L'America abbandona l'Australia che abbandona l'Indonesia. E la Cina gode

17 marzo 2017 ore 16:54, intelligo
"Dobbiamo essere cauti", "non dobbiamo scalare". Con queste parole il ministro della Difesa australiano Marise Payne si è rimangiata ieri la promessa fatta all'Indonesia di pattugliare insieme le coste del cosiddetto Mar cinese meridionale - il braccio di mare che è il fondamentale passaggio verso Ovest e quindi verso i mercati europei - per scoraggiare le incursioni della Marina cinese, sempre più invadente nell'occupare le rotte commerciali di Giacarta.
L'America abbandona l'Australia che abbandona l'Indonesia. E la Cina gode
Durante un incontro svolto ieri a Sydney tra la Payne e il suo omologo indonesiano Ryamizard Ryacudu sono stati rinnovati generici impegni di cooperazione navale e le solite rassicurazioni "al popolo amico", ma è stato chiarito una volta per tutte che le navi australiane non si avventureranno nelle acque che Pechino considera ormai un proprio spazio vitale, tanto da aver cominciato a edificare isole artificiali per meglio presidiare le rotte lungo le quali l'Indonesia fa transitare la metà dei suoi prodotti d'esportazione. Queste isole sono delle vere e proprie piattaforme armate, dei porti in mezzo all'oceano dotati di missili e in grado di scoraggiare il passaggio di navi indonesiane, malesi e ovviamente giapponesi. Un arbitrato internazionale ne ha recentemente condannato la costruzione, dichiarando illegale lo status conferito loro da Pechino di "territorio sovrano".
Ma anche le isole vere fanno gola al gigante asiatico: in questi mesi Pechino ha praticamente invaso le acque che circondano l'arcipelago delle Natuna, da sempre controllate dall'Indonesia e lontane centinaia di miglia dalle coste cinesi, e potrebbe presto rivendicarle in quanto parte del suo territorio tradizionale.
Di fronte a questa indiscutibile serie di abusi l'Australia ha paradossalmente dovuto ammorbidire la propria posizione perché la Cina ha velatamente minacciato un blocco navale ai suoi danni, e poiché tutto il petrolio australiano passa per il Mar cinese meridionale il rischio è serio. Canberra si è arrischiata a sfidare Pechino finché ha potuto contare sull'appoggio degli Stati Uniti; lo scorso anno l'ex presidente Barack Obama aveva infatti promesso di mediare nella disputa tra Cina e Indonesia credendo che Hillary Clinton avrebbe completato il suo lavoro. Ma la vittoria di Trump e l'immediato ritiro degli Usa dalle questioni di politica estera che non riguardano direttamente Washington hanno lasciato l'Australia col cerino in mano. Cerino frettolosamente spento di fronte ai poveri indonesiani.

Di Massimo Spread 

#america #Indonesia #Cina #Australia
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...