Caos dichiarazioni, partite Iva nel panico: semplificazione fiscale a rischio

14 luglio 2017 ore 11:56, Anna Lisa Renoldi
La semplificazione fiscale ha incontrato una montagna di difficoltà mettendo a repentaglio l’applicazione. Ci sono norme che si inseguono e moltiplicano gli adempimenti fiscali a carico di imprese e intermediari. Il Cndcec ha richiesto la proroga della scadenza per la dichiarazione dei redditi e per l’Irap al fine di concedere il tempo utile per l’applicazione delle nuove norme introdotte prima il con il Decreto Legge 193/2016 e poi con la manovrina.
Nuovi adempimenti e necessità di adeguamento delle procedure telematiche; il tutto si accompagna, inoltre, ai ritardi con cui l’Agenzia delle Entrate pubblica disposizioni attuative e regole tecniche per l’invio: fa storia la situazione verificatasi per il primo invio delle Lipe trimestrali 2017.
Per il Cndcec la proroga della scadenza per la dichiarazione dei redditi e per l’Irap è una necessità irrevocabile ma non si tratta dell’unica richiesta avanzata a Casero: ad essere prorogati potrebbero essere gli adempimenti previsti tra il mese di luglio e il mese di settembre.
Quello che il Cndcec ha richiesto al Mef è di prorogare la scadenza dei seguenti adempimenti:
-dichiarazione dei redditi e Irap con proroga della scadenza dal 30 settembre al 16 ottobre;
-scadenza del modello 770 con proroga dal 31 luglio al 30 settembre;
-proroga dello spesometro primo semestre 2017 dal 18 settembre al 31 ottobre.
Viene inoltre richiesto di poter versare il primo acconto Ires entro il 31 luglio 2017 senza maggiorazione dello 0,40%, per via delle nuove regole ACE che hanno comportato l’obbligo di ricalcolare l’imposta dovuta a meno di una settimana dalla scadenza del 30 giugno e, oltretutto, ancora oggi manca la circolare attuativa delle Entrate.
Caos dichiarazioni, partite Iva nel panico: semplificazione fiscale a rischio
Sommando i due canali di invio (uno professionale e l’altro ‘fai-da-te’ per i cittadini) nel 2016 il materiale spedito al Fisco è sostanzialmente nella media di 177 milioni di documenti. Se solo fosse confermato il ritmo sostenuto nei primi 194 giorni del 2017 da qui a fine anno  si potrebbe addirittura oltrepassare l’asticella dei 200 milioni di documenti. Un obiettivo che potrebbe anche concretizzarsi considerando che ad oggi all’appello mancano, ad esempio, le trasmissioni di tutte le dichiarazioni dei redditi (persone fisiche, società di capitali, società di persone, enti non commerciali, 770, Irap) così come tutti gli appuntamenti con le nuove comunicazioni Iva.

Obiezione accettabile - la telematica ha reso più semplice la gestione degli adempimenti ma nel loro insieme restano forse ancora troppi. E ad ogni proposta di eliminazione viene poi invocata una ‘giusta causa’ da una parte o dall’altra per riesumare o recuperae l’adempimento. È quanto accade con il modello 770, su cui annualmente si accumulano le richieste di proroga di associazioni e intermediari, e che potrebbe essere sostituito con i 73 milioni di documenti inviati come Certificazioni uniche (quelli che una volta si chiamavano Cud). C’è stato anche il caso dei modelli Intrast la cui abolizione, nei fatti, ha prodotto al contrario una complicazione finendo per spingere gli stessi intermediari a un ripristino dell’adempimento.

Ma non finisce qui – secondo i calcoli del Sole 24Ore, ad oggi il gap sugli F24 è di 26 milioni ma il conto è destinato giocoforza a salire. Già a fine mese, quando scadranno i versamenti per gli acconti d’imposta con la maggiorazione dello 0,40%: una scadenza praticamente obbligata, ad esempio, per i 3,4 milioni di partite Iva soggette agli studi di settore che solo ieri hanno ricevuto i chiarimenti operativi dell’agenzia delle Entrate (si veda pagina 31). 
Ma il vero discrimine rispetto al 2016 rischia di segnarlo la voce ‘Iva’. Sono già allo stato attuale quasi 3,9 milioni in più i documenti trasmessi. Un po’ perché quest’anno è stato anticipato il termine per la presentazione della dichiarazione (28 febbraio) e così è stata eliminata anche la comunicazione annuale dei dati per l’imposta sul valore aggiunto. Un po’ perché le nuove comunicazioni introdotte dal decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2017 - con l’obiettivo dichiarato di drenare almeno 3 miliardi dalla lotta all’evasione - moltiplicheranno decisamente gli invii ai database dell’amministrazione finanziaria. Per ora c’è stato un solo appuntamento (il 12 giugno con il primo invio dei dati sulle liquidazioni del primo trimestre) ma nei prossimi mesi arriveranno a scadenza altri due termini per le liquidazioni e una per le fatture (solo per il 2017 l’obbligo è semestrale per poi diventare trimestrale anch’esso dal 2018).

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