Proroga rottamazione cartelle inammissibile: ora il decreto

15 marzo 2017 ore 13:40, Luca Lippi
Il viceministro dell'Economia, Luigi Casero, aveva preannunciato in commissione Finanze alla Camera parere favorevole a un emendamento per spostare la scadenza dal 31 marzo al 21 aprile della presentazione di istanza di rottamazione delle cartelle Equitalia.  Il tutto facendolo rientrare nell’emendamento  presentato al decreto terremoto.
La commissione Ambiente della Camera ha ritenuto inammissibile la proposta di modifica perché non attinente alla materia del provvedimento.
Per prorogare dal 31 marzo al 21 aprile il termine ultimo entro cui può essere presentata la domanda di rottamazione delle cartelle fiscali servirà un decreto ad hoc. Così l’esecutivo, che punta a incrementare ulteriormente gli introiti attesi alla luce del gran numero di richieste arrivate finora, dovrà intervenire con un decreto legge. Fonti del Tesoro hanno fatto sapere che sarà varato nei prossimi giorni.
Rimane uguale per tutto il resto. Ricordiamo quali cartelle si possono rottamare e come rottamarle. Possono essere rottamate le cartelle che abbiano data compresa tra il 2000 e il 2016, nonché le multe stradali (anche il bollo auto). La rottamazione concede il beneficio fiscale per il quale il contribuente moroso è risollevato dal pagamento di sanzioni e interessi di mora. 

COME ADERIRE
Il contribuente può aderire alla rottamazione utilizzando il Modulo DA1, per via telematica (Fisconline o Entratel) o tramite intermediario abilitato (anche i Caf). La data di scadenza entro la quale presentare la richiesta di rottamazione è il 31 marzo 2017, in proroga fino al 21 aprile secondo quanto ipotizzato in apertura.
Per chi ha già in corso una procedura di rimborso agevolata, come per ogni atto giuridico, è possibile effettuare la rinuncia alla definizione agevolata per cui si è proposta istanza. Tuttavia, ciò è possibile solo nel caso in cui la dichiarazione di rinuncia pervenga in sostituzione della richiesta di adesione in ogni caso entro il 31 marzo 2017: dopo la scadenza per la presentazione dell’istanza, non sarà più possibile rinunciare alla rottamazione cartelle.

Proroga rottamazione cartelle inammissibile: ora il decreto

COME INTEGRARE O CORREGGERE I DATI
Nel caso in cui si voglia integrare o correggere i dati già inviati a Equitalia ai fini della definizione agevolata dei debiti pendenti, sarà sufficiente inviare una dichiarazione integrativa dei carichi pendenti da rottamare, sempre entro il 31 marzo 2017, in proroga al 21 aprile, senza la necessità di ripresentare la formale richiesta di adesione.

COME ADERIRE ALLA ROTTAMAZIONE CON PROCESSO TRIBUTARIO IN CORSO
L’unico modo per aderire alla rottamazione cartelle esattoriali, nel caso in cui gli stessi debiti pendenti siano anche oggetto di processi tributari non ancora conclusi risiede nella rinuncia agli atti da parte del ricorrente. Tuttavia, è bene valutare attentamente la convenienza dell’azione da condurre: certamente, viste le tempistiche processuali, la definizione agevolata permetterebbe al contribuente di ottenere una pronta risoluzione della controversia fiscale.

COME ADERIRE IN CASO DI PIANO DI RATEIZZAZIONE IN CORSO
In caso di piano di rateizzazione in corso, è possibile ottenere la definizione agevolata delle cartelle pendenti solo dietro pagamento dei piani di dilazione in essere al 24 ottobre 2016, le cui rate abbiano avuto scadenza fino al 31 dicembre 2016. Dopo l’adesione, rimane sospeso il pagamento delle rate dell’anno 2017, fino al termine per il pagamento della prima o unica rata delle somme dovute per la definizione.

LE RATE
Le rate entro le quali è possibile dilazionare l’importo complessivo agevolato sono 5: si può pagare con i bollettini RAV precompilati inviati da Equitalia nel numero di rate richieste con il modello di dichiarazione, purché si rispettino le date di scadenza riportate sulla comunicazione. In caso di pagamento in un’unica rata, la scadenza è fissata a luglio 2017.
Si può pagare con la domiciliazione bancaria (se richiesto nel modello di dichiarazione) oppure in banca, anche con il proprio home banking, agli uffici postali, nei tabaccai, tramite i circuiti Sisal e Lottomatica, sul sito www.gruppoequitalia.it, con la App Equiclick o direttamente agli sportelli di Equitalia.
Il contribuente che non paghi anche solo una rata, o lo faccia in misura ridotta o in ritardo, perderà i benefici della definizione agevolata previsti dalla legge ed Equitalia riprenderà le attività di riscossione. Gli eventuali versamenti effettuati saranno comunque acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto.
N.B. Nonostante il contribuente perda i benefici fiscali della rottamazione, a causa del ritardo o del mancato pagamento di rata o di importo totale, è possibile riprendere i versamenti sulla base del vecchio piano di dilazione, a condizione che, prima della presentazione della dichiarazione di adesione, non vi sia stata decadenza da tale dilazione.

SCIOGLIMENTO DI EQUITALIA
Intanto arriva un nuovo tassello in vista dello scioglimento di Equitalia e l’accorpamento all’Agenzia delle Entrate. E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del presidente del Consiglio dei ministri che nomina l’ad dell’ente di riscossione Ernesto Maria Ruffini commissario straordinario per gli adempimenti propedeutici all’istituzione dell’Agenzia delle entrate-Riscossione fino al 30 giugno 2017?. Tra i nuovi compiti e funzioni di Ruffini ci sono l’elaborazione dello Statuto dell’ente, che dovrà stabilire aspetti fondamentali come l’eventuale superamento dell’aggio di riscossione, la predisposizione di tutti gli atti, gli accordi, i contratti e le convenzioni necessari, la ricognizione delle competenze del personale Equitalia assicurando “senza soluzione di continuità” le funzioni proprie del servizio nazionale della riscossione e le competenze tecniche necessarie al loro svolgimento con la collocazione organizzativa del personale e l’attribuzione dei ruoli, “coerenti e funzionali alla missione istituzionale del nuovo ente”, anche quanto alla “garanzia della conservazione della posizione giuridica, economica e previdenziale maturata dal personale”. 

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autore / Luca Lippi
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