Obbligo vaccini: in Italia sono 12. Come funziona in Europa e nel mondo

22 maggio 2017 ore 13:30, Luca Lippi
Il Cdm ha approvato il provvedimento “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale”. Si parla delle vaccinazioni obbligatorie per legge a partire da settembre, condizione necessaria e sufficiente per potere iscrivere i propri eredi a scuola. Facciamo un rapido ripasso della norma e confrontiamola con quanto è previsto al momento nel resto dell’Europa.

Iscrizione a scuola e sanzioni per chi non è in regola: l’iscrizione nella fascia di età 0 – 6 anni non può essere fatta se il bamino/a non è regolarmente vaccinato. Stessa sorte per i bambini in età di scuola dell’obbligo (elementari e medie) e primi due anni delle scuole superiori, quindi fino a 16 anni. Nell’ultimo caso, quello delle superiori, il divieto non è categorico ma comunque la contravvenzione alla norma procura una sanzione. Le sanzioni, erogate dalle Aziende sanitarie locali, andranno dai 500 euro a 7.500 euro. Il dirigente scolastico è tenuto a segnalare alla Asl la presenza di minori non vaccinati. Inoltre, il genitore o l’esercente la potestà genitoriale sul minore che violi l’obbligo di vaccinazione “è segnalato dalla Asl al Tribunale dei Minorenni per la sospensione della potestà genitoriale”. Il Ministero della Salute precisa infatti che non è prevista alcuna sospensione automatica della patria potestà da parte dei tribunali dei minori in caso di rifiuto di vaccinazione.

Vaccini obbligatori: spiega il ministro Lorenzin: “Le vaccinazioni obbligatorie diventano da 4 a 12. Tra queste ci sono vaccini contro il morbillo e la meningite che diventeranno obbligatori, attraverso modalità transitorie per consentire alle famiglie di adeguarsi gradualmente”. Il decreto sui vaccini si è reso necessario anche perché negli ultimi mesi “ci sono state diverse decisioni delle Regioni su questo punto e il governo intende dare un indirizzo generale”.
Obbligo vaccini: in Italia sono 12. Come funziona in Europa e nel mondo
Allo stato dell’arte, 800 mila bambini risulterebbero 'fuorilegge': gli istituti e le Asl potrebbero essere presto sommersi da centinaia di migliaia di casi da gestire in vista dell'inizio del nuovo anno scolastico, 290mila di questi solo alle elementari.
Secondo una stima de la Repubblica basata sui dati del ministero relativi alla copertura vaccinale contro il morbillo (quella con i tassi più bassi tra le 12 vaccinazioni ora rese obbligatorie, pari all'85%), i bambini "scoperti" alla scuola materna sarebbero 204.274, quelli alle elementari 287.622, quelli alle medie 178.882 e quelli alle superiori 146.058. Il totale è di 816.836 bambini che, secondo le stime, dovrebbero essere obbligatoriamente vaccinati per poter iniziare a frequentare la scuola a settembre o per poter tornare sui banchi.
Il nuovo obbligo, sebbene il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, abbia già sottolineato che l'introduzione sarà graduale in modo da non creare problemi organizzativi, potrebbe quindi portare al collasso delle Asl, costrette a correre ai ripari vaccinando quasi un milione di bambini in pochi mesi. 

L'iter previsto: le scuole dovranno segnalare all'Asl eventuali irregolarità vaccinali appurate al momento dell'iscrizione. La famiglia sarà invitata a un colloquio nel quale si tenterà la via della conciliazione, per convincere papà e mamma a vaccinare i figli. In caso di rifiuto partirà la sanzione (da 500 a 7.500 euro) ed eventualmente anche la segnalazione al Tribunale dei minori.
Il ministro dell’istruzione, Valeria Fedeli, ha dichiarato in proposito: "Prima di sanzionare, i genitori vanno coinvolti. Li informi, fai loro capire, li responsabilizzi sul fatto che sia importante per il figlio, ma anche per tutti gli altri bambini, essere vaccinati".

I vaccini obbligatori: accanto ad antipoliomelitica, antidifterica, antitetanica, antiepatite b e antipertosse, il governo rende obbligatori l’antiemofilo di tipo B e i vaccini contro morbillo, rosolia, parotite, varicella, meningococco B e C. Se un bambino ha già avuto una di queste malattie (e dunque non serve il vaccino perché è già immune), serve un certificato del pediatra che lo comprovi, se necessario anche chiedendo che il bambino sia sottoposto a esami del sangue per accertare che abbia sviluppato gli anticorpi. 
Obbligo vaccini: in Italia sono 12. Come funziona in Europa e nel mondo

In quindici Paesi europei l'obbligatorietà dei vaccini non esiste: Austria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Irlanda, Islanda, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito hanno un approccio diverso basato su raccomandazione, prevenzione e informazione. I dati dimostrano che in questi Paesi la copertura vaccinale è simile a quella presente nei Paesi in cui vige l'obbligatorietà. Non c'è nessuna epidemia e nessuna minaccia alla salute pubblica ma solo una lieve flessione delle coperture vaccinali che può essere fronteggiata con la raccomandazione. 

