Da Washington a Roma, sabato la Marcia per la Vita: perché si sfila

19 maggio 2017 ore 16:26, Americo Mascarucci
Partirà da Piazza della Repubblica alle ore 15 con destinazione Piazza Madonna di Loreto (piazza Venezia), la settima edizione della Marcia per la Vita che quest'anno sarà a Roma, centro della cristianità e del potere politico. Come spiegano gli organizzatori "il corteo vuole affermare il valore universale del diritto alla vita e il primato del bene comune sul male e sull'egoismo". L’iniziativa sarà una “marcia” e non una processione religiosa e come tale aperta anche ai pro life non credenti e a tutti i gruppi che potranno partecipare con i loro simboli ad esclusione di quelli politici.
Da Washington a Roma, sabato la Marcia per la Vita: perché si sfila

LE MOTIVAZIONI - Dall'Associazione Pro Vita Onlus spiegano che la manifestazione si rende necessaria per le seguenti ragioni:
"Perché gli attacchi alla vita umana innocente sono sempre più numerosi e nuovi strumenti di morte minacciano la sopravvivenza stessa del genere umano: Ru486, Ellaone, pillola del giorno dopo ecc. e perché da oltre trent'anni una legge dello Stato (la 194/1978) regolamenta l’uccisione deliberata dell’innocente nel grembo materno e i morti si contano a milioni. La Marcia per la Vita è il segno dell’esistenza di un popolo che non si arrende e vuole far prevalere i diritti di chi non ha voce sulla logica dell’utilitarismo e dell’individualismo esasperato, sulla legge del più forte. 
Con la Marcia per la Vita - proseguono gli organizzatori intendiamo:
affermare la sacralità della vita umana e perciò la sua assoluta intangibilità dal concepimento alla morte naturale, senza alcuna eccezione, alcuna condizione, alcun compromesso;
combattere contro qualsiasi atto volto a sopprimere la vita umana innocente o ledere la sua dignità incondizionata e inalienabile. 

LE INIZIATIVE - Sabato, all’Angelicum, l’università di San Tommaso, si terrà inoltre un convegno con Gianna Jessen in cui si parlerà di vita ed eutanasia e della proposta di legge sul testamento biologico.
Gianna Jessen, nata il 6 aprile 1974, è sopravvissuta miracolosamente a un tentativo di aborto mediante un’iniezione di una soluzione salina. Avrebbe dovuto far parte anche lei degli oltre 1.2 milioni di nascituri che muoiono ogni anno negli Stati Uniti tramite aborto volontario. Pensando a quanti bambini, a differenza sua, non sono mai nati per colpa dell’aborto, Gianna ha preso a cuore la missione di testimoniare la sua gratitudine a Dio per il dono della vita e mettere in risalto l’ingiustizia delle leggi che legalizzano l’aborto. Sin dagli anni novanta partecipa a diverse campagne in difesa dei nascituri raccontando la propria storia. 

LA MARCIA - Il 22 gennaio del 1974, Kathy McEnte organizzò la prima marcia per la vita a Washington come protesta e reazione all'approvazione della legge dell'aborto. Vi parteciparono 20.000 persone. La Marcia per la Vita di Washington, lo scorso 27 gennaio è giunta alla sua 44ma edizione: oltre 700 mila persone, secondo quanto riferito dalla Cnn, hanno preso parte ad un evento grandioso, che ha visto la partecipazione, per la prima volta, del Vicepresidente Usa, Mike Pence, che ha annunciato l'impegno dell'amministrazione Trump di tagliare i fondi per gli aborti. 

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