Mappata nel cervello l'impronta dei sogni: dove e come si trova

11 aprile 2017 ore 19:43, Micaela Del Monte
I sogni hanno un impronta e per la prima volta qualcuno è riuscita a fotografarla nel cervello umano. Questa impronta in sostanza è il segno distintivo che una persona è immersa in un'attività onirica. Un team di ricercatori americani diretti dall'italiano Giulio Tononi dell'University of Wisconsin-Madison è riuscito a scoprire uno specifico cambiamento nell'attività di una particolare regione cerebrale, in grado di rivelare che una persona sta sognando, sia durante il sonno Rem che in quello non-Rem. 

Mappata nel cervello l'impronta dei sogni: dove e come si trova
LO STUDIO
Lo studio, pubblicato su 'Nature Neuroscience', sfida l'attuale conoscenza sulla corrispondenza tra sogni e attività del cervello. Sognare è spesso associato a un aumento dell'attività cerebrale ad alta frequenza durante il sonno Rem, mentre l'assenza di sogni è stata collegata con un aumento di attività cerebrale a bassa frequenza nella fase non-Rem. Ma alcuni studi hanno riferito casi di persone svegliate dal sonno non-Rem che stavano sognando, e di altre svegliate dal sonno Rem che non stavano sognando affatto. Così Tononi e i suoi colleghi hanno 'monitorato' con un elettroencefalogramma 32 volontari che, al risveglio, dovevano riferire se avevano sognato oppure no, ma anche contenuto e durata del sogno, per cercare di individuarne l'impronta.

SEGNO DEL SOGNO
I sogni nascono nella regione posteriore della corteccia cerebrale e possono coinvolgere aree differenti a seconda delle esperienze che suscitano, ad esempio nel caso in cui sognamo di vedere un volto o di muoverci nello spazio. I ricercatori hanno scoperto che durante entrambe le forme di sonno, il sogno era associato a una diminuzione dell'attività cerebrale a bassa frequenza all'interno di una regione posteriore del cervello, che gli autori hanno battezzato zona calda corticale posteriore. E questo indipendentemente dalla capacità dei soggetti di ricordare il contenuto o la durata del sogno. Sognare era associato anche a un incremento dell'attività ad alta frequenza, che inizia nella stessa zona calda corticale posteriore e si diffonde verso le regioni frontale e temporale durante il sonno non-Rem. In un diverso gruppo di 7 volontari che avevano già una certa esperienza nel riferire in dettaglio il contenuto dei sogni, gli autori hanno scoperto un incremento dell'attività ad alta frequenza durante il sonno Rem in regioni cerebrali legate all'elaborazione di stimoli sensoriali, come visi o discorsi, ma specificamente quando un sogno conteneva questi elementi. 

IN TEMPO REALE
Leggere questo particolare schema di attività cerebrale nell'elettroencefalogramma di una persona in fase non Rem consente di sapere in tempo reale se sta sognando con un'accuratezza prossima al 90%.

IL SOGNO
Il sogno (dal latino somnium, derivato da somnus, "sonno") è un fenomeno psichico legato al sonno, in particolare alla fase Rem, caratterizzato dalla percezione di immagini e suoni riconosciuti come apparentemente reali dal soggetto sognante. Lo studio e l'analisi dei sogni inducono a riconoscere un tipo di funzionamento mentale avente leggi e meccanismi diversi dai processi coscienti di pensiero che sono invece oggetto di studio della psicologia tradizionale.

Sigmund Freud, nel '900, nella sua celebre opera L'interpretazione dei sogni, tentò di spiegare questa modalità di funzionamento dell'apparato psichico descrivendo la psicologia dei processi onirici e suddivise il funzionamento dell'apparato psichico in due forme che chiamò processo primario e processo secondario. Secondo tale teoria psicoanalitica classica, il sogno sarebbe la realizzazione allucinatoria durante il sonno di un desiderio rimasto inappagato durante la vita diurna.
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