Perché per il pianeta non cambia nulla se Trump ignora l'accordo sul clima di Parigi

01 giugno 2017 ore 15:55, intelligo
L’annunciato ritiro degli Stati Uniti dagli accordi sul cambiamento climatico è stato pubblicizzato sui giornali come l’ennesima catastrofe causata dalla presidenza Trump. La Repubblica prevede un isolamento degli USA da parte della comunità internazionale e una rottura diplomatica con l’Europa, mentre  il Corriere della Sera sostiene che la temperatura aumenterà di un grado in più rispetto al previsto. In realtà, cambierà ben poco perché il Trattato di Parigi è, come i precedenti accordi sul clima, una raccolta di chiacchiere scritta al solo fine di tenere buona l’opinione pubblica.
Perché per il pianeta non cambia nulla se Trump ignora l'accordo sul clima di Parigi
La conferenza tenutasi nella capitale francese nel novembre 2015 prevedeva che i contraenti si impegnassero a limitare l’incremento del riscaldamento globale a meno di due gradi oltre i livelli preindustriali
Come? Le 12 paginette del documento finale parlano di “effettuare sforzi”, senza specificare alcuna linea guida, e raccomandano che si raggiunga un livello di emissioni pari a zero da qualche parte “tra il 2030 e il 2050”. 

Nessun impegno puntuale sulla riduzione dell’approvvigionamento di energia tramite le fonti più inquinanti, nessun obiettivo chiaro rispetto al PIL per gli investimenti in energia pulita, nessun meccanismo che permetta di calcolare il livello di inquinamento di stabilimenti e fabbriche, nessun obbligo di applicare penalità o tasse apposite alle aziende più inquinanti, niente di niente. Non è neanche stato previsto un sistema di controlli sul fondo da 100 miliardi destinato ai paesi in via di sviluppo perché adottino un sistema produttivo a basso impatto ambientale. La revisione degli obiettivi raggiunti è sì prevista ogni cinque anni, ma non prevede sanzioni nei confronti dei Paesi che non hanno rispettato gli impegni sulla riduzione delle emissioni.
L’accordo al quale Trump ha deciso di non aderire non è più dettagliato e realistico del manifesto ecologico delle Giovani Marmotte. Ora che Trump ha rifiutato di rivestire il ruolo di Gran Mogol di questa pagliacciata fatta di buone intenzioni e nessuna azione, l’Unione Europea dovrebbe guidare il processo di attuazione dell’accordo. Angela Merkel si è di fatto offerta di prendere il controllo, e non c’è dubbio che cercherà di pilotare la situazione a favore della Germania, che è all’avanguardia nel settore dell’energia solare. Ecco, di questo dovremmo forse cominciare a preoccuparci.

di Massimo Spread

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