Ius Soli, Mirko De Carli (PdF): "C'è terza via fra globalisti e sovranisti"

21 giugno 2017 ore 20:36, Americo Mascarucci
"Fra globalismo e sovranismo, esiste una terza via che è comunitaria". Mirko De Carli dirigente del Popolo della Famiglia, eletto al consiglio comunale di Riolo Terme dove si è candidato come sindaco alle amministrative dell'11 giugno, entra con Intelligonews nel dibattito politico in atto sullo Ius Soli e spiega come le posizioni contrapposte di chi sostiene l'esigenza di difendere la cittadinanza fondata sul diritto del sangue e di chi invece difende lo Ius Soli, si possano integrare.
Ius Soli, Mirko De Carli (PdF): 'C'è terza via fra globalisti e sovranisti'

Partiamo dai risultati delle amministrative. Come Popolo della Famiglia vi ritenete soddisfatti? Come vi comporterete ai ballottaggi di domenica?

"Per noi procede tutto molto bene, abbiamo raggiunto risultati importanti in tutta Italia, abbiamo eletto diversi rappresentanti nei comuni ad iniziare dal sottoscritto che ha ottenuto quasi il 15% a Riolo Terme. Al ballottaggio abbiamo scelto la strada dell’equidistanza, ossia di non schierarci con nessuna delle forze in campo mantenendo fede alla nostra tradizionale autonomia sui principi non negoziabili. Siamo il quarto polo, viaggiamo intorno al 3% a livello nazionale e questo ci fa essere molto fiduciosi. Abbiamo dato indicazione ai nostri elettori di partecipare domenica al voto, ma votando scheda bianca". 

E' in corso un acceso dibattito sullo Ius Soli, il diritto di cittadinanza agli stranieri. Lei ha scritto sul suo profilo Facebook che fra sinistra globalista e destra sovranista esiste una terza via, quella comunitaria. Che significa?

"Che dobbiamo contrapporci alle due facce della stessa medaglia: la destra sovranista di Salvini e della Le Pen e la sinistra globalista di Renzi e Macron. Per farlo dobbiamo ripartire dalla visione figlia della Dottrina sociale della Chiesa che guidò figure laiche come Adriano Olivetti di idee lungimiranti e attualissime. L'idea della comunità concreta che ha ispirato gli scritti politici di Olivetti ripresa oggi da molti intellettuali, può essere una chiave di lettura importante. Il movimento "Comunità" di Olivetti proponeva la terza via del comunitarismo, partendo dal concetto di famiglia e costruendo intorno ad essa le azioni politiche utili e necessarie a rafforzarla. Questa concezione credo si possa applicare benissimo allo Ius Soli. Fra le posizioni contrapposte, proponiamo uno Ius Culturae temperato che mantenga il primato dello Ius Sanguinis ma che sappia accogliere anche i cambiamenti in atto nella società".

E per quanto riguarda invece lo Ius Europeo? Che posizioni avete su questo e quali conseguenze potrebbe comportare?

"Grillo ha chiamato in causa l'Europa per tirarsi fuori dalla polemica sullo Ius Soli che ha investito il Movimento 5Stelle e creato grande imbarazzo con la Conferenza Episcopale, ma considerando che chi è cittadino italiano è anche cittadino europeo, ritengo che il discorso non possa essere affrontato soltanto a livello nazionale, ma vada discusso in una dimensione europea. Partendo da un principio di sovranità europea credo vada salvaguardata l'identità del Sud Europa che fonda il diritto di cittadinanza sullo Ius Sanguinis, armonizzandola con la tradizione nord europea che invece ha lo Ius Soli. La via di mezzo è rappresentata proprio dallo Ius Culturae temperato, ossia su percorsi di integrazione degli stranieri fondati su formazione ed educazione". 

Papa Francesco è al centro di forti polemiche dopo essersi schierato in favore della nuova legge pro immigrati "Ero Straniero, l'umanità che fa bene" che mira a superare la Bossi-Fini. Naturalmente la Lega ha attaccato il Pontefice. Ha fatto bene il Papa a schierarsi dopo le polemiche innescate dalle dichiarazioni di Galantino sullo Ius Soli?

"Personalmente credo che Sua Santità sia in prima linea per ciò che riguarda le campagne di accoglienza e solidarietà, Tirare per la giacchetta il Papa è sbagliato, le sue sono dichiarazioni di principio. Io sono convinto che la legge Bossi-Fini vada superata perché è una legge vecchia, così come credo vada rivisto il diritto di cittadinanza, perché il mondo è cambiato. Al momento però, andare a toccare la legge Bossi Fini che prevede ci sia un legame fra contratto di lavoro e possibilità di soggiornare in modo temporeneo sul territorio italiano è un errore. Quindi momentaneamente non la toccherei perché è impostata in maniera corretta sul piano normativo, lavorerei piuttosto come detto per integrare lo Ius Culturae. L’appello del Papa è rivolto a far sì che venga fatta una riflessione più ampia sul tema dell’accoglienza legata alla cittadinanza e questo per me è corretto. Il limite della posizione di personaggi come Salvini sull'immigrazione, sta in un no senza proposta di alternativa. Il sistema attuale oggettivamente ha delle falle enormi e dobbiamo proporre qualcosa di diverso. Papa Francesco fa un appello in tal senso. Accusarlo di fare la spalla ai Radicali francamente lo trovo assurdo". 





caricamento in corso...
caricamento in corso...