Bollo auto non pagato: radiazione al Pra, pignoramento e ricorsi

13 giugno 2017 ore 14:48, Luca Lippi
Le novità sul bollo auto, dopo che l’odiata tassa è passata al vaglio dalla Manovrina, cominciano ad intensificarsi. Cerchiamo di fare chiarezza con una scheda riassuntiva all’interno della quale saranno elencate tutte le ultime novità sulla tassa di possesso. L’unica questione che sta passando in secondo piano è che il bollo auto per diversi anni e trasversalmente, è stato evocato come balzello da eliminare.

Il bollo auto non si può eliminare – A una certa e notevole mancanza di entrate nelle casse regionali si contrapporrebbe la certa moltiplicazione del peso fiscale a danno dei cittadini. Ci sono 43,5 milioni di auto circolanti. Se è vero, come è vero, che la tassa di possesso del veicolo sarebbe stata (come previsto nelle proposte) trasferita alla benzina con un aggravio di accese, è altrettanto vero che l’introito traslerebbe nelle casse dello Stato e non più delle Regioni. Il Bollo Auto, nel 2015, ha assicurato alle casse delle Regioni oltre 6 miliardi di euro. Esso incide per l’11,7% del totale delle entrate delle imposte e tributi propri delle Regioni (IRPEF Regionale, IRAP, ARISGAM, ecc.), che equivalgono a 51,4 miliardi di euro. Nello specifico le tasse automobilistiche hanno assicurato lo scorso anno in Lombardia 849 milioni di euro (il 9% del totale del gettito dei tributi propri); nel Lazio 775 milioni di euro (il 9,4% del totale dei tributi propri); nel Veneto 595 milioni di euro (il 14% del totale del gettito dei tributi propri); in Emilia Romagna 550 milioni di euro (il 14,7% del totale dei tributi propri); in Piemonte 543 milioni di euro (il 10,8% del totale dei tributi propri); in Campania circa 398 milioni di euro (il 13,4 del totale dei tributi propri). Considerando il parco veicoli circolante in Italia, si sono pagati 147 euro in media l’anno per ogni veicolo circolante (autovetture, motocicli, ecc.).
Bollo auto non pagato: radiazione al Pra, pignoramento e ricorsi
Senza bollo l'auto si ferma – cassata la possibilità che la tassa sia eliminata, la norma che ha ricevuto il via libera dalla Commissione (e che deve ora passare in quella di bilancio), al fine di contrastare l'evasione sul bollo auto, prevede infatti che gli uffici del dipartimento dei trasporti, così come i centri di revisione controllino che i proprietari dei veicoli abbiano sempre pagato la tassa di proprietà e di circolazione del mezzo e che lo stesso non sia sottoposto a fermo amministrativo.
Se le verifiche danno esito negativo, praticamente il mezzo non potrà più circolare finchè non sarà pagato il bollo.
Inoltre, una proposta presentata dal Pd come emendamento alla Legge di Bilancio, allo scopo di contrastare ulteriormente l'evasione della tassa di proprietà, già approvata dalla commissione Finanze alla Camera, prevede che chi è autorizzato per legge ad effettuate la revisione dei veicoli debba accertarsi anche dell’avvenuto pagamento del bollo auto e che sugli stessi veicoli non gravi il fermo amministrativo.
Solo dopo aver appurato che il proprietario sia in regola con il pagamento della tassa di circolazione e con quella di proprietà, infatti, si potrà procedere alla revisione, in caso contrario il proprietario è tenuto prima a regolarizzare le proprie posizioni debitorie e poi potere ottenere la revisione del veicolo.

