11:30, Luca Lippi
I bonfici istantanei sono pronti. In sostanza è possibile accreditare il conto corrente del beneficiario in soli dieci secondi. È come versare direttamente sul conto corrente del creditore ma siccome non è possibile farlo la Ue ha disposto una procedura per potere effettuare questa operazione attraverso l’esercizio del bonifico. Operativo dal 21 novembre, 24 ore al giorno, ovviamente con un sovrapprezzo!
L’EUROPA HA PENSATO A TUTTO
Il 12 aprile 2016 l’Epc (European Payment Council) ha diffuso la prima versione dell’ “SCT Inst scheme rulebook”; il documento, in consultazione pubblica sino al 10 luglio del 2016, definisce le regole tecniche e di business cui gli intermediari di pagamento, che fossero interessati ad implementare il nuovo schema, dovranno aderire. Lo schema proposto si basa sull’impiego di bonifici immediati (“real time payments”) che possono essere avviati, anche in mobilità e in qualsiasi momento, permettendo il trasferimento di fondi tra due persone titolari di Conti Correnti in area Sepa (34 nazioni coinvolte) per un importo massimo di 15.000 Euro a transazione. Il sistema consente al beneficiario di ricevere l’effettiva disponibilità dell’importo trasferito, entro un lasso temporale che non supera i 10 secondi.
Bonifici istantanei: opportunità e nodi per banche e aziende in 10 secondi
OPPORTUNITA’ PER LE BANCHE
Per le banche si è aperta l’opportunità di mettere a valore gli investimenti fatti per la migrazione alla Sepa (sostanzialmente percepiti come un obbligo, più che come occasione per innovare ) progettando uno schema di “bonifici veloci” che, mutuato in parte dall’Sct (Sepa Credit Transfer), potesse candidarsi a sostenere nuovi modelli di servizio e di business, rinvenibili nella più ampia (e, forse, più profittevole) cornice dei pagamenti peer-to-peer, in special modo nella declinazione Mobile P2P.
Le banche fino ad oggi non hanno mai applicato la commissione in entrata ma, essendo i bonifici una sicura fonte di redditività per l'intero sistema, questa impostazione potrebbe cambiare. Stando ai dati Banca d'Italia, nel 2006 i bonifici rappresentavano il 16% del totale dei pagamenti, mentre dieci anni dopo sono saliti al 24%. 
Banche come Intesa Sanpaolo e Unicredit hanno già dato il via alla fase pilota. Ha fatto sapere intesa in una nota: "Non esiste un vincolo interbancario a non far pagare commissioni al beneficiario. Il prezzo sarà definito sulla base del valore percepito dal cliente per il servizio". 
Nonostante in Italia il contante continui a dominare, il numero dei bonifici effettuati sta continuando a salire. Relativamente ai costi, nel 2008 il bonifico su altra banca per cassa (in contanti e allo sportello), si aggirava sotto i 6 euro nei maggiori istituti tradizionali, con punte di 8,50 euro. Oggi la media è di 7,50 euro nei nove grandi banche, con pichi che sfiorano i 10 euro, addirittura superandoli se si contano le commissioni extra. 
Proprio a queste ultime occorre prestare particolare attenzione. Alcune banche infatti fanno pagare anche i costi di registrazione o la ‘riga di scrittura’ per le operazioni allo sportello. In questo modo, ad esempio, in Unicredit il costo reale di un bonifico in contanti sale a 11 euro. Sempre più cari anche i bonifici in contanti con addebito in conto e quelli ricorrenti. Per quanto riguarda i bonifici online si viaggia intorno all'euro, ma c'è anche chi chiede zero come Credem o Mps. 

A CHE SERVE IL BONIFICO ISTANTANEO
Questi nuovi servizi di pagamento si caratterizzino per consentire un più rapido ed efficace accesso ai sistemi di pagamento alternativi al contante, anche per coloro che, per ragioni diverse (culturali, anagrafiche, maggiore o minore propensione al digitale, ecc.), mostrano refrattarietà.
Permettere un pagamento, anche di piccolo importo, mediante il cellulare e senza necessariamente disporre di una carta di credito, agevola una dinamica comportamentale sempre meno card-centric e maggiormente customer-centric.
Le banche e i nuovi intermediari di pagamento possono cogliere questa possibilità, vedendo nei pagamenti P2P un’opportunità da giocarsi sul terreno della “customer vicinity”, per migliorare la relazione ed il rapporto con il cliente finale, sia esso un consumatore che un’azienda. In sostanza fidelizzano il cliente fugando il rischio di migrazioni.
Pensando alla relazione con il cliente finale, ponendo l’accento sul termine ‘azienda’ è altrettanto rilevante guardare a questi strumenti come strumenti di incasso.
In tal senso lo sviluppo verso le direttrici P2B (ossia person-to-business) potrà abilitare nuovi servizi alternativi alla carta di credito o debito, un’opportunità questa, che, ancora una volta, potrebbe permettere alle banche di rivedere i modelli di business ed economici, in particolare quelli potenzialmente più impattati dal nuovo Regolamento (UE) 2015/751, che pone un limite alle interchange fee dei pagamenti con carta.
Resta da capire se, dal punto di vista del beneficiario (ossia colui che incassa) possa parimenti esservi un effettivo vantaggio, rispetto all’impiego dei tradizionali strumenti di accettazione (Pos).
Sotto il profilo strategico, un trasferimento P2B possa meglio (ovvero più efficientemente) abilitare quei sistemi d’incentivazione che si basano sulla remunerazione, quali ad esempio il cash-back e qui occorre subito fare un distinguo fra le differenti architetture applicative su cui sono implementati i diversi servizi P2P.
In generale, per quei servizi che si basano sull’impiego di bonifici, ossia come quelli che si imposteranno sul nuovo schema, gli aspetti positivi rinvengono nella maggiore semplicità ed immediatezza, rispetto all’impiego del tradizionale canale home-banking e, sicuramente, nella capacità di raggiungere qualsiasi utente titolare di un Conto Corrente (a patto che la sua banca aderisca al servizio) garantita dall’adozione di uno strumento Sepa compliant (il bonifico, appunto, o Sct).
Per quei sistemi costruiti sull’adozione di Sva (Stored Value Account), alternativa comunque valida ai ‘bonifici istantanei’ e tutt’oggi adottata con successo da molti prestatori di servizi di pagamento, il vero valore sia nella possibilità di gestire, più facilmente, servizi a valore aggiunto, quali, ad esempio, quelli collegati alle iniziative di cash-back, alle deal-driven initiatives. 

I NODI
A parte i costi, l’enorme criticità di tali strumenti è, per contro, la totale mancanza di interoperabilità, che impedisce, almeno per il momento, una diffusione su larga scala. Chi volesse usare tali prodotti deve mettere in conto che avrà la possibilità di farlo in una rete di accettazione, la cui ampiezza è determinata dalla capacità di diffusione dello strumento e, soprattutto, non potrà trasferire fondi ad un beneficiario che usa un sistema di P2P diverso da quello del pagatore.

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autore / Luca Lippi
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