Aborto, medici non obiettori al San Camillo con polemiche. Ira Lorenzin e CEI

23 febbraio 2017 ore 11:19, Adriano Scianca
Due medici assunti perché non obiettori. Accade all'ospedale San Camillo-Forlanini di Roma. I due dottori hanno vinto un concorso riservato a soli medici non obiettori. Nelle prossime settimane, i due neo-assunti entreranno a far parte dell'équipe di interruzione volontaria di gravidanza dell'ospedale. 

Aborto, medici non obiettori al San Camillo con polemiche. Ira Lorenzin e CEI

Il concorso è stato voluto dal governatore del Lazio Nicola Zingaretti per garantire l'applicazione della legge 194. I due medici, quindi, non potranno però fare obiezione di coscienza, pena il licenziamento, perché sarebbero inadempiente rispetto al compito specifico per cui è stato chiamato. Secondo il direttore del San Camillo-Forlanini Francesco d'Alba, “è stata una grande novità, che finalmente riequilibra l'applicazione della legge 194, oggi depotenziata dal ricorso all'obiezione. Ed è dunque evidente che chi ha deciso di partecipare ad un concorso con questa finalità dovrà rispettare quanto scritto nel bando”. 

Soddisfatto Nicola Zingaretti: “Nel Lazio stiamo ricostruendo un modello sociosanitario all'avanguardia. Siamo impegnati a rafforzare i servizi di ascolto e prevenzione sul territorio e, nello stesso tempo, a garantire la libertà di scelta e la salute della donna, della coppia e del bambino, applicando in modo corretto la legge 194 e limitando l'abuso dell'obiezione di coscienza”. Ora, se la necessità di garantire l'attuazione di una legge dello Stato appare certamente comprensibile, va detto che la stessa legge garantisce il diritto all'obiezione di coscienza. Come potrà l'ospedale romano licenziare o prendere provvedimenti contro dei suoi dipendenti che, eventualmente, decidano di avvalersi di un diritto garantito per legge? Insomma, la questione resta controversa.

L'intervento del ministro Lorenzin 
"È evidente che abbiamo una legge che non prevede questo tipo di selezione - spiega il ministro della Salute Beatrice Lorenzin - Prevede invece la possibilità, qualora una struttura abbia problemi di fabbisogno, per quanto riguarda singoli specifici servizi, di poter chiedere alla regione di attingere anche in mobilità da altro personale".
"Non è possibile - aggiunge il Ministro - reclutare personale sanitario con contratti a tempo indeterminato chiedendo fra i requisiti l’essere non obiettore. Fermo restando che si tratterebbe di una modalità discriminatoria di reclutamento del personale, il diritto all’obiezione di coscienza, contemplato dalla 194 prevede anche la possibilità di cambiare idea nel corso della carriera lavorativa, da non obiettore a obiettore e viceversa, anche per più volte".

La protesta della Cei
"La decisione di assumere al San Camillo di Roma medici dedicati all'interruzione di gravidanza, impedendo loro dunque l'obiezione di coscienza, snatura l'impianto della legge 194 che non aveva l'obiettivo di indurre all'aborto ma prevenirlo. Predisporre medici appositamente a questo ruolo è una indicazione chiara". A parlare è Don Carmine Arice, direttore dell'Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, che sottolinea: "Non si rispetta un diritto di natura costituzionale quale è l'obiezione di coscienza".
A sostegno della sua tesi Don Arice aggiunge: "Il ministero della Salute ha fatto recentemente un'indagine appurando che il numero di medici non obiettori risulta sufficiente per coprire ampiamente la domanda" di interruzioni volontarie di gravidanza. "Tutto questo fa molto dubitare sulla bontà di questo provvedimento".
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