Che fine ha fatto Asia Argento?

18 gennaio 2017 ore 10:42, intelligo
di Anna Paratore

La maggior parte delle persone credono che sia come i personaggi che incarno sullo schermo ma io sono solitaria, timida, ho creato un personaggio ma mi sono stufata di pagare il biglietto per assistere allo spettacolo di me stessa.
Trasgressiva, spudorata, eccentrica, menefreghista, incorreggibile eppure, sotto sotto, se la conosci bene, ti accorgi che è timida, indifesa, perfino fragile. Come ha detto in una delle sue poche interviste a cuore aperto, è prigioniera di un personaggio che lei stessa ha costruito, e che si ostina a mantenere suo malgrado, forse perché le fornisce una sorta di schermo protettivo che la fa sentire meno esposta.
Che fine ha fatto Asia Argento?
Aria Maria Vittoria Rossa Argento, detta Asia,  nasce a Roma il 20 settembre del 1975,
nel bel mezzo di quegli “anni di piombo” che in Italia segneranno più di una generazione, e non fa in tempo a venire al mondo che parte la prima polemica: i genitori la vogliono chiamare Asia ma all’epoca non si può dare a un bambino il nome di uno Stato; si ripiega così su Aria, ma lei sarà sempre  e per tutti Asia. La bimba, nipote del giornalista Vittorio Argento, è la figlia di uno dei registi italiani più conosciuti, il celebre Dario che con i suoi horror-thriller si è inventato un genere di grande successo e ha contribuito a terrorizzare un’intera nazione.  Sua madre è Daria Nicolodi, attrice fiorentina. Quando nasce, Asia si trova già in quella che oggi viene definita “una famiglia allargata”. Ha due sorelle maggiori, Fiore – oggi stilista – nata dal precedente matrimonio del padre con Marisa Casale, e Anna Ceroli, nata invece da una precedente relazione di sua madre con lo scultore Mario Ceroli. Anna disgraziatamente morirà in un gravissimo incidente automobilistico nel 1994, e rappresenterà probabilmente l’incontro della giovane Asia con il terribile dolore che si prova quando viene a mancarti una persona che ami.  
Carina anche se non bellezza tipica, Asia è comunque il tipo di ragazza che va di gran moda soprattutto all’epoca: magrissima ai limiti dell’anoressia, trucco pesante, colorito pallido, perfetta come indossatrice o come ragazza immagine. E, naturalmente, il mondo dello spettacolo con una famiglia simile, è anche il suo mondo. Già tra il 1984 e il 1989 Asia interpreta ben 6 film. Comincia a 9 anni sul piccolo schermo ne Il ritorno del Guerriero, diretto da Sergio Citti. Poi insieme al padre lavora in due film horror Demoni 2… l’incubo ritorna per la regia di Lamberto Bava (1986), e La chiesa di Michele Soavi (1989). Compare anche nell’episodio Giallo Natale della serie televisiva Turno di notte (Luigi Cozzi, 1987). Il primo ruolo da protagonista le arriva da Cristina Comencini, che dirige Asia nel 1988 in Zoo, poi l’anno seguente viene scelta da Nanni Moretti per una parte in Palombella rossa. 
Insomma, a 14 anni, Asia ha già un bel curriculum, ma per un po’ molla la vita sul set per tornarci solo nel 1993, diretta da suo padre in Trauma. Seguono, sempre per la regia di Dario Argento,  La sindrome di Stendhal (1996), Il fantasma dell'Opera (1998), La terza madre (2007) e Dracula 3D (2012). A questo punto i maligni potrebbero sostenere che Asia sia una privilegiata perché suo padre, famoso e prolifico regista, la fa lavorare ma, in realtà, la ragazza ben si presta al cinema del genitore. Ha il fisico e l’aria giusta per i film horror in cui lui è specializzato, e anche una certa espressione “persa” che l’aiuta senz’altro a rendere i personaggi che è chiamata ad interpretare.  In più, se il copione le piace e le si addice, perché altrimenti non rende molto, sa anche recitare. 

