Rai, via libera a tetto sui compensi: "cura dimagrante" e vip in fuga

14 aprile 2017 ore 19:46, Americo Mascarucci
Il Consiglio d'Amministrazione della Rai ha approvato in via definitiva il limite del tetto massimo di 240mila euro agli stipendi degli artisti. Una decisione che era stata contestata da tanti volti noti di Viale Mazzini che erano arrivati al punto di minacciare il trasloco sulle reti concorrenti. Tuttavia sembrava che in base ad un parere dell'Avvocatura dello Stato, gli artisti fossero esclusi dal tetto che veniva in pratica riservato esclusivamente ai dipendenti e ai consulenti Rai. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze avrebbe dovuto recepire il parere dell'Avvocatura, cosa che però non ha fatto. Così il Cda ha tirato dritto per la sua strada approvando il limite massimo di 240mila euro annui ai dipendenti della Rai, artisti compresi.
Rai, via libera a tetto sui compensi: 'cura dimagrante' e vip in fuga

ARTISTI IN RIVOLTA - Sono in molti ora fra i volti noti di Viale Mazzini ad essere a rischio decurtazione. A vedersi ridotto lo stipendio dovrebbero essere in tutto 44 dipendenti-artisti tra cui Bruno Vespa, Carlo Conti, Fabio Fazio, Massimo Giletti. L’AdnKronos, stima che i dipendenti Rai che superano il tetto dei 240mila euro annui sono 44, di cui 6 guadagnano più di 1milione di euro (tra questi Fazio, Conti, Clerici e Insinna), 6 tra 500mila euro e 1 milione; 32 tra 240mila euro e 500mila euro per un ammontare complessivo pari a 24,3 milioni di euro.  Finora l’unica che si è dichiarata disponibile alla riduzione è stata Lucia Annunziata. 
A meno che non giunga entro la fine del mese un decreto ad hoc, il tetto del 240.000 euro sembra al momento confermato, così come votato ieri sera da tutti i consiglieri Rai, ad eccezione di Carlo Freccero. 
C'è chi come il consigliere in quota Forza Italia Arturo Diaconale arriva a ritenere poco credibile la minacciata fuga dei vip.
A Il Giornale rivela: "Magari 4-5 nomi importanti potrebbero trovare spazio su altre reti, ma il resto dove va, con la crisi che crea problemi ovunque? Insegna il caso Baudo, che quando ha lasciato la Rai per andare a Mediaset ha perso metà degli ascolti e anche il caso Crozza, che se n'è andato da La7 per una nuova rete ma ha visto crollare la sua audience. Se stai su Rai1 hai in dote, comunque, una quota di ascolti e chi ha costruito la sua fortuna come personaggio della tv pubblica non è proprio detto che se la porti dietro". 

FAZIO ALL'ATTACCO - Fabio Fazio nelle scorse settimane ha lanciato strali contro viale Mazzini annunciando la quasi certa intenzione di andarsene.
"Non può passare l’idea che con il parere dell’Avvocatura siamo stati graziati. Per ora lavorerò per la Rai e continuerò a farlo fino a fine maggio quando, il 23, condurrò una prima serata su RaiUno dedicata alla legalità in occasione del venticinquesimo anniversario della strage di Capaci. Quello che poi si arriva a guadagnare nella vita, in una vita certo fortunata, è dettato dal mercato ed è proporzionale al valore che si produce. Siamo pagati dalla pubblicità, non dal canone. Se uno guarda il fatturato degli spot di Che tempo che fa , si rende conto che il ricavato non paga solo la mia trasmissione. Consente che se ne facciano altre che non hanno la pubblicità, che hanno una funzione diversa e che magari hanno conduttori emergenti".
Rai, via libera a tetto sui compensi: 'cura dimagrante' e vip in fuga

LA SFIDA DEL DG: Per il direttore generale Antonio Campo dall'Orto però il tetto ai compensi Rai è solo una parte della grande strategia che la Tv pubblica intenderealizzare. 
Intervistato da Il Sole 24 Ore spiega: "Se passa l'estensione del tetto agli stipendi degli artisti e non si risolve il discorso legato all'inclusione della Rai nella lista delle Pubbliche Amministrazioni, quella dei prossimi anni sarà un'altra Rai. Perché è in gioco la nostra libertà d'impresa. Non solo gli stipendi degli artisti. La Rai - aggiunge - vuole essere al centro del sistema, non avendo dei concorrenti ma dei partner con cui fare accordi, da Sky a Timvision, da Netflix ad Amazon".

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