Invero è utile ricordare che il bollo auto non è dovuto se caduto in prescrizione - In sostanza, se dopo il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo, il contribuente non riceve  un sollecito di pagamento o una cartella da parte di Equitalia, Agenzia delle Entrate o altro ente preposto alla riscossione, il tributo non sarà più dovuto. 
Lo stabilisce l'art. 1, comma 163, della legge 296/06, il quale afferma che il titolo esecutivo (la cartella di pagamento) deve essere notificato a pena di decadenza entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo. Si tratta di una posizione avvalorata dalla giurisprudenza, come dimostra la recente sentenza della CTR di Catanzaro del 3 febbraio 2016 che avalla un orientamento sempre più favorevole al termine triennale in luogo di quello decennale sostenuto da diversi precedenti, anche di Cassazione (sent. n. 701/2014,  S.U. sent. n. 5791/2008), in considerazione della presunta natura erariale del credito. 

Inoltre, il bollo rincara - Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha chiarito che il bollo auto, diventa anche una tassa legata a quanto ogni vettura inquina. L’impostazione della nuova formulazione pare essere allo stato dell’arte irrevocabile: "Nell'ambito della strategia energetica nazionale il bollo auto sarà rimodulato in rapporto a un rinnovamento del parco vetture che, al momento, vede una quota alta, al 44%, di veicoli inquinanti euro 3".

Mettersi in regola o Radiazione dal Pra del veicolo -  Alla luce di tutte queste novità, si rende necessario regolarizzare le posizioni debitorie se si vuole continuare a usare l’autoveicolo. Ci sono tre anni di tempo per saldare il bollo non pagato a fare data dalla scadenza dell’ultimo pagato. Passata tale scadenza si incorre nella radiazione dell’auto da parte del Pubblico registro automobilistico (PRA). È quanto stato affermato dal decreto emanato da Marianna Madia, Ministro senza portafoglio per la semplificazione e la pubblica amministrazione, che decide così di far chiarezza sull’applicazione di tale norma la quale, nonostante sia già presente nel codice della strada, è stata applicata rare volte e suscitando non poche perplessità.
1. la norma detta chiaramente che Ferme restando le procedure di recupero degli importi dovuti per le tasse automobilistiche, l’ACI, qualora accerti il mancato pagamento di detti tributi per almeno tre anni consecutivi, notifica al proprietario del veicolo la richiesta dei motivi dell’inadempimento e, ove non sia dimostrato l’effettuato pagamento entro trenta giorni dalla data di tale notifica, chiede la cancellazione d’ufficio del veicolo dagli archivi del PRA, che ne dà comunicazione al competente ufficio della Direzione generale della Motorizzazione Civile per il ritiro d’ufficio delle targhe e della carta di circolazione tramite gli organi di polizia, con le modalità stabilite con decreto del Ministro delle finanze, sentito il Ministro dei trasporti e della navigazione"
2. Avverso il provvedimento di cancellazione è ammesso ricorso entro trenta giorni al Ministro delle finanze.
2-bis. In caso di circolazione dopo la cancellazione si applicano le sanzioni amministrative di cui al comma 7 dell’articolo 93 (e cioè il pagamento di una somma compresa tra i 419 e i 1.682 euro, oltre alla confisca del veicolo).”
Questa norma è stata applicata sporadicamente, soprattutto in regioni quali la Lombardia, la Puglia e il Lazio, in quanto non è mai stata fatta luce sull’autorità competente a dover eseguire la cancellazione. Ora, al contrario, interviene la correzione volta a rimuovere gli ostacoli applicativi. La titolarità del potere di radiazione delle auto di coloro che non rispettando effettuano il pagamento del bollo auto viene tolta all’A.C.I. per essere invece attribuita alle Regioni (attuali titolari della gestione della tassa). Dunque, per i veicoli sui quali il bollo non risulta pagato per almeno tre anni consecutivi, la Regione avvierà il procedimento di radiazione dal PRA.
In sintesi, se il veicolo dovesse incorrere nella radiazione dal PRA, una volta cancellato, non potrà più circolare. La sanzione prevista per la trasgressione della norma è una multa di somma compresa tra i 429 e i 1.682 euro, oltre alla confisca del veicolo.

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