Gianfranco Fini Indagato per riciclaggio, per lui un "atto dovuto"

14 febbraio 2017 ore 13:36, Luca Lippi
Nell’ambito dell’inchiesta che ha portato al sequestro di beni per 5 milioni di euro alla famiglia Tulliani, anche  Gianfranco Fini è indagato per riciclaggio. Lo stesso Fini ha dichiarato all’AdnKronos che “L'avviso di garanzia è un atto dovuto. Ho piena fiducia nell'operato della magistratura”.

I FATTI
I finanzieri del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza (S.C.I.C.O.), al termine delle indagini della Procura di Roma, Direzione Distrettuale Antimafia, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma nei confronti di alcuni componenti della famiglia Tulliani fra i quali la moglie dell’ex Presidente della Camera, per un valore di circa 5 milioni di euro. I reati contestati al momento sono riciclaggio, reimpiego ed autoriciclaggio posti in essere dal 2008. Reati che avrebbero condotto ad un profitto illecito superiore a 7 milioni di euro.

IL FILONE D’INCHIESTA
All'operazione si è giunti nell'ambito dell'indagine che già aveva portato, lo scorso 13 dicembre, all'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di divere persone note in quanto capi e partecipi di un’associazione a delinquere a carattere transnazionale, dedita ai reati di peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Il profitto illecito dell’associazione, oggetto di riciclaggio, una volta depurato, sarebbe stato impiegato da Francesco Corallo in attività economiche e finanziarie, nonché in acquisizioni immobiliari. Ma è stato destinato anche ai membri della famiglia Tulliani.
Le perquisizioni a carico di Sergio e Giancarlo Tulliani, eseguite contestualmente all’ordinanza di custodia cautelare, nonché l’esito degli accertamenti bancari sui rapporti finanziari intestati ai membri della famiglia Tulliani avrebbero fatto emergere nuove condotte di riciclaggio, reimpiego ed autoriciclaggio.
Gianfranco Fini Indagato per riciclaggio, per lui un 'atto dovuto'

Secondo gli inquirenti, i membri della famiglia Tulliani, dopo aver ricevuto, direttamente o per il tramite delle loro società offshore, ingenti trasferimenti di denaro, privi di qualsiasi causale o giustificati con documenti contrattuali fittizi, avrebbero ulteriormente trasferito ed occultato, attraverso operazioni di frazionamento della provvista illecita e movimentazioni reciproche, il profitto illecito dell’associazione utilizzando propri rapporti bancari, accesi in Italia e all’estero.
Oggetto di queste vorticose operazioni, tra l’altro, sono stati 2,4, milioni di euro. [Fonte AdnKronos]

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autore / Luca Lippi
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