Maturità 2017, studenti "vittime" delle fake news: come combatterle

21 giugno 2017 ore 9:20, Micaela Del Monte
Oggi è il giorno della prima prova della Maturità 2017, forse la "meno" odiata, ma quelle che seguiranno metteranno a dura prova gli studenti che spesso, pur di avere un punto di partenza da cui partire nello studio, si affidano alle notizie che trovano sul web, con il rischio però di incappare e scambiarsi "fake news"

Maturità 2017, studenti 'vittime' delle fake news: come combatterle
LA RICERCA-
A rivelare questa nuova tendenza dei giovani maturandi è una ricerca realizzata per la Polizia di Stato da Skuola.net, la piattaforma multimediale dedicata agli studenti italiani. Lo studio, condotto su un campione di circa 2.500 studenti del quinto anno, ha rivelato dati inediti sui comportamenti di coloro che si apprestano a conseguire un diploma di scuola superiore. Uno studente su cinque – riporta la ricerca - crede di poter trovare su Internet le tracce delle prove d'esame; la stessa percentuale è invece convinta che la Polizia controlli i telefonini degli studenti per scoprire chi sta copiando. L'opinione è totalmente falsa perché il controllo della rete - spiega in una nota la Polizia postale - non avviene con queste modalità. Sono solo due dei fenomeni rilevati dalla ricerca e che hanno portato, per il nono anno consecutivo, sia la Polizia Postale che Skuola.net a lanciare la campagna di sensibilizzazione "Maturità al sicuro", con l'obiettivo di debellare il fenomeno delle fake news, bufale e leggende metropolitane ed evitare che gli studenti perdano tempo (e soldi) alla ricerca della soffiata giusta.

DATI - Se alcune delle risposte hanno riportato il livello di "allarme disinformazione" a quote più basse rispetto a quelle del 2014, altre hanno invece dimostrato quanto sia ancora necessario informare le nuove leve. Ben il 45% del campione in esame ha infatti ammesso il timore di poter essere perquisito dai professori della commissione, mentre circa il 16% crede che la scuola sarà "schermata" per bloccare il segnale internet verso gli smartphone. C'è poi un 10% che crede addirittura che i commissari saranno dotati di dispositivi per il rilevamento magnetico contro i telefonini.

Se poi gran parte dei ragazzi è cosciente che essere trovati ad usare il telefonino equivale all’espulsione dalle prove d’esame (91%), rimangono le incertezze per quanto riguarda ciò che è ammesso o vietato durante la maturità. Per il 36% dei ragazzi, infatti, non costituisce reato ricevere le soluzioni delle tracce dall’esterno mentre la prova è in pieno svolgimento,

L’iniziativa “antibufale” si serve delle forme di comunicazione e degli strumenti preferiti dai giovani per veicolare i messaggi di sensibilizzazione, ed è finalizzata ad aiutare i ragazzi ad affrontare l’esame con maggiore serenità, confidando nei propri mezzi e nella preparazione che hanno ricevuto durante gli anni passati a scuola, senza cercare scorciatoie truffaldine che comporterebbero solo l’esclusione dalla prova d’esame.

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