Comunali 2017, Adinolfi (PdF): "Noi diventati l'ago della bilancia. M5S? Puniti sui valori"

12 giugno 2017 ore 13:24, Americo Mascarucci
Fra le forze politiche che più di altre sembrano gioire per i risultati di queste elezioni amministrative c'è il Popolo della Famiglia, movimento di ispirazione cattolica che ha presentato propri candidati sindaco in diversi comuni. Il PdF ha infatti incrementato i propri consensi ovunque, in alcuni casi superando anche forze politiche presenti in Parlamento, ha eletto propri rappresentanti nei consigli comunali e a livello nazionale è sempre più vicino alla soglia del 3%. Intelligonews ha chiesto un commento a caldo del presidente del Popolo della Famiglia Mario Adinolfi.
Comunali 2017, Adinolfi (PdF): 'Noi diventati l'ago della bilancia. M5S? Puniti sui valori'
Come sono andate queste elezioni e quali città vi hanno dato maggiori soddisfazioni?

"Complessivamente possiano dirci soddisfatti. Al di là dei dati di picco abbiamo ottenuto il 14,6% a Goito, il 14,3% a Riolo dove era candidato Mirko De Carli uno dei nostri dirigenti storici che ha ottenuto l'ingresso in consiglio comunale. Impressionanti anche i dati nelle grandi città. A Verona abbiamo preso all'incirca gli stessi voti di Forza Italia e il nostro candidato sindaco Filippo Grigolini ha dato un punto percentuale di distanza alla lista di Fratelli d'Italia. Abbiamo rappresentato un'alternativa reale in tutti i comuni in cui siamo stati presenti. Nel 2016 solo in un comune avevamo superato lo sbarramento del 3%, stavolta lo abbiamo fatto in sei. Direi che data anche l'assenza dalle schede elettorali del simbolo di Alternativa Popolare di Alfano e Lupi, del simbolo di Idea di Quagliariello e Roccella, del simbolo di Energie per l'Italia di Stefano Parisi, è apparso chiaro ancora di più come sul territorio vi sia un movimento di popolo, per l'appunto il Popolo della Famiglia che queste elezioni hanno consacrato come quarto polo rispetto a centrosinistra, centrodestra e Movimento 5Stelle. In 35 comuni complessivamente, fra il 2016 e il 2017, raccogliamo con i nostri candidati sindaco oltre centomila voti. Mi aspetto un risultato importantissimo quando andremo a votare in 8000 comuni per le elezioni politiche".

Cosa cambia da oggi?

"Da oggi parte un nuovo cantiere che punterà a raccogliere e aggregare tutte quelle energie che vogliono difendere i valori non negoziabili e ci prepareremo all'ultima volata, per andare alle elezioni politiche con l'obiettivo di raggiungere il 3%. Considerando che dai risultati di questa tornata amministrativa la media nazionale è già al 2, 9%, direi che l'obiettivo è a portata di mano". 

Per quanto riguarda invece i ballottaggi del 25 giugno, darete indicazioni di voto per l'uno o l'altro schieramento?

"Con il segretario nazionale Gianfranco Amato abbiamo deciso di rispettare la nostra tradizionale autonomia, quindi la linea politica è quella di non schierarsi con nessuno, tranne particolari esigenze locali che andranno comunque adeguatamente valutate. Ad ogni modo l'orientamento è quello di non schierarsi a favore di nessuno dei poli in competizione".

Come giudica il fatto che nessun candidato sindaco del Movimento 5Stelle è andato ai ballottaggi?

"Il M5S si sta sgonfiando perché molta gente ha capito che la loro proposta paligenetica è avaloriale. Se tu proponi rivoluzioni, alternative totali di paligenesi ma l'approdo non è valoriale molti che ti hanno sostenuto per conseguire un rinnovamento, nello specifico gli elettori cattolici, poi non ti votano più quando vedono che sei favorevole ad eutanasia ed unioni gay. Perché non ci può essere rivoluzione e alternativa senza valori. Credo che i 5Stelle abbiano pagato in maniera seria l'apertura di credito che alcuni cattolici avevano manifestato, sbagliando, nei loro confronti. Il PdF vince proprio laddove riesce ad intercettare questi voti in uscita. Siamo riusciti a presentarci come alternativa alle coalizioni, non solo sul piano politico, ma soprattutto su quello valoriale. Per questa ragione abbiamo sfiorato il 3% e se come penso la prossima legge elettorale sarà il frutto di correzioni ai sistemi vigenti con la soglia di sbarramento mantenuta al 3%, la nostra proposta non potrà che rappresentare un forte e determinante valore aggiunto".  

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