Orientamento prevalente negli Stati europei: per contrastare è la raccomandazione vaccinale e non l'obbligo. Il quadro di vaccinazione europeo relativo ai programmi vaccinali nazionali, infatti, comprende sia vaccinazioni obbligatorie sia raccomandate: dei 30 paesi (i 28 dell'Unione Europea più Islanda e Norvegia), 15 hanno almeno una vaccinazione obbligatoria all'interno del proprio programma vaccinale, mentre gli altri 15 non hanno alcuna vaccinazione obbligatoria.
Pertanto, se da un lato l'obbligatorietà delle vaccinazioni è considerata una strategia per migliorare l'adesione ai programmi di immunizzazione, dall'altro appare chiaro che molti dei programmi europei risultino efficaci anche se non prevedono alcun obbligo. Non emergono infatti differenze significative nelle coperture vaccinali tra i paesi che rendono obbligatorie e quelli che raccomandano le vaccinazioni più importanti. Il Belgio adotta l'obbligatorietà solo per un vaccino, la Francia per tre vaccini, Grecia e Malta per quattro vaccini (tutti riservano l'approccio raccomandato per i rimanenti vaccini). I Paesi che, ad oggi, adottano un programma vaccinale nazionale con un numero di vaccini obbligatori maggiore di quattro sono: Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Lettonia, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia. Questi Paesi si collocano molto in basso nella classifica della libertà di informazione.
L'obbligo vaccinale è stato introdotto più di cinquanta anni fa con l'obiettivo di far fronte a quelle malattie infettive che avevano causato migliaia di morti infantili. Si tratta una misura di prevenzione resa necessaria dall'emergenza epidemica di quell'epoca per garantire un intervento omogeneo, costante e tempestivo in tutto il Paese e ridurre il rischio di ammalarsi.
Il concetto di "obbligatorietà" si contrappone al concetto di "promozione" della salute che è alla base di qualsiasi efficace azione preventiva: la promozione coniuga la responsabilità dell'individuo con quella della comunità che, con le sue istituzioni, garantisce il rispetto del diritto universale alla salute. L'approccio basato sulla raccomandazione intende favorire l'esercizio cosciente della libera scelta sia nell'interesse della salute dei propri figli che nell'interesse collettivo, sostenendo politiche di prevenzione tramite una corretta e completa informazione delle famiglie.
In questo ambito assume una importanza fondamentale il ruolo del medico/pediatra, come intermediario tra le istituzioni e le famiglie, per una scelta consapevole e informata. La sottrazione di questa responsabilità alla categoria dei medici lascia le famiglie sempre di più nella condizione di ricercare e maturare convinzioni "fai da te" che non consentono una scelta consapevole e propriamente informata; per di più l'approccio basato sulla raccomandazione è sostenuto anche dall'Agenzia Europea di Controllo delle Malattie Infettive".

Obbligo vaccini a scuola: a chiedere il certificato vaccinale per l'ammissione a scuola oggi in Europa c'è solo la Germania e, dall'altra parte dell'oceano, Stati Uniti e Canada. 
Spiega Pier Luigi Lopalco, docente di Igiene dell'università di Pisa, riguardo l'obbligo della vaccinazione per l'iscrizione a scuola "in realtà non abbiamo evidenze scientifiche. Il dato più recente, in un Paese di cultura occidentale, è quello della California, dove per far fronte al calo della copertura, è stata cancellata la possibilità di appellarsi a motivi religiosi per iscriversi a scuola senza certificato vaccinale". L’esperto prosegue sottolineando che la misura dell’obbligo "ha fatto effettivamente risalire i dati di copertura. Personalmente credo che il filtro scolastico, declinato in maniera moderna, possa essere utile, perché consente di intercettare i genitori non vaccinisti, convocarli e avviare un confronto per far comprendere l'importanza di proteggere non solo il proprio figlio ma anche gli altri. Mentre non credo siano utili forme di coercizione. E' invece importante lavorare per cambiare la cultura, anche dei medici che spesso non sanno fornire risposte a genitori confusi, e generano ancora più confusione. Ed è necessario adottare misure strutturali, non estemporanee, per garantire la copertura vaccinale necessaria a tutelare la salute dei tutti”.

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autore / Luca Lippi
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