Prova ne sono i suoi due migliori lavori, Le amiche del cuore per la regia di Michele Placido del 1992, dove interpreta una ragazza cupa e tormentata vittima di un padre incestuoso, e Perdiamoci di vista, di e con Carlo Verdone - nel quale interpreta il ruolo di Arianna, giovanissima costretta da un incidente su una sedia a rotelle ma animata da una prorompente vitalità - che le fa guadagnare un David di Donatello e il premio Ciak d’oro.  Nel 1994, poi, viene chiamata sul set di un colossal internazionale, La Regina Margot di Patrice Chéreau, dove recita a fianco di attrici come Virna Lisi e Isabelle Adjani. La pellicola guadagna premi a Cannes e viene anche candidata all’Oscar 1995.                 

Il 1996 significa per Asia Argento il secondo David di Donatello come migliore attrice protagonista per il film Compagna di viaggio di Peter Del Monte. Con quell’interpretazione Asia vince anche la Grolla d’oro. Segue una serie di pellicole molte delle quali girate all’estero, tra le quali ricordiamo New Rose Hotel (1998) del regista statunitense Abel Ferrara, I miserabili diretta da Josée Dayan e xXx di Rob Cohen. 
Forse sulla scorta delle indicazioni paterne e grazie a un certo talento famigliare, Asia si scopre anche regista, iniziando con il cortometraggio Prospettive, per poi passare a video musicali, per arrivare al suo primo lungometraggio Scarlet Diva. 
In tutto questo, Asia ha anche una vita privata piuttosto turbolenta, e offre al gossip un’immagine di sé che l’avvicina molto a una “bad girl”. Nel 2000 al 2007 si lega sentimentalmente a un altro “bello e dannato” dello star system italiano, il cantante Morgan dei Bluvertigo che, il 20 giugno del 2001, le dà una figlia. Asia chiama la bambina Anna Lou, Anna proprio in ricordo della sorella scomparsa.  Finita la storia con Morgan, Asia si sposa ad Arezzo, nel 2008,  con il regista Michele Civetta. Dal matrimonio lo stesso anno nasce il suo secondogenito, Nicola Giovanni. L’unione si infrange però nel 2013 anche se, proprio in questi giorni i due sono stati paparazzati insieme mentre si scambiano tenerezze e camminano in strada mano nella mano, quasi a voler indicare un ritorno di fiamma.  Intanto, però, anche la carriera di Asia è andata avanti. Tra le tante attività, sia sul piccolo che sul grande schermo, va segnalato il suo ritorno dietro alla macchina da presa dove nel 2014 dirige il film Incompresa, pellicola che riceve ben 4 candidature ai Nastri d’argento ma che si rivela un insuccesso commerciale. Piccola nota di cronaca, nel cast con una particina fa il suo esordio cinematografico Anna Lou, primogenita di Asia.  
Ultimamente, poi, la nuova dirigenza di Rai 3 ha voluto proprio Asia Argento alla conduzione di uno dei programmi di punta della rete, Amore Criminale, che si occupa di raccontare quello che in Italia sembra ormai assurto a fenomeno di costume, il femminicidio. Prima di lei, alla conduzione del programma si erano avvicendate Camilla Raznovich, Luisa Ranieri e Barbara De Rossi, tutte e tre con ottimi risconti di critica. Così non è per Asia, che invece non sembra adatta al ruolo. 
Scrive in proposito DireGiovani.it, quotato giornale telematico: “Asia Argento, con la sua presenza algida, appare come una nota stonata. La sua mancanza di empatia è evidente, stridente […]con la sua voce mono tono, il suo abbigliamento nero che sposa la capigliatura corvino, racconta la vita delle donne con la stessa enfasi di una maestrina che legge l’appello nella sua classe. Con lei Amore Criminale ha perso il cuore pulsante, ha perso l’appiglio a quel “domani è un altro giorno”.  
Una stroncatura vera e propria, ma siamo certi che Asia non se ne farà un gran cruccio: da donna di cinema da sempre è abituata alle critiche, anche quelle dure. Farà sicuramente meglio la prossima volta. 
autore / intelligo
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