Sabella (Think-in): "Dietro le quinte dell'amore-odio tra Landini e Marchionne. Ma Fiom firmerà"

20 febbraio 2017 ore 11:00, Marta Moriconi
"La Fiom mette FCA sotto inchiesta" titola un comunicato dei metalmeccanici della Cgil di qualche giorno fa. Si apprende che sta per partire una ricerca su FCA promossa dalla Fiom nazionale insieme alla Fondazione Claudio Sabattini, con la collaborazione della Cgil nazionale e della Fondazione Di Vittorio. Intelligonews ha chiesto le ragioni di questa iniziativa a Giuseppe Sabella, direttore di Think-in e esperto di relazioni industriali oltre che di caso Fiat.

Sabella (Think-in): 'Dietro le quinte dell'amore-odio tra Landini e Marchionne. Ma Fiom firmerà'
Perché la Fiom mette FCA sotto inchiesta?

"Bisogna considerare che di recente l'organizzazione guidata da Maurizio Landini ha firmato il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, dopo un lungo periodo di divisioni interne al settore e, per l'appunto, dopo il grande strappo del caso Fiat".

E quindi?

"La recente firma del Ccnl metalmeccanico segna un cambio di strategia per la Fiom".

Ci spieghi meglio...

"La battaglia della Fiom di questi anni aveva delle ragioni che, condivisibili o meno, non sono del tutto emerse, perlomeno ai non esperti della materia. Per cui, come al solito, ne è uscita una caricatura quando ciò che c'era in gioco era il ruolo del contratto collettivo nazionale. In questo, la Fiom rappresentava l'ultima barriera sindacale, nel senso che la crescente contrattazione aziendale - che dal caso Fiat usciva esaltata - e la defiscalizzazione del salario di produttività aprono una nuova via che di fatto qualcosa toglie al contratto nazionale e lo sposta sul contratto di secondo livello. E su questo c'è stato ora un grande giro di vite proprio col recente rinnovo del contratto metalmeccanico, firmato anche dalla Fiom".

Cosa comporta questo rinnovo e quale cambio di strategia per la Fiom?

"Il rinnovo fa molta chiarezza tra i due livelli di contrattazione: il contratto nazionale resta centrale per quel che riguarda i minimi retributivi in rapporto all'inflazione e rimanda per eventuale plusvalore salariale alla produzione di ricchezza. In sintesi: i salari possono crescere solo laddove si produce ricchezza, ovvero nei luoghi di lavoro, nelle imprese. Questo introduce un patto partecipativo per alcuni versi nuovo per il nostro paese, segnato in modo anomalo - per essere tra le economie più avanzate - dal conflitto impresa-lavoro. Dopo anni di battaglie, Landini ha realizzato non solo che stava perdendo terreno - cioè iscritti - ma ha anche compreso che il desiderio dei lavoratori oggi non è più il conflitto ma qualcosa di più partecipativo e di molto concreto: il lavoro, prima di tutto, e il salario. Questo lo ha indotto, stante anche la volontà di Federmeccanica e degli altri sindacati, a riannodare le fila con il settore dopo la lunga stagione degli accordi non unitari".

Quindi Landini oggi vuole ricucire anche con Marchionne?

"Già un anno fa, il Segretario Generale della Fiom aveva apertamente dichiarato la sua soddisfazione per la rinascita dell'industria dell'auto in Italia e il successo del piano Marchionne. Landini non lo dirà mai, ma sa bene che quella visione industriale che ha rilanciato Fiat è merce rara in Italia, ed è quindi un bene per il Paese che oggi ha più che mai bisogno di crescere la sua industria se vuole restare al passo con gli altri. Ma, come dicevo prima, la battaglia contro Fiat aveva come sfondo la sacralità del contratto nazionale. Oggi sono cambiate molte cose, tutti hanno capito - anche Landini - che la contrattazione di secondo livello è importante leva per la crescita".

E quindi la Fiom firmerà il contratto FCA?

"Questa inchiesta-ricerca che la Fiom sta promuovendo credo che sia il passaggio decisivo. Rileveranno delle migliorie da apportare nei luoghi di lavoro - ci mancherebbe, tutto è perfettibile nonostante si tratta di stabilimenti tra i più avanzati dell'intera industria manifatturiera d'Europa - e le rivendicheranno, sedendosi al tavolo delle trattative per farle riconoscere. E così sarà. Non si dimentichi però che se oggi siamo qui a parlare di FCA è perché Fim e Uilm hanno firmato quegli accordi nel 2010".
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