Vaccini obbligatori, è già effetto "imbuto": pediatri nel caos

19 giugno 2017 ore 11:51, Micaela Del Monte
I vaccini obbligatori, oltre a rischiare di mandare in tilt l'Italia per i continui contrasti e faccia a faccia, rischiano di far collassare il sistema sanitario. Le liste d'attesa per somministrare il vaccino anti meningococco B arrivano fino alla fine del 2018 e ogni mattina i telefoni sono presi d'assalto dalle mamme che ancora non hanno prenotato. Senza contare che a queste liste si aggiunge anche il nuovo elenco dei bambini che dovranno assumere i vaccini obbligatori per potersi iscrivere a scuola. 

Vaccini obbligatori, è già effetto 'imbuto': pediatri nel caos
PEDIATRI TUTTOFARE -
Come riporta Il Giornale i pediatri devono provvedere da soli a tutto: alla prenotazione delle visite, all'acquisizione del consenso informato, alla registrazione della vaccinazione, allo smaltimento rifiuti. E anche alla misurazione della temperatura del frigorifero in cui conservano le dosi per i pazienti. Sono obbligati a comprare un termometro di minima e di massima che registra le variazioni di temperatura. Nel caso in cui la catena del freddo venga compromessa - e di conseguenza la qualità della fialetta - i pediatri devono inviare le dosi non utilizzabili all'Asst, assieme alla registrazione del lotto e a un report per spiegare cosa è successo nel frigo. Passaggi sacrosanti ma impegnativi e che portano la categoria a parlare di "burocrazia devastante". L'accordo sottoscritto con la Regione Lombardia per regolare il flusso delle vaccinazioni vede una larga parte di medici insoddisfatta per la mole di lavoro decisamente impegnativa a cui devono far fronte.

EFFETTO IMBUTO - "È chiaro a tutti che non riusciremo a vaccinare i bambini entro l'inizio dell'anno scolastico. Di mezzo c'è anche l'estate - spiega Rinaldo Missaglia a nome del sindacato dei medici pediatri di famiglia - Ci servono rinforzi. La Regione, nel piano vaccini, prevede dei fondi per la riorganizzazione del personale". Negli studi servono infermieri, assistenti che rispondano alle centinaia di telefonate e che aiutino a smaltire le code. E poi c'è un ulteriore problema che si verificherà in particolar modo in alcuni territori della regione: in alcune Ats i pediatri non hanno dato la disponibilità a vaccinare i bambini nel loro studio medico, delusi dall'accordo medici-Regione per il piano sul vaccino anti meningococco B. E il loro no rischia di tradursi in un effetto "imbuto" che intaserà le Asst. Il lavoro per vaccinare i bambini non verrà distribuito tra i vari medici di famiglia (che provvederanno solo alla visita medica che precede l'iniezione) ma si concentrerà esclusivamente negli ambulatori ospedalieri. 
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