Stop roaming in UE, tariffe all'estero come a casa dal 15 giugno: i limiti

12 giugno 2017 ore 10:02, Micaela Del Monte
Quante volte prima di partire per un viaggio siamo stati costretti a disattivare dal nostro smartphone il "roaming dati" per evitare che ci venissero addebitati costi enormi legati a chiamate in entrata o in uscita, sms o eventuali connessioni a internet. Ecco, finalmente dal 15 giugno tutto questo non sarà più necessario. Da giovedì 15 giugno infatti telefonare, inviare sms e navigare su internet da uno qualsiasi dei 28 Paesi Ue (più, a seguire, Norvegia, Liechtenstein e Islanda, ma attenzione, non in Svizzera) avverrà allo stesso prezzo che nel proprio, in base al piano tariffario o al costo previsto dalla scheda prepagata. E, come tale, l’intero traffico verrà contabilizzato come nazionale, quindi scalato dal proprio forfait o credito.

Stop roaming in UE, tariffe all'estero come a casa dal 15 giugno: i limiti
28 PAESI -
 Sono questi i 28 paesi dell’Unione europea in cui valgono le nuove regole sul roaming: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria. Nei paesi dello Spazio economico europeo (Islanda, Liechtenstein e Norvegia) il roaming a tariffa nazionale sarà introdotto poco dopo il 15 giugno.

COS'E' IL ROAMING - Il termine roaming (dall'inglese to roam: vagare, andare in giro) identifica, nel campo delle telecomunicazioni, l'insieme di procedure, normative e apparecchiature che permettono di rintracciare un terminale mobile desiderato che non si trova nella propria rete, e di metterlo in comunicazione con l'utente chiamante all'interno di una stessa rete, o tra reti di comunicazione distinte ma interoperanti. Il roaming viene utilizzato in particolare dagli operatori telefonici di telefonia cellulare per permettere agli utenti mobili di collegarsi tra loro eventualmente utilizzando anche una rete non di loro proprietà dietro una quota di pagamento all'altro operatore. Ciò può accadere ad esempio quando l'utente si trova all'estero e l'operatore telefonico non possiede una rete propria ("roaming internazionale") oppure quando l'utente si trova nel paese di origine dell'operatore telefonico, ma questo non possiede una copertura totale della nazione (in entrambi i casi l'operatore si appoggia su reti telefoniche appartenenti ad altri operatori, nazionali o esteri) oppure semplicemente quando l'utente destinatario appartiene alla rete di un altro operatore telefonico.

ROAMING "LIBERO" - Ovviamente non ci sarà bisogno di attivare offerte particolari, le nuove norme scatteranno automaticamente per tutti gli operatori dell’Unione europea dal 15 giugno. I cambiamenti valgono quando si viaggia all’estero, ma non hanno effetto sulle chiamate o i messaggi inviati dall’Italia verso altri paesi. Se quindi si vuole chiamare un numero straniero senza uscire dai confini nazionali, le nuove norme non avranno effetto. Tra l’altro diversi operatori sia in Europa che in Italia (come per esempio Tre-Wind), si sono già adeguati negli ultimi mesi al roaming gratuito. 

LIMITAZIONI - Questo genere di servizio vale per chi viaggia per piacere o per lavoro, quindi per periodi di tempo limitati, ma non per chi si trasferisce definitivamente in un altro paese. L’operatore nazionale può infatti mettere in dubbio la residenza del cliente che, sull’arco di un quadrimestre, trascorre più tempo all’estero che in patria ed effettua la maggior parte delle chiamate, dei messaggi e dell’uso dei dati al di fuori del paese dell’operatore. Per evitare abusi come l’utilizzo di una sim straniera economica in modo permanente in un Paese dove i prezzi sono superiori, possono scattare controlli a partire almeno dal quarto mese in cui i consumi avvengono solo all’estero. L’operatore dovrà avvertire il cliente, che avrà due settimane di tempo per fornire chiarimenti. Scatterà altrimenti l’applicazione di un sovraccosto minimo, pari al costo all’ingrosso che gli operatori pagano tra di loro per la fornitura dei servizi di roaming: 3,2 centesimi al minuto per le chiamate, 1 centesimo per gli sms e 7,7 euro per giga di dati. Quest’ultimo sovraccosto diminuirà progressivamente sino a 2,5 euro nel 2022. Si tratta in ogni caso di un taglio drastico rispetto agli extracosti attuali, pari a 6,5 volte in meno per i dati (e 26 volte più basso rispetto al 2015).

ALTRI PAESI - Per i paesi non inclusi nel Regolamento Ue o Extra Ue per chi ha Vodafone valgono sempre le tariffe Smart Passport per ricaricabile, che offre a 3 euro al giorno 60 minuti, 60 sms e 200 mb di internet o Smart Passport per abbonamento che offre minuti e sms illimitati e 500 MB di internet. Tim, invece, ha ampliato l’offerta con “Tim in Viaggio Pass” che include 10 Giga 4G, 500 minuti e 500 SMS validi per 10 giorni dal primo utilizzo e valido anche nei Paesi extra Ue a 20 euro ogni quattro settimane.
Troviamo anche “Tim in Viaggio Pass Mondo”, al costo di 30 euro 100 minuti, 100 sms e 500 mb, e “Tim Special Unlimited”. Wind, infine, ha rilanciato la promo “Mondo”, dedicata a chi viaggia all’estero e con durata settimanale, Top Mondo” e “Europa&Usa”. La prima ha validità mensile e si rinnova in automatico, mentre la seconda offre 150 minuti e 500 mb a 10 euro settimanali. In ultimo, mancherebbe la conferma di Tiscali: come riportato da hdblog anche Tiscali Mobile potrebbe consentire ai clienti di sfruttare le tariffe contenenti minuti, SMS e dati senza costi aggiuntivi.

PROSSIMA TAPPA - A inizio 2018, libero accesso anche dall’estero a musica, film, sport ed e-book per cui si paga un abbonamento online a casa.
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