Migranti, nuovo codice Ong e visti temporanei: le soluzioni che non bastano

17 luglio 2017 ore 11:29, Luca Lippi
È arrivato l’ok al codice di condotta per le Ong, nella realtà pronto già dal 13 ultimo scorso, con cui Bruxelles prevede regole che consentiranno di disciplinare l'attività svolta dalle organizzazioni non governative nel Mediterraneo centrale.
Dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, indiscrezioni confermano che giovedì a Bruxelles si è svolta una riunione a cui ha partecipato una delegazione del nostro Paese, rappresentanti di Frontex e della Commissione europea dove si è formalizzata la decisione di regolamentare le attività delle Ong nell’ambilto della gestione del fenomeno migratorio. L'iniziativa è stata apprezzata come un passo importante per il nostro Paese. Al riguardo, infatti, l'Unione Europea ha espresso il proprio plauso, sottolineando come tale iniziativa sia stata già accolta favorevolmente durante il Consiglio dei Ministri dell'Interno, svolto a Tallinn, prevedendone l'inserimento nel piano di azione dell'Unione europea.
Il codice, secondo quanto è finora trapelato, è in sostanza un decalogo con indicazioni ben precise e principi portanti: dal divieto di entrare nelle acque libiche a quello di trasferire i migranti soccorsi su altre navi, dalla regolamentazione dei segnali luminosi alla dichiarazione delle fonti di finanziamento, dal possesso di certificazioni di idoneità tecnica all'obbligo di trasmettere le informazioni utili alle autorità di polizia italiane per l'attività investigativa. A chi non sottoscriverà il documento, potrà essere vietato l'attracco nei porti italiani.
Migranti, nuovo codice Ong e visti temporanei: le soluzioni che non bastano
Intanto proseguono senza sosta gli sbarchi di migranti, in qualche caso con notevoli tensioni per quanto riguarda l'accoglienza da parte della cittadinanza, come in provincia di Messina.
Continua la protesta al Comune di Castell'Umberto(Messina) per l'arrivo di 50 migranti da ospitare in un ex albergo alle porte di Sinagra. Numerosi sindaci del comprensorio dei Nebrodi hanno partecipato a un'assemblea durante la quale hanno contestato la tempistica e i modi ma si dicono pronti all'arrivo di migranti. Vincenzo Lionetto, primo cittadino di Castell'Umberto, ha spiegato: "Noi non siamo razzisti. I sindaci dei Nebrodi hanno sempre accolto i migranti e continueranno a farlo, ma servono le giuste strutture e anche un coordinamento istituzionale migliore". Nel corso dell'assemblea i sindaci hanno ribadito la volontà di aderire ai progetti degli Sprar e hanno detto di essere favorevoli all'accoglienza dei migranti ma concordata con gli enti locali. Non accettano di essere etichettati come razzisti e ribadiscono la volontà di ospitare i migranti. Ha proseguito Lionetto: "Siamo contrari totalmente a questo modo di inviare i migranti in strutture fatiscenti, domani vedremo di chiedere di nuovo un incontro con il prefetto e di decidere insieme cosa fare in futuro". 
A seguire, poi, c’è il colpo di scena, secondo la stampa britannica il governo Gentiloni  vorrebbe risolvere la crisi sfruttando una norma Ue scritta dopo la guerra dei Balcani. Ma fonti di Palazzo Chigi smentiscono la notizia.
In sostanza, nonostante le numerosi voci sulla buona riuscita degll’incontro di Tallin, secondo il Times il governo italiano sarebbe pronto a concedere 200mila visti temporanei validi per l'Unione europea a migranti sbarcati sulle coste del nostro Paese e diretti verso il nord Europa. Un vero e proprio colpo di arma da fuoco intimidatorio!
Il quotidiano bruitannico la chiama 'opzione nucleare' di Roma, decisa per risolvere la crisi dei rifugiati di fronte al rifiuto di cooperare degli altri Stati Ue. Nell'articolo si cita il vice ministro degli Esteri Mario Giro e il senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione per i diritti umani. Ma a riguardo fonti del governo hanno prontamente smentito quanto scritto dalla stampa britannica.
L'Italia così, secondo i giornalisti britannici, potrebbe sfruttare una direttiva di Bruxelles, la 2001/500, scritta dopo la guerra nei Balcani per favorire il movimento dei profughi. Una norma poco conosciuta che permette di concedere ai migranti un visto per spostarsi in Europa. A supporto di questa rivelazione il Times descrive il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni come "furioso" per il rifiuto dei partner europei di accogliere altri migranti.  

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