Dortmund, un altro arresto sbagliato: gli indizi contro la pista islamista

13 aprile 2017 ore 13:02, Americo Mascarucci
Gli inquirenti tedeschi hanno compiuto un altro clamoroso errore? Sembrerebbe proprio di sì, rivedendo lo stesso copione andato in scena all’indomani dell’attentato al mercatino di Natale a Berlino. Le autorità giudiziarie tedesche hanno arrestato un iracheno sospettato di essere affiliato all’Isis e che sul principio si pensava collegato con le esplosioni avvenute martedì sera contro il pullman del Borussia Dortmund.  Ora però le stesse autorità giudiziarie fanno sapere che non ci sarebbero riscontri sul fatto che l’uomo sia collegato alle esplosioni. E allora, perché l’hanno arrestato? 
Secondo la procura federale, l'iracheno è sospettato di essersi unito allo Stato islamico alla fine del 2014 in Iraq. Gli inquirenti lo accuserebbero di guidare un gruppo composto da circa dieci persone, tra i cui compiti rientravano anche sequestri, ricatti e omicidi. Nel marzo del 2015 l'uomo sarebbe entrato in Turchia da dove avrebbe raggiunto poi all'inizio del 2016 la Germania. Qui avrebbe continuato a mantenere contatti con membri dell'Isis. 
Dortmund, un altro arresto sbagliato: gli indizi contro la pista islamista

LE INDAGINI
Premesso ciò non vi sarebbero prove che l’uomo possa avere avuto un ruolo nelle esplosioni. Il sospetto è che la polizia tedesca abbia fatto un secondo buco nell’acqua, lo stesso del dopo attacco al mercatino di Natale di Berlino quando fu fermato un pakistano sospettato di aver guidato il tir che si era andato a schiantare contro la folla provocando 12 morti. Peccato che poi le indagini smentirono tutto con tante scuse a carico del presunto terrorista. 
Ma almeno è confermata la pista islamista? Anche qui nessuna prova anche se questa resta l’ipotesi più accreditata. Accanto agli ordigni è stato trovato un biglietto con su scritto  "in nome di Allah" e l’accusa alla Germania di "uccidere musulmani" nelle guerre in Medio Oriente. Secondo gli esperi di terrorismo però qualcosa non tornerebbe visto che quel volantino presenterebbe molte incongruenze rispetto a quelli classici diffusi dall'Isis. Insomma, troppe cose non tornerebbero ragione per cui sembra che la giustizia tedesca non riesca a venire a capo della vicenda.

MERKEL IN DIFFICOLTA'
Naturalmente ad essere preoccupata è soprattutto la Cancelliera Angela Merkel che proprio a causa dell'allarme terrorismo e dell'incapacità di prevenire i rischi vede sempre più a rischio la rielezione alle politiche d'autunno. Se poi la Polizia continua pure ad inanellare errori su errori le cose si complicano ancora di più. Si ha come la sensazione che l'intelligence faccia acqua da tutte le parti con falle simili a grandi voragini. E ora è alto il timore di accreditare piste che potrebbero rivelarsi false. Tutta acqua al mulino degli avversari della Cancelliera che da Colonia in poi ha visto calare la propria popolarità.

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