Ius soli rinviato, Puppato (Pd): "Compromesso impossibile, il problema è numerico"

13 settembre 2017 ore 12:04, Americo Mascarucci
La discussione sullo Ius Soli, la concessione della cittadinanza agli immigrati nati in Italia, è stata affossata non essendoci in Senato i numeri sufficienti per approvarlo. Lo ha annunciato il capogruppo Dem Luigi Zanda. La Lega Nord canta vittoria, mentre da sinistra si punta il dito contro l'indecisione del Pd. Il tutto mentre oggi un sondaggio Demos rivela che il 46% degli italiani ha paura degli immigrati. Dunque ha vinto la Lega? Oppure è il Pd che si è impantanato nella palude? Intelligonews lo ha chiesto alla senatrice Dem Laura Puppato. 
Ius soli rinviato, Puppato (Pd): 'Compromesso impossibile, il problema è numerico'

Addio allo Ius Soli. E' una vittoria della Lega o piuttosto la palude del Pd?

"Il problema è soltanto numerico. Il PD in Senato ha 99 senatori su 315, siamo meno di un terzo. E' già un miracolo che a Palazzo Madama in 4 anni e mezzo siamo riusciti a creare le maggioranze necessarie per approvare provvedimenti delicati e complessi. Basti ricordare la legge sulle unioni civili, paragonabile per complessità allo Ius Soli. Abbiamo dovuto risolvere la questione scendendo di qualità rispetto al provvedimento che avremmo voluto approvare noi, per poter trovare un accordo con l'area centrista".

E sullo Ius Soli non è stato possibile alcun compromesso con Area Popolare?

"Finora non ci sono state le condizioni perché fra le forze variabili che sostengono l'attuale governo si potesse raggiungere un accordo, nonostante già alla Camera il testo fosse stato mitigato. Non a caso si parla di Ius Soli temperato da una serie di paletti di culturali. Alla Camera abbiamo avuto anche il voto di alcuni componenti del centrodestra, vedi l'onorevole Polverini per esempio, che dopo i limiti inseriti hanno ritenuto il testo ragionevole. Cos'altro avremmo dovuto mitigare? Il fatto è che purtroppo anche in certi ambienti della maggioranza hanno vinto la paura e il calcolo elettorale".

Può aver influito in qualche modo anche la svolta del Papa, ossia quel richiamo alla prudenza sui flussi migratori?

"Il vero problema è che si è confuso lo Ius Soli con il problema dell'immigrazione. Sono due cose totalmente diverse anche se qualcuno per ragioni politiche ha tutto l'interesse a mescolare le due cose. Stiamo parlando di cittadini italiani nati in Italia o che nel nostro Paese lavorano almeno da dieci anni con regolare contratto e scolarizzazione dei figli. Il fatto è che si vuole far credere che il 38% dei potenziali beneficari dello ius soli, circa 300mila persone su un totale di 800mila, essendo di religione musulmana porterebbero ad islamizzare l'Italia. Stiamo parlando del 3% della popolazione scolastica. I numeri quindi smentiscono la propaganda della destra. Il Papa credo non c'entri nulla". 

Un sondaggio Demos però conferma che il 46% degli italiani ha paura degli immigrati. Questo che vuol dire?

"Conferma quello che ho appena detto. Sono i risultati di una politica del terrore, basata sulla paura. Sappiamo perfettamente che ci sono grosse differenze culturali fra la popolazione occidentale e i migranti provenienti dall'Africa e che fra gli immigrati vi siano anche persone che vivono nell'illegalità; ma bisogna stare molto attenti a considerare certi comportamenti o reati gravi come rappresentazione standard dei cittadini immigrati che vivono nel nostro Paese e che chiedono il diritto di essere italiani. Far credere questo riporta le lancette dell'orologio indietro, ad un'epoca che speravo archiviata". 
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