Parlamento "mette mano" agli Home Restaurant: cosa cambia con le nuove norme

18 gennaio 2017 ore 19:59, Micaela Del Monte
Il Parlamento italiano (con 326 voti favorevoli alla Camera dei deputati solo Cor e Lega hanno votato contro, 23 i no) ha deciso di intervenire sulla moda del momento, quella degli “Home Restaurant”. Per Home Restaurant si intende la possibilità offerta a chiunque ami stare ai fornelli di trasformare la propria casa e la propria cucina in un ristorante occasionalmente aperto per amici, conoscenti e perfetti sconosciuti (viaggiatori soprattutto) che avranno la possibilità di sperimentare la cucina originale dei luoghi frequentati abitualmente o in occasione di un viaggio. l’obiettivo è assicurare la tracciabilità dei pagamenti e il rispetto di tutti i requisiti igienico-sanitari soprattutto per evitare che i consumatori ne possano essere danneggiati (vedi cibi scaduti o scarsa igiene).

Parlamento 'mette mano' agli Home Restaurant: cosa cambia con le nuove norme
Ma ecco cosa cambia: i pagamenti, anzitutto, dovranno avvenire esclusivamente attraverso piattaforme online, così da scongiurare l’evasione fiscale. Non potranno superare un massimo di 10 coperti al giorno e i compensi non dovranno essere superiori ai 5mila euro annui. Qualora venisse superata questa soglia, sarà necessaria l’apertura della partita Iva e il conseguente versamento di contributi all’Inps.

Secondo Angelo Senaldi, deputato Pd e relatore della proposta, "quella sugli home restaurant è una legge necessaria che mira a regolamentare un settore, quello dei ristoranti in casa, che si sta sviluppando in modo esponenziale sulla scia della più ampia legge sulla sharing economy. Mira a tutelare sia l'esercente che il consumatore ed è stata scritta rispettando la massima trasparenza, poiché i pagamenti del servizio saranno effettuati in modo elettronico e quindi tracciabile attraverso la piattaforma web che unisce l'esercente che fornisce il servizio di ristorazione al cliente finale". Si tratta, ha aggiunto, di una "normativa innovativa, prima in Europa, che tende a dare impulso alla sharing economy, in linea con la direttiva europea che mira proprio ad incentivare e incoraggiare la sharing economy. La nostra proposta di legge vuole essere un punto di equilibrio fra l'attività degli home restaurant e la ristorazione tradizionale; non vuole fermare il fenomeno degli home restaurant ma nemmeno renderlo concorrente della ristorazione tradizionale, fiore all'occhiello del nostro Paese".

L'esigenza di regolamentazione è nata dal fatto che il fenomeno ha preso piuttosto piede nell'ultimo periodo. Stando ai dati di una ricerca della Confesercenti, infatti, solo nel 2014 gli home restaurant hanno fatturato oltre 7 milioni di euro in Italia. Nel nostro Paese sono per ora attivi 7mila cuochi circa che nel complesso hanno organizzato oltre 37mila eventi, che hanno visto la partecipazione di circa 300mila persone. Gli incassi medi per serata di aggirano intorno ai 194 euro e le regioni dove il fenomeno è più diffuso sono la Lombardia (16,9%) il Lazio (13,3%) e il Piemonte (11,8%